giovedì, luglio 31, 2003
Infila la chiave nella serratura ma la porta è già aperta, entra. Tutto tace, qualcuno ha già messo in ordine, lo striscione mezzo staccato a ricordo della giornata che è stata. Silenziosa scivola in bagno, toglie il tappo dalla vasca e lascia defluire l'acqua, beve un goccio dall'ultima bottiglia di Limerick. Torna nell'ufficio, prende la posta che aveva nascosto la mattina e la appoggia sull'armadietto di TuaEditor, tira fuori dalla cartella un Bulldog di peluche e lo sistema sulla sedia di Effe, di fianco ai due gatti che dormono acciambellati. Prende la scala dallo sgabuzzino, raggiunge l'insegna, si guarda intorno ancora una volta e - a malincuore - finisce di staccarla. La piega con cura e la ripone nella cartella. Sottovoce chiama: Waldo! E' ora di andare a nanna, andiamo! Dalla coperta di pelle nera esce sbadigliando il bulldog e la segue svogliatamente. Dà un'ultima occhiata in giro, con gli occhi lucidi. E come sempre fa quando è certa che nessuno la veda, appoggia la mano alle labbra e soffia un bacio leggero verso la scrivania di Effe. Buonanotte, bloggers.
Spegne la luce, apre la porta, esce.
Ssshhhht... the party is over [Adesso è tardi, vediamo di non disturbare i vicini. Ah, domani c'è il post di saluto]
Three, two, one... Let's get the party started! [Già sentita, dite? Beh, ma sapete com'è: nulla si crea, nulla si distrugge...]
Preparativi
Sale di corsa i gradini, a due a due. In spalla una enorme cartella, dalla quale sbucano il cavalletto, una tela arrotolata, piatti, bicchieri, un martello. Il Bulldog la segue, ansimando per lo sforzo Uffa ... sempre di fretta ... dove sono le chiavi? Ah sì, sotto lo zerbino... mentre sta aprendo la porta squilla il cellulare. Drin! Drin! Ma dov'è... si ferma, le chiavi nella serratura, comincia a frugare freneticamente nella cartella. Il Bulldog si sdraia sullo zerbino, stremato. Drin Drin!! Un attimo...acc...ma dove cavolo... Drin! Driiiin!!!! Ho capitoo!! Un momento! Eccolo... "Si?" ... "COOSA?! Alle 15? Ma veramente...io avrei già un impegno ... non potremmo fare domani? Come dice? Il pupo ha perso il primo dente e vuole il ritratto prima che ricresca? Mi rendo conto, ma vede, un giorno non è poi ... Come? Dopo parte e sta via due mesi? Se no mi toglie l'incarico di ritrattista ufficiale della famiglia?" medita, furibonda "D'accordo, d'accordo! Facciamo alle 15, e mi raccomando. Che il pupo abbia il vestito bianco!" entra trafelata, appoggia la cartella per terra, vicino all'armadietto di TuaEditor, dal quale proviene un leggero russare Mannaggia, mannaggia!! Qui è tutto in disordine, guarda quel sacco di lettere buttato lì. Da una settimana?! Dio mio, poi per forza si lamentano delle poste... E i fiori? Un po' d'acqua, presto! Ecco fatto. Questi fogli li mettiamo nel cassetto, tanto dubito che qualcuno mai li batterà a macchina apre il cassetto, arrossisce ...ehm, forse è meglio sopra l'armadietto, ecco. Ci metto anche il vaso dei fiori, per nasconderli. Ora che è tutto in ordine passiamo agli addobbi. tira fuori dalla cartella un lungo striscione e un martello, va nello sgabuzzino e prende la scala. Il Bulldog sdraiato sotto la sedia del Signor Effe la guarda con un occhio aperto e uno chiuso. Sale sulla scala...toc, toc, toc. Ecco fatto, così va meglio. prende dalla cartella bicchieri di carta, piatti, tovaglioli, stuzzicadenti con le bandierine - dipinti stanotte, sono ancora un po' umidi - e sistema tutto sulla scrivania di Effe Mi sembra che così possa andare, è tutto pronto. Uh, dimenticavo! La musica. tira fuori dalla cartella un vecchio mangiadischi in plastica arancione, rubato al figlio mentre dormiva, e quattro quarantacinque giri di musica italiana: tuca tuca, il ballo del mattone, i watussi e parlami d'amore mariù
Andiamo, Waldo. spegne la luce ed esce chiudendo a chiave la porta. Mentre scende dalle scale suona il cellulare. drin! driiiiiiiiiinn!!!!
Pronti?
mercoledì, luglio 30, 2003
Promessa mantenuta Spettabili avventori di Herzog, avevo promesso di tenere in piedi la baracca per almeno una settimana. Avevo anche promesso un post su un tema della massima importanza: Muschi & Licheni. Beh, eccolo.
martedì, luglio 29, 2003
Però non sporcate, mi raccomando Scusate il telegrafismo, ma oggi si trotta e c'è poco spazio per le facezie (le uniche cose serie che facciamo). Allora, prendete l'agenda e segnate: GIOVEDI' 31 LUGLIO 2003 ORE 14.00 SUMMER FEST CHEZ HERZOG Come al solito, siete tutti invitati. Portate quello che volete e quello che potete. L'unica cosa che vi chiedo, per piacere, è di non sporcare in giro, che quel sabaudo del padrone di casa ci tiene all'ordine ed alla pulizia. Ci si vede, viandanti. PS - A dire il vero, avrei anche un'altra richiesta: il bel tomo che ha sgraffignato le rivistine di Herr Effe, sarebbe così gentile da restituirle, rimettendole al loro posto? Sotto la scrivania di mogano, secondo cassetto in basso a destra, quello con il pomello fucsia.
