URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

lunedì, dicembre 22, 2003

Dio offresi
(la chiamano flessibilità)

Quella notte, Dio era particolarmente irrequieto. Si rigirava nel letto in veglia perpetua, sbuffando e stronfiando.
- Beh, è inutile ciurlare nel manico. Non posso continuare a mentire a me stesso. Anche perché, essendo onniscente, mi sgamo subito. Questa cosa la dovrò affrontare. E insomma, lo ammetto: io ho un problema.
D’accordo, direte voi, e chi non ne ha? Il mutuo, i parcheggi a pagamento, la suocera.
Eh già, ma se sei Dio, tutto è elevato all’ennesima Potenza. Quando le cose girano positivamente, non stai solo bene, stai veramente da Dio. Ma quando qualcosa va storto, allora non è che te la puoi cavare con un attacco di podagra o con quel fastidioso cerchio alla testa tipico di quei giorni lì. Quando sei in giornata nera, il minimo che ti puoi aspettare è che ti appendano a un pezzo di legno, e poi tutti sugli spalti a fare la ola aspettando la resurrezione.
Che poi, anche quel trucco lì della resurrezione, all’inizio era divertente, ma poi è diventato una specie di lavoro. Ogni anno la stessa storia. E devi presentarti puntuale, mica puoi andare a farti la settimana bianca.
- Certo, una volta era diverso, quando si andava in giro con gli altri ragazzi, e la gente ci chiamava il Dream Team. Ci divertivamo come matti, allora, e volevamo cambiare il mondo, dopo averlo creato. Entusiasmi giovanili. E i ragazzi, chissà che fine hanno fatto. Quest’anno devo ricordarmi di chiamarli per gli auguri.
Quando sei Dio, dicevamo, e hai un problema, la cosa non può che avere proporzioni cosmiche, universali. Ontologiche, addirittura.
- Ebbene, si tratta di questo: io sono ateo.
Ecco, hai detto cotica.
- Massì, mi guardo intorno e quel che vedo non può che portarmi ad una sola conclusione: Dio non esiste. E se lo dico io… Non c’è più posto, per me. Non c’è un ruolo, una prospettiva di carriera. Sono stato cancellato dall’organigramma, ecco tutto.
Immagino che qualcuno osserverà: sono momenti che capitano a tutti, magari si tratta solo di una crisi passeggera. Ma, quando sei Dio, il momentaneo dev’essere parametrato con l’eternità. Una crisi paseggera dura come minimo tre o quattrocento eoni, mica roba da ridire. Gli dei greci, tanto dire, un giorno buttarono lì "Andiamo un attimo a prendere le sigarette", e non sono ancora tornati. Mai fidarsi dei numi.
Comunque, giacché il sonno tardava a venire, Dio uscì fuori nella notte. E lucean le stelle. Percorse tre o quattro volte il periplo dell’orbe terracqueo rimuginando con le mani dietro la schiena.
Alla fine, vuoi per la stanchezza (l’età è quella che è), vuoi perché gli dei hanno questa strana mania di andare in giro vestiti solo di una leggera tunichetta anche in pieno inverno, gli venne voglia di fermarsi in un pub a prendere qualcosa di caldo.
Cercò a lungo, perché la notte del 24 dicembre riuscire a trovare un locale che non sia tutto prenotato è davvero un miracolo. Alla fine, giunse in un luogo che sembrava una Svizzera di plastica. Lesse l’indicazione toponomastica: Milano 2.
- Strano, non ricordo di averlo creato io. Non dovevo essere molto in forma, quel giorno.
In fondo ad un vicolo ordinatissimo e incredibilmente privo di extracomunitari, trovò un bar semivuoto. Entrò cercando di non dare troppo nell’occhio, che essere riconosciuto gli dava sempre un po’ fastidio, con quella storia degli autografi e delle domande di grazia. Nemmeno fosse Ciampi.
Si accostò al bancone è ordinò da bere con voce in falsetto.
- Un grog.
-Come?- rispose il barista.
- Ehm, facciamo un punch.
- Eh?
- Domineiddio, ma in che anno siamo?
- Duemila e tre, quasi duemila e quattro.
- Ah, ecco, allora ci vuole qualcosa di più moderno. Una China Martini calda, per favore.
- Al volo.
- Non la potrei avere al tavolo?
- Signore?
- Dimmi, figliolo.
- Figliolo?
- No, scusi, deformazione professionale.
Il quel momento, Dio vide un gruppo di persone che sedeva silenzioso in fondo al locale. Incuriosito, si fece da presso e domandò loro chi fossero.
- Siamo atei- risposero quelli.
- Ma guarda la combinazione. E perché siete così tristi?
- Ci sentiamo defraudati ed emarginati. Ogni categoria ha un proprio dio. Benevolo, terribile, paterno, indifferente, inattingibile, ma comunque un dio. Solo a noi atei non è consentito averne uno. Le pare giusto?
- Ma, veramente…
- E non è che si possa risolvere la questione con l’adozione internazionale di un dio qualunque. Per noi ci vorrebbe un dio-non-dio. Uno che non abbia regole e rituali triti, punizioni eterne, salvezze prêt a porter. Un dio che non diminuisca l’uomo con la sua presenza troppo assoluta. Insomma, per noi atei ci vorrebbe un dio-che-non-c’è.
Anche agli dei brillano gli occhi, di quando in quando.
- Ragazzi, è il destino che ci ha fatto incontrare, questa notte. Prevedo grandi cose per noi. Ho già in mente tutto il merchandising, le campagne pubblicitarie, la raccolta di firme. Datemi carta e penna che vi butto giù un business plan. Qui c’è da dare lavoro a milioni di persone per almeno duemila anni. Date retta, che ho una certa esperienza nel campo. Oste della malora, un giro di assenzio per i ragazzi, pago io!
- Eh?
- Vabbé, Buon Natale a tutti, comunque la pensiate.










