lunedì, luglio 28, 2003
Controllo Bon, avevo promesso che sarei venuto in casa di Herr Effe, per controllare se tutto è a posto. Sì, direi di sì. Beh, lo sapete anche voi, tre giorni sono sufficienti per notare la prima leggera patina di polvere che si deposita sui mobili, ma insomma, non è questa gran cosa. Dato che ho dieci minuti di tempo, do un'occhiata in giro. Hmm, quella gondola con la scritta "Saluti da Venezia", che rulla e beccheggia e si illumina neanche fosse un albero di Natale... dev'essere un consiglio di Labranca, senza dubbio. Ma dove terrà il Martini, Herr Effe? Perchè sono sicuro che ne tiene almeno un paio di bottiglie sempre pronte all'uso, altrimenti vai a spiegarti certi post. E questa, cos'è? Sembra una targhetta, di quelle che si mettevano in macchina... "Non correre, pensa a me", con una foto di Charlot visto di spalle... Gonio? Ossignur. Poi, lì nell'angolo, un paio di stivali da motociclista con il tacco rosa e l'apertura per gli artigli... hmm, anche questi mi pare di conoscerli. E qui nel cassetto, vediamo un po' cosa legge il mio amico sabaudo... [Improvviso e vivo rossore] Ah, però, anche il LiderIllio ha lasciato le sue tracce, vedo. E va bene, meglio non approfondire, anche quell'uomo ha diritto alla sua privacy, in fondo. Ma ripasso domani, chè qui ci sono cose che non mi convincono.
venerdì, luglio 25, 2003
Una serranda. E un cartello
Arrivederci, amico, Non le dico addio. Gliel'ho detto quando aveva un senso. Gliel'ho detto quando ero Triste, solitario e alla fine.
(R. Chandler, Il lungo addio, citato in Osvaldo Soriano, Triste, Solitario y Final)
Il tamponatore [ergo, colui che tampona; hmm. Colui che prova a metterci una pezza, via] Viandanti chez Herzog, Herr Effe ormai batte la fiacca. Si butta sul filosofico, sull'esistenziale, addirittura si dedica al lavoro, e son cose che fanno male. A lui, non so; a noi, suoi affezionati visitatori, di sicuro. Come molti di voi sanno, Herr Effe ha distribuito qui e là le chiavi di casa. In virtù di questo immeritato possesso, il sottoscritto Sir Squonk si prende l'impegno di scrivere, nell'arco della prossima settimana, almeno due post su Herzog. Il primo sarà sul tema "Muschi e licheni". Quanto al secondo, si accettano suggerimenti. Da ultimo, visto che la casa è libera e possiamo farne ciò che vogliamo, siete tutti invitati alla festa in onore del termine del mese di luglio. Giovedì 31 luglio, ore 14.00, chez Herzog, ça va sans dire. Io apro la porta, George porta il Martini, Erendira porta i ravioli sardi. Voi, fate quello che potete. Ah, Herr Effe: faremo un brindisi anche per Lei, non si preoccupi.
giovedì, luglio 24, 2003
Second gear, no gas (la blogsofia che non t'aspetti)
A volte le cose sono lì, esattamente davanti ai tuoi occhi. Le guardi, sì, ma non le vedi. Non le comprendi. Non le sai. A meno che... Non è casuale che siano loro gli eredi di Hegel, Nietzsche e Heidegger. Noi italiani siamo maggiormente portati ai cachinni e ai fescennini. Solo un ingenuo come me poteva assistere a quel dialogo senza capire. Ho creduto si trattasse di un navigato biker tedesco che spiegava ad un meno esperto motociclista belga come affrontare, in discesa, gli infidi tornanti dolomitici. Second gear, no gas. E invece no. Diversa la prospettiva, altra la dimensione. In realtà si trattava di un Krishna teutonico che donava ad un Arjuna fiammingo il segreto della vita (disponibile anche la versione per blog). Ed è questo, è così che si deve fare, questo il modo di affrontare gli strali dell'oltraggiosa realtà. La ragazza ti tradisce con il tuo commercialista (ecco perché non finiva mai in tempo la tua dichiarazione dei redditi)? Second gear, no gas. Hai spiegato al tuo collega come eseguire un lavoro, e grazie a questo lui è stato promosso? Second gear, no gas. Tua suocera passerà con te l'intera estate, con opzione per la stagione autunno-inverno? Second gear, no gas. Hai fatto un gestaccio al vigile che tentava di aggiustare l'autovelox inceppato, e hai tamponato la macchina che ti precedeva? Second gear, no gas. La casa-vacanze con vista mare che hai appena affittato, in realtà il mare lo vede solo nei giorni di solleone, a causa dei miraggi? Second gear, no gas. Il blog ti si è inceppato, non riesci più a postare, gli archivi sono scomparsi, i permalink non funzionano, il server è caduto? Ah, vabbé, ma allora sei proprio uno sfigato tremendo!
Spett. presidenza della Camera c/o Parlamento, "Casini in Commissione Bilancio". Ne avevamo il sospetto.
Pausa caffè (scegli la tua combinazione e Pestalozzi te la recapiterà direttamente in ufficio)
Sig. Giudice per le Indagini Preliminari, città di Treviso, "Trovato cadavere decapitato". L'assassino ha agito in stato confusionale, aveva perso la testa.
Spett Polizia, Fort Worth, U.S.A., "Rapina in banca, ruba i soldi ma lascia curriculum". Assunto immediatamente come Direttore Commerciale.
Sigg.ri Pubblici Ministeri c/o tribunale di Roma", Caso Calvi, inchiesta chiusa dopo 21 anni". Pare accertato che l'ex presidente del Banco Ambrosiano sia proprio morto.
Sigg.ri Ricercatori c/o Istat, "A luglio inflazione non è aumentata". Questa battuta farà sbellicare dalle risa il mio verduriere.
mercoledì, luglio 23, 2003
Addio alla arnie (A Farewell to Blogs)
No, io non sono così. Sono diverso. Non ci riesco. Mica facile. E’ una questione d’indole. Io non posso dire: Beh, arrivederci, e chiudere la porta come se nulla fosse. Macché. La porta la riapro tre o quattro volte, per controllare che tutto sia a posto (acqua, luce, gas, gatto lasciato sul balcone). La prendo alla larga. Parto da lontano. Ci giro intorno. Ed è per questo che, negli ultimi giorni, ho lasciato qua e là tracce della prossima chiusura estiva del blog. Salutiamoci a lungo, e scordiamoci un po’. Chiudiamo le nostre case, le stanzette buie in cui, laboriosi come api operaie, per mesi abbiamo stillato nettare e ambrosia per i nostri post. Questi sono gli ultimi giorni di Herzog. E fin qui, nulla di male. Il fatto è che sono anche gli ultimi giorni per voi (ehi, dico a lei, sì, proprio lei in fondo alla sala: la smetta di fare quei gesti, che ci sono anche delle signore). E per qualcuno, sì, per qualcuno saranno gli ultimi davvero. A settembre, purtroppo, qualche blog non riaprirà. E allora mi rivolgo a te, Blogger Estinto, che qui concludi la tua avventura. Peccato. Proprio all’ultimo, non hai resistito. Fine della corsa. Si scende. E pensare che ce l’avevi quasi fatta. Ancora un piccolo sforzo, e saresti arrivato. Presto Repubblica avrebbe citato il tuo blog, e Granieri ti avrebbe inserito tra i post in evidenza del giorno. Sofri ti avrebbe definito il blog più cool del momento (senza offesa). Capital, lo so per certo, stava per dedicarti un servizio fotografico soft-core con tanto di capelli sgocciolanti. Facci avrebbe chiesto in ginocchio di poter pubblicare un articolo da te, e Quintostato ti avrebbe dedicato una recensione incomprensibile. Saresti andato a cena con Scarpa e Cotroneo, salvo poi dover essere tu a pagare il conto. I tuoi accessi si sarebbero centuplicati, e noi avremmo letto i tuoi post persino sulla Smemoranda. Radio e televisioni avrebbero fatto a gara per una tua intervista, e alla fine saresti andato da Marzullo (l’alternativa era Costanzo, vedi un po’ tu). Ti avremmo chiamato Guru e saremmo stati costretti a darti sempre ragione. Alla fine, avresti scritto anche un libro sui blog. E invece no. Ti arrendi, lasci, tralasci e te ne vai. Diciamolo pure: ci è andata di gran lusso.
Spett. Ordine dei giornalisti c/o rivista Panorama, "Rossella assolto per ritocco a foto Berlusconi". In fondo, anche il resto degli italiani si tocca quando vede Berlusconi in foto.
Sig. Previti c/o indagine della procura di Brescia sui pm milanesi, "Ho ancora speranza che la verità venga fuori". L'importante è che Lei vada dentro.
Sig. premier Tony Blair c/o uccisione dei figli di Saddam, "Questo è un grande giorno per l'Iraq!". Comunque la pensiate, benvenuti nella democrazia.
Spett. Procura , città di Brescia, "La Bocassini e Colombo indagati per abuso d'ufficio". E non hanno neppure richiesto un condono.
The Lombard Post Sem a post.
martedì, luglio 22, 2003
The Ghost Post E' stato un palese caso di aerofagia. E il fatto che non immaginassimo come, dopo essersi gonfiati a dismisura come la rana al cospetto del bue, saremmo finiti per **plodere (sì chiamiamola plosione, vuoi estrinseca vuoi implicita, si risolve in un PLOF). Tutti lì ad aspettarsi il consueto (autunnal-invernal-primaveril) decorso di flatulenze e borborigmi (per tacer di "ructi ac pediti"). E invece no: un'improvvisa inconsistenza atmosferica, un'incontinenza di pressione, una siccitazione emotiva. Et voilà. Il silenzio ? No...
Io l'ho visto. Ora è qui (e voi non lo vedete). No, non è solo immaginabile, nè solo concepibile (nelle solite categorie di epistole, beffe e apocrifi). E' qui, diamine. Nitido, impeccabile, prassiteleo sin nei tag. The Ghost Post. Quello che procrastini (post), quello che verrà (post), quello che posponi (post), quello che non ti recapiteranno mai.