affrancato e spedito da Effe | 11:30 | commenti (71)


mercoledì, dicembre 17, 2003

I Potenti della Terra
(tutti giù per terra)

Uno se li immagina sempre compresi nel loro ruolo, sempre sul palcoscenico. Pancia in dentro e petto in fuori.
E invece, guardateli nella loro intimità, mentre scrivono la loro letterina a Babbo Natale. Non fanno quasi tenerezza? Con le babbucce e la camicia da notte felpata, che nei palazzi del potere si tende a risparmiare sul riscaldamento. Qualcuno calza anche un berrettino con pon pon, che gli ricade sempre sugli occhi mentre la testolina si curva alla fioca luce dello scrittoio.
Dentro ogni Potente batte il cuore di un bambino.
A volte, anche un cervello di pari età.


Bush, George W.: Caro Santa Klaus, sotto l'albero vorrei tanto trovare le armi di distruzione di massa dell'Iran dell'Iraq. O, se non altro, qualche missiletto. Almeno una fionda, shit! (I beg your pardon).

Putin, Vladimir: Tovarish Natale, quest'anno io vorrei uno stadio da un milione di posti. No, quale pallone, è per i Ceceni. Tu falli entrare tutti dentro allo stadio, che poi al resto ci penso io. Ah, e un paio di bottiglie di vodka, già che ci sei. Va bene anche una sottomarca, che tanto le regalo a quel tizio, come si chiama, quello italiano.

Blair, Tony: Io vorrei tanto non dover dire più bugie. Vorrei che i miei sudditi, cioé, i miei connazionali non mi chiamassero più B. Liar. Vorrei poter andare al pub dell'angolo, giocare a freccette e farmi un paio di pinte di quella scura, che l'ultima volta che ci ho provato le freccette le hanno tirate a me.
In fede, tuo Saddam (dai, no, scherzavo).

Berlusconi, Silvio*: Mi consenta, Nonnetto: sono anni che le chiedo sempre la stessa cosa. Ho capito che ci vorrebbe un miracolo, ma almeno quest'anno me lo porta o no, quel milione di posti di lavoro?

Annan, Kofi: Una volta. Ti prego, una volta sola. Fai che io possa dire una cosa, una qualunque, senza che gli altri mi ridano in faccia. Non so, magari dico che i caschi Blu dell'Onu da domani diventano i Caschi Senape, e tu fai in modo che Bush smarrisca il mio numero di telefono, così non può chiamare per sgridarmi. Almeno una volta, eh?