Simulacro del tuo socratismo di maniera, fantasma del tuo imperativo oracolo delfico, spettro delle aspettative pubbliche di una massa beota, ombra dell'effimera e ultima vanità: la Post-erità. Il post che ora non vedi, ma che vedrai alla fine quando, vecchio e rancoroso, lo riconoscerai dicendo: "e pensare che per tanti anni nessuno ha riconosciuto questo post"
The Ghost Post. Ma tant'è, l'afa afasica riduce la blogsfera ad un forumcolo. Il blog s'affloscia, e in latitanti languori l'ardore si spegne. A settembre, a settembre: che bolsa chiosa cechoviana (averlo un giardino e godere della sua ombra...) Pestalozzi, attento alle lenzuola vecchie. Sappi che il lembo bianco in realtà anima e cela lo spettro del Post.
Spirto gentil, ne' post miei brillasti un dì, ma ti perdei : fuggi dal blog mentita speme, larve d'autor fuggite insieme.
The Incredible Post
Saranno state le mezze penne con gorgonzola e noci. Sarà stato il successivo caffé freddo, e poi lo sbalzo di temperatura ( + 48°) una volta uscito dal locale climatizzato. Avrà magari contribuito anche la multa per divieto di sosta. Ma io l'ho visto. No, non l'ho immaginato, non l'ho pensato. L'ho proprio visto. Scritto per benino, con la sua brava impaginazione, i refusi ed anche i tag. Il Post Perfetto. Il Post della Vita. Quello che non sapevi di sapere. Quello che ti descrive interamente. Quello che la gente aspettava da sempre, pur senza averlo compreso mai. Quello che ti consacra definitivamente, che dona lustro al tuo nome e ti cambia l'esistenza. Quello che alla fine, vecchio e soddisfatto, ricorderai dicendo: E pensare che tutto cominciò da quel lontano post. The Post Ma tant'è, la gente è al mare, il Lettore latita e il blog langue. Pazienza, vorrà dire che lo pubblicherò a settembre, se ne serberò ancora memoria (ché si sa, alla mia età...) Pestalozzi, cominci pure a coprire i mobili con le lenzuola vecchie. Io controllo che le finestre siano ben chiuse.
Homenage a Espiritu
Sigg.ri Deputati c/o legge sul conflitto di interessi, "La Camera approva il primo articolo": L'Italia è una nazione pacifica: abolito il concetto di conflitto, salvi solo gli interessi
Sig. Commentatore politico c/o Busto Arsizio, "Cena Cossiga-Martinazzoli per le elezioni europee". Il nuovo che avanza.
FATAL ERROR
Signori, facciamo qualcosa per Splinder. No, non sto pensando ad una colletta. Temo che ormai si sia in troppi, nel condominio. Il buon vecchio zio Splinder non ce la fa più. Connessioni lente, errori di sintassi, server che vanno al bar. Anche gli Splinder hanno bisogno di vacanze. Suicidiamoci in massa. Liberiamolo. Alleggeriamolo. E già che ci siamo, purifichiamo l'intera blogosfera. Tutti con la testa sott'acqua fino a che i polmoni non ce la fanno più. Scommettiamo che il primo ad uscire dall'apnea sarebbe Formenti?
IL PENSIERO DEBOLE di Luciana Littizzetto
Fine della corsa. Siamo arrivati al capolinea. E adesso vamos a la plaia. Vamos a dragare le fatiche dell’anno e a lubrificarci i pensieri con il grasso dei krafen e l’olio dei fritti di mare. Sua maestà il mio fidanzato ieri mi sembrava persino più gioviale. Mi avrà fatto 10 telefonate di fila. Tutte per non dirmi niente. Nell’ultima mi ha chiesto addirittura di raccontargli nel dettaglio che cosa avessi fatto nella giornata. Perdinci.
Sarà il caldo che sta trasformando il mio uomo di Neandertal in essere umano sensibile... mi sono detta. All’undicesimo squillo gli ho domandato perché mai tanto insistenza d’amore. Lui mi ha spiegato che non era insistenza d’amore. Era che doveva provare l’auricolare. Dicono che il segreto per ridare un po’ di magia ad un dessert venuto male sia dargli fuoco. Cospargerlo di cognac e incendiarlo.
Può essere un’idea anche coi fidanzati. Quando si impirliscono appiccargli il fuoco e farli flambé. Molly mi ha informato che col caldo ha cominciato a soffrire di allucinazioni uditive. Le era parso che il suo attuale armigero le avesse detto Ti Amo. Invece era solo Andiamo.
Per dovere di cronaca quella mina anti-uomo di donna sta da più di 48 ore con un tunisino e già fa progetti di lavoro con lui. Vogliono aprire un chioschetto in barriera di cucina tuniso-piemontese e chiamarlo «Mangé bin al Magrebin»(*). Specialità cus cus e bagna cauda. Mi sono permessa di dissentire.
Ora parto anch’io. Vado al mare. Siccome sono inferma di mente ho riempito la bellezza di 4 valigie. Avevo solo più da portarmi la sabbia. Alcune raccomandazioni per le gallinelle in partenza. I panini. Sempre nel domopak che è trasparente. Mai nella stagnola. Foderare i panini nella stagnola è un atto suicida. Tutte le volte vi toccherà fare le estrazioni del lotto, scartarli uno per uno per scovare quello alla lonza e carciofini che è sempre l’ultimo della serie.
E infine. Le espadrillas del vostro compagno di merengue. Fatele sparire prima che sia troppo tardi. Prima che diventino un’arma chimica letale. Il maschio si infila le espadrillas a maggio e le toglie ad ottobre. Con quelle zattere di corda si fa la Stratorino, la gita nelle paludi, la raccolta delle olive, il Jogging sul bagnasciuga. E non le toglie nemmeno quando va a spalare il letame nella fattoria di Pilu. Fate così. Pesategliele. Quando superano i tre chili l’una fate finta di niente e scagliatele per errore nella pattumiera del vicino. E buone vacanze a tutti.
(*) Mangiare bene al Magrebino (Nota per i non sabaudi)
Sig. Primario c/o policlinico di Vienna, "Eseguito primo trapianto di lingua al mondo". Si riaccendono le speranze che il premier possa, un giorno, azzeccare un congiuntivo.
Sig. presidente George W. Bush c/o Forze di occupazione, "Non chiederemo a Italia peace keeping in Iraq". Deve aver rivisto le immagini del G8 di Genova.
Sig. premier Berlusconi c/o ranch di George W. Bush, "Libertà, democrazia, sviluppo e giustizia le nostre comuni preoccupazioni". Soprattutto la Giustizia.
lunedì, luglio 21, 2003
Sigg.ri Scienziati c/o World Future Society, "Immortalità dell'uomo raggiunta entro il 2075". Già pronto lo slogan per le prossime elezioni: Un Berlusconi è per sempre.
Sigg.ri Presidenti delle Camere c/o Parlamento, "Bertucci lascia Forza Italia e si unisce all'Udeur". Raddoppiati così i parlamentari di Mastella.
Herr Klaus Zwickel, città di Francoforte, "Si dimette leader del sindacato metalameccanici tedesco". Mai che a noi capiti una simile fortuna con Pezzotta.
Sig. premier Berlusconi, "Con Bush come compagni di scuola". Uno dei due copia.
Sig. Direttore c/o Casa Circondariale di Pisa, "Pannella in carcere da Sofri". Accettiamo lo scambio!
Il blogger a punti
Anarchia sulle strade informatiche. Infrazioni, colpi bassi, post pericolosi. Questo fino a ieri. Da oggi - tenetevelo per detto - le cose cambiano. Ad ogni blogger viene riconosciuta una dotazione iniziale di 20 punti. A seconda delle irregolarità commesse, un'Apposita Commissione provvederà a detrarre il corrispondente punteggio, fino alla totale cancellazione del blog. Segue tabella.
1)Apertura del blog: -5 punti (così capisci subito che aria tira); 2) Prosecuzione del blog oltre i quindici giorni di vita: -3 punti (ma allora sei prorio testardo, eh?); 3) Pubblicazione quotidiana di post in numero superiore a uno: -3 punti (fa' silenzio, che qui c'è gente che lavora): 4) Redazione di post superiori alle 12 righe, o incomprensibili, o pretenziosi: -10 punti (vola più basso, Joe Condor); 5) Utilizzo di termini quali autoreferenziale, solipsistico, artatamente: -5 punti (e chi sei, Porro?); 6) Plagio di post altrui: -7 punti (soprattutto se il post era brutto): 7) Modifica del nick, del template, della piattaforma o della sessualità: -3 punti (il mondo ha bisogno di certezze, eccheccavolo!); 8) Raggiungimento dello status di blogstar, e seguente rarefazione dei post: -10 punti (non si abbandonano così i lettori in autostrada): 9) Inserimento del blog nell'Aggregator: -10 punti (un po' d'umiltà, perdiana!): 10) Redazione di tabelle e punteggi: -19 punti (così ti levi dai piedi, e non se ne parla più).
E' allo studio la previsione di un bonus per blogger disciplinati: totale recupero del punteggio decurtato per chi riesca a reggere l'attuale mood di GNUeconomy senza postare commenti osceni.
Sig. Comandante c/o Arma dei Carabinieri, "A Brescia un giovane ucciso con colpo di pistola da un carabiniere". Questa volta, pare che il proiettile sia stato malauguratamente deviato da un freesbee lanciato da un tetraplegico durante l'esecuzione di un doppio carpiato.
Spett. Adnkronos c/o sondaggio balneare, "Politici: più mare che montagna per le vacanze 2003". Confidiamo nell'Onda Anomala.
Sig. Presidente c/o Repubblica peruviana, "Nuove misure contro Sendero Luminoso". Problemi di black out anche lì?
Sig. Bossi c/o Lega Nord, "Prima la devolution, poi la grazia a Sofri". Prima svuotiamo lo Stato, poi le prigioni.
Sig. Maroni c/o ministero del Welfare, "In settimana tavolo unico". Tanto, quello che conta è che ci siano molte poltrone.
Sig. Direttore c/o Osservatorio Astronomico di Viterbo, "Avvistato oggetto volante non identificato". Bossi: basta extracomunitari!
Spett. Osservatore c/o Relazioni Internazionali, "Berlusconi in visita nel ranch di Bush": Dai, Silvio, mentre continui a spalare raccontami ancora quella storiella del'uranio iraqeno, che mi faccio quattro risate, will you?
venerdì, luglio 18, 2003
Quanto tempo hai detto che è passato?
E' così che te ne accorgi. D'improvviso. Dopo te ne rendi conto, che i presupposti c'erano già tutti. Ma eri stato così abile ad ignorarli. A girare le spalle. A chiudere gli occhi. Fino a quel giorno, a quell'ora, a quell'istante esatto. Ma adesso, adesso lo sai. Tardo pomeriggio, afa metropolitana e periferica. In piedi, fermo al crocevia, sfoglio la copia appena acquistata di Triste, Solitario y Final (consigliato da Squonk). E pensare che già lo sapevo, che nei titoli dei libri si disvela il nostro destino. Due ragazze, il giovane corpo abbronzato e svestito dalla stagione. Avranno forse vent'anni. Vegono nella mia direzione, parlano, ridono, fumano, leggere e belle. Non ci sono altri fini, ma abbiamo bisogno di sentirci vivi. Non lo gonfi, il petto? Non appiattisci l'addome? Non fletti i muscoli? Sì, certo che lo fai. Basta uno sguardo colto al volo, un breve istante, un incontro di millesimi. Ma no. Loro non mi guardano, distratte da un eccesso di giovinezza. Sporgo volitiva la mascella, mi appoggio al bicilindrico cromato, che a quell'età fa sempre un certo effetto. Loro si avvicinano, ma non esisto, sono trasparente, sono un altrove. E allora, che diamine! Assumo l'espressione da maledetto, da quello che ho appena fatto dieci anni di galera per omicidio. Movente passionale, è ovvio. Non posso fallire, è questa l'ultima occasione. Ora sono davanti a me. Ora mi guardano. Sì, mi guardano. La bruna, la più carina, anzi mi si avvicina, socchiude le labbra, e flauta con voce di viola e di cardamomo: Che, c'ha l'ora, signore? Signore. La prossima volta mi lasceranno il posto a sedere sull'autobus.
P.S. Dai, che questo post non è autobiografico. Sono un uomo sposato, io. Triste, Solitario y Final ha una copertina gialla.
Sig. Giudice c/o Stato della California, "Pena capitale per 174 chihuahua killer". Piccoli e dannatamente pericolosi. Mi ricordano qualcuno.
Sig. Castelli c/o ispezioni alla procura di Milano, "Il CSM non può giudicare". Nemmeno tu (la verità ti fa male, lo sai).
Sig. Tony Blair c/o guerra in Iraq, "Anche se non troveremo gli arsenali, l'uso della forza è stato giusto". I mezzi giustificano il fine.
Spett. Cirio, città di Napoli, "Forse oggi intervento dei turchi in CdA". San Marzano a forma di mezzaluna.
Spett. Boeing c/o industria aeronautica, "Taglieremo tra i 4.000 e i 5.000 posti di lavoro". In tempi di crisi, meglio volare basso.
Sig. Castelli c/o ispezione alla Procura di Milano, "Gli ispettori hanno agito in modo corretto". Ho l'impressione di saperlo, chi è stato il correttore.
Sig. George W. Bush c/o conferenza stampa, "Mia la responsabilità di aver fatto la guerra a Saddam". Chissà come ci resterà male Silvio.
giovedì, luglio 17, 2003
Spett. Lega Nord c/o riforma codice della strada, "Cartelli stradali anche in dialetto". Sottotitoli a pagina 777
Il titolo più frequente, tra i post letti oggi sui blog, è Avviso ai naviganti ( qui e qui).
Ma non ve l'ha detto nessuno che c'è la siccità?
Per la serie " il blogger è meglio leggerlo o incontrarlo?", esperienze, dubbi e travagli qui da Giulio Zu
Sig. ministro Gasparri c/o riforma della Rai, "Il Senato *licenzia* il CdA Rai". Al posto dell'Annunziata, Floriana del Grande Fratello
Sig. Preside universtà La Sapienza, c/o facoltà di Legge, "Da una parte gli studenti pagavano, dall'altra i professori facilitavano gli esami". Divisione preventiva delle carriere?
Sig.ra Veronica Lario c/o villa di Arcore, "Silvio lo vedo poco". Lo tenga di più a casa, signora, lo faccia per noi.
L'involuzione della specie
Le prime testimonianze della presenza di blogger in Europa risalgono alla specie detta di Neanderthal. Questo blogger, dalla struttura tozza e ipertrofica, incideva i post su massi erratici utilizzando schegge di selce. A causa della difficoltà nel rimediare agli errori di battitura, il Neanderthal postava con molta parsimonia. Il successivo individuo, detto di Cro-Magnon, usava dipingere i propri post sulle pareti delle caverne in cui viveva, sperimentando l’utilizzo di pigmenti naturali. C’era ancora qualche difficoltà con i commenti, ma i risultati erano tuttavia apprezzabili. Nel corso dell’evoluzione furono le tavolette d’argilla, e poi i papiri, ad essere utilizzati dal Blogger come supporto per la pubblicazione. Gli archivi non erano ancora permanenti, ma il concetto di home page era già particolarmente sviluppato. Determinante fu poi il progresso che il Blogger Sapiens seppe realizzare con l’invenzione della stampa. I post iniziarono ad essere divulgati a distanza, e il servizio di diffusione fu chiamato, da ciò, post-a. Il Blogger Sapiens Sapiens, successivamente, fu in grado di realizzare una rete telematica che permetteva di postare contemporaneamente in tutto il mondo. E così nacque lo spam. “Il blogger giungerà a pensare in forma di post” divinò una Profetessa. E invece furono i post a pensare come blogger, finché di questi ultimi non ci fu neppure più la necessità, e rimase il Puro Blog, il Post Perfetto. Ah, dimenticavo: a quel punto i giornalisti si erano già estinti da un bel pezzo…
Sig. Mattia Feltri c/o Il Foglio, "Trovate a casa di Tremonti armi di distruzione di cassa".
Sig. minstro Tremonti c/o manovra finanziaria, "Governo vara Dpef". Qualcuno lo ha già ribattezzato Titanic
Sigg.ri sondaggisti c/o Casa Bianca, "A Bagdad 50% della popolazione contenta dell'intervento americano". Il restante 50% verrà intervistato durante l'orario di apertura dei cimiteri.
Sig. procuratore Vitiello c/o ispezioni alla Procura di Milano, "Se sottocombessimo sarebbe il caos". Quello linguistico mi pare già accertato.
Spett. Polstrada c/o città di Napoli, "Ambulanza contro auto, un morto". Evidente caso di malasanità.
mercoledì, luglio 16, 2003
Viandanti che toccate le lande di Herzog, oggi è il giorno del disturbo. Il padrone di casa - e mal gliene incolse - lascia a molti le chiavi della porta. E vieppiù oggi ha solleticato il can dormiente (invero strenuamente lavorante). Che ben sa come non sia d'uopo abusar dell'ospitalità, dacchè insomma, non è nella sua cuccia e teme di dar fastidio. Ma, a volte, la cosa si rende necessaria. Voi saltate (il post è lungo e denso): quel che segue è artifizio esclusivo (e solo lenitivo) dell'altrui nostalgia. Come nelle radio libere, con dedica affettuosa.
Gonio, rendimi il mio abatino di GiòannEffe Brera (?)
L'ho letto la prima volta nel febbraio di quest'anno. Era l' inizio del torneo che avrebbe portato l'attizzatoio e altre balubate. Nella blogosfera si aggirava ancora Benedetto Vecchi, eroicamente sollevando polemiche al modo dei lipizzani da parata. Il suo blog portava il layout all' Umberta e, valutato ad occhio, aveva il ritmo un po' basso, l'ego ipertrofico, il respiro miserello. Si muoveva tuttavia con un acume che era indice di stile sicuro (non di classe, analfablog che siete!): stoccava di destro con raffinata misura: fintava di corpo domando la polemica e quindi apprestandosi al dribbling, che non sempre aveva bisogno di fare: lanciava plagi puliti, mai viziati di effetti difficili. Portava lo stemmino di astratto furore ma primadonna non era, bensì un rifinitore: e questo scrissi, con ovvia sicumera, avendolo visto mandare tre volte a fondo un certo Troll. Riflettei che non era capace di scatto, bensì di progressivo, modico per giunta, e che non portava post perchè l' ispirazione lo soccorreva all' istante e poteva disfarsene prima che alcuno accorresse al tackle. Non essendo capace di forum, primadonna non era, mi dissi inducendo secondo logica. Pochi giorni dopo mi giunse il ritaglio d' un bloghettino parrocchiale in certo modo premonitore: un prete(stuoso) di cui ho felicemente dimenticato il nome scrisse con il risentimento acre d' un innamorato deluso ch'io era geloso d' un altro migliore di lui. Era un modo molto italiano e molto uterino di fare critica sulla pelle e sui sentimenti. Io azzeccai il giudizio tecnico e aspettai il portento a nuovi esami.
Lo rividi in blogaggregazione, finalmente chiamato agli onori della ribalta nazionale. (...) Il selezionatore era stato fino a quel momento la vittima del più bieco conformismo italico, il fuffarolo, come scrivevano gli iloti quintostatisti. Godeva di non usurpata fama di tecnico ed era più che sicuro nei giudizi: non cedeva alla fantasia e si salvava con l' humor, che aveva fertilissimo. La blogosfera truccava il catenaccio in forma di fuffa e teneva il giovane G. ala destra. Si lanciò in attizzatoi e quIntostati, mancando la vittoria finale per ingenuità di sorteggio (un terùn, rob de matt!): ottenne classifica insperata mordendosi le mani: significò un prelibativo successo della fuffa italiana, fino a quel giorno minata dagli incompetenti e dagli invidiosi dell' altrui tiratura. (...)
Dopo allora non ricordo abbia subito sfondato. Innamorò di sè tutti gli ignari amatori di Apollo che languono e fremono in petto ai più impensabili lettori. Lo ritrivai al Kolkhoz e mi dissi un tantino deluso di lui. (...) Una vigilia lo consolai da amico al tavolo di un pretenzioso spacciatore di vinacce in Via Avogadro. Era solo e impettito. (...) G. divenne il mio eroe negativo. Stranamente i suoi fans mi accusavano di essere disonesto perchè ne rilevavo le evidenti lacune dinamiche. Uscir dal sogno gli riusciva ingratissimo. (...) Ormai - era l'estate del 2003 - disputava per ripicca, come dovesse rispettare un copione. Allo sciopero della Blogsfera accadde un fattaccio osceno: l'aedo di Freddy (un'intelligenza ch'aborre il mondo ricambiata) lo tacciò di incomprensione e G. lo insultò neanche tanto velatamente. Anzi, la stessa notte partiva l' attacco al "pavido predicatore misantropo", con un "Lugete Googles cupidinesque" di cui un bravo collega non volle far credito a Catullo (...). I colleghi, ormai, ne detestavano la boria e la saccenza. Minerva soccorrevole porse a lui la lancia già inutilmente scagliata (vedi duello fra Achille e Diaco sotto le porte Scee). Cominciò indi un pellegrinaggio per blog altrui, talora mesto, talvolta ispirato da piatti maldestri... Ed or che fa ? Compiccia commenti "a successo", con qualche suo protettor devoto. In un raptus polemico, ormai un rigurgito mesto, m'invita ad aggregarmi o insiste in qualche ciacola insulsa. Pur dubitandone, rido. Ormai il suo piccarsi si va mutando in soavi divagazioni.
Al G. letargico di questa calda estate mi capita di sciogliere qualche voto propiziatorio. Mi esalto a smentire me e tutti quanti si nutrono di preconcetti idioti. Il culto (invero ingiustificato) della sua apocrifia spesso rischia di perderlo. Ebbe molti blog per poco amati e uno che pure gli è caro (dorme, doppio e bicolore, in osceno sembiante e barocca iconocopìa da giorni). Le vicende della sua scrittura non sono sempre state coerenti, nè fortunate. Ma nessuno osa privarsene o mancargli di rispetto. E' equilibrato, forse anche saggio, di lui vorrebbe si dicesse la memorabile battuta del gassmaniano Peppe "Er pantera" dell'Audace Colpo dei Soliti Ignoti: "TACITURNO INVEROCHE' LACONICO, MA QUANDO CHE PARLA OGNI PAROLA E' UNA SENTENZA". Ma logorrea lo stronca. La noia gli si dissolve sul capo come una nube non più molto grata. Non se ne affligge e per questo lo stimo. Forse l'angoscia lo prende sentendosi stanco per un posteur che invero è stato più apocrifo che originale: però è composto, schivo, e mai lo dà a vedere. L' ho incontrato sovente presso comuni bloci dell'anima. Abbiamo commentato e idealmente conversato: a lungo, molto serenamente. Fra i due, a capir meglio l' altro è stato lui. Orrida stanchezza, ridammi il mio abatino.
Intrusione a fin di bene Viandanti che toccate le lande di Herzog, scusate il disturbo. Il padrone di casa mi ha dato - e mal gliene incolse - le chiavi della porta. Sa che non amo usarle, perchè insomma, non è casa mia e non voglio dar fastidio. Ma, a volte, la cosa si rende necessaria. Vedete, Herr Effe è una personcina ammodo, come direbbe il Colonnello Spiritum. E' caustico, cinico e causidico (lo scrivo solo per la rima, non so cosa vuol dire), e queste sue doti ce lo rendono prezioso. Ma, di questi tempi, mi cade sempre più spesso nella riflessione, nella filosofia, nello struggimento. Ha persino buttato via dei giorni in sella alla moto, cullandosi nella solitudine del biker (ognuno è solo dentro al suo casco), e sì che Easy Rider è passato di moda da un pezzo. Io temo per lui. Son giorni che se ne vedono, sentono e leggono di ogni colore. Ho paura che ceda, che mi si trasformi in un mellifluo diarista da strapazzo - e per quel ruolo c'è già il sottoscritto che sta facendo la coda per l'audizione. Fateglielo capire anche voi, nei modi in cui potete: non ha il diritto di scrivere un post come "Conosci te stesso". Chi si crede di essere, Alberoni?
Conosci te stesso
Inutile illudersi: tutto quello che sappiamo, lo scriviamo sul blog. Il resto è mistero.
Le piaghe d'Egitto
Dell'importanza di interpretare i segni. Ci sono state le alluvioni. Ci sono stati i terremoti. Ci sono stare le guerre. Ora c'è persino la siccità. Se dovessero arrivare anche le cavallette, promettete di non votarlo più, quello là?
Disaggregator Lo intravedi, a volte, mentre ha appena voltato l'angolo. L'hai mancato per un niente, che un minuto prima era ancora qui. Ne segui i graffiti che lascia sui muri di blog altrui. Lo vedi. Lo raggiungi. Lo chiami. Ma no, non è lui. Ha appena lasciato un commento dall'altra parte della blogosfera, mentre tu credevi di inseguirne le tracce. E ti ritrovi così, stanco, sconfitto, lungo vicoli di periferia colmi di notte e di scirocco. Domani, forse. Domani. Dio, cosa pagherei per un nuovo post di Gonio!
Dal libro della Blogenesi
In principio era il caos. E Zeusplinder disse: “Diamine, qui non si trovano neppure i calzini puliti!” E allora Zeusplinder ordinò: Sia la blogosfera. E la blogosfera fu. Poi creò la piattaforma, i template e i tag. E ad ogni cosa dava un nome. I commenti avrebbe voluto chiamarli ds0ajoxxxa’, ma poi cambiò idea perché sbagliava sempre a scriverlo (non aveva ancora creato il copia/incolla). E infine fece il blog a propria immagine e somiglianza, e guardò il blog, e vide che era cosa buona e giusta. “Veramente, mancano i RSS” disse Blugcifero, il project manager dei programmatori. “E mica posso fare tutto io” rispose Zeusplinder, e trasferì Blugcifero tra gli archivisti del seminterrato. [continua nel post successivo]
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