Hussein, Saddam: ... e tanta, tanta serenità per tutti i bambini del mondo.

(* E' ovvio che l'inserimento di Berlusconi tra i Potenti costituisce un falso storico. Ma in fondo, il mondo non è tutto una fiction?)


















affrancato e spedito da Effe | 10:14 | commenti (36)


martedì, dicembre 16, 2003

L'Albergo delle Libertà
(Non Firmate Quella Legge - 2)

Gasparri di nuovo alle Camere. Spero abbiate chiuso a chiave le vostre valige.



affrancato e spedito da Effe | 15:33 | commenti (4)


Traguardi
E' pur vero che la metà è dovuta all'uso compulsivo del tasto F5 da parte del padrone di casa; ciò nonostante, mi permetto di segnalare che il counter degli accessi è arrivato alle sei cifre.


affrancato e spedito da Squonk | 11:45 | commenti (18)


Volevo i pantaloni

D'accordo, anch'io ho le mie colpe. Quei pantaloni erano rimasti in lavanderia per più di un mese. Ormai tendo a dimenticare quella parte di realtà che rimane fuori dai post. Ad ogni modo, ieri ho rivendicato il mio diritto alla proprietà.

- Vediamo un po'... Effe... Effe... ma è sicuro di non averli già ritirati?
- Sicurissimo, guardi, ho ancora lo scontrino.
- Allora aspetti che li cerco meglio, che con tutta la confusione che c'è nel mondo siamo un po' confusi anche noi.
- Prego?
- Massì, tutte 'ste cose brutte, 'sta violenza, 'sto terronismo.
- Terronismo? Ma non starà mica ancora ad ascoltare il Bossi?
- Ma no, il terronismo, i terronisti, Billaden.
- Chi?
- Ma non li legge i giornali? Billaden, Salam Uséi...
- Us...?!
- Sì, quello che prima aveva la barba e invece poi no. Quello che lo hanno stanato che s'era infrattato in un buco dove ci sgozzano i tacchini del ringraziamento.
- I tacc...?
- Che poi sarà una festa loro, degli islamisti, che uno non ci capisce più niente con tutte queste sigle, gli sciti, i sanniti, i crudi.
- Curdi, si dic...
- Che quando lo hanno scoperchiato, lui ha detto Dolcetto o scherzetto?, che si credeva che così non lo riconoscevano. Ma quelli, gli americani, mica so' fessi. C'ha presente Rambo?
- Eh, tutti così, gli americani.
- Anche se Busc è un po' mingherlino, per la verità. Ma tanto lui mica deve sparare ai terronisti, lui fa il Preside, che gli frega?
- E' quello che dico anch'io.
- Comunque, adesso che Salam Uséi l'hanno ingabbiato, tutto va meglio, tutto è risolto, non ci sono più i problemi.
- Ah, fantastico, allora vuol dire che li ha ritrovati, i mei pantaloni?
- Ma scusi, migliaia di Rambo non hanno trovato le armi di Salàm in un deserto e io, da solo, dovrei trovare i suoi pantaloni in tutta questa confusione? Certo che c'ha delle pretese, la gente.






















affrancato e spedito da Effe | 09:19 | commenti (28)


lunedì, dicembre 15, 2003

Saddam confessa

"Le bottiglie di acqua minerale le ho avvelenate io, una per una. Erano le mie armi di distruzione di massa. D'accordo, armi di lungo periodo, ma se vuoi un lavoro fatto bene devi fartelo da solo."


affrancato e spedito da Effe | 16:58 | commenti (4)


Il cittadino s'indigna

Oggi, tutte le pagine dei giornali piene del faccione saddamitico con barbone alla Tolstoj.
E del problema dei parcheggi in centro non parla più nessuno.



affrancato e spedito da Effe | 16:17 | commenti (5)


Chiavi e ombrelli

Non so se la considerazione possa assumere rilevanza statistica, ma oso affermare che il telefono cellulare è la cosa che, negli ultimi anni, ha dato il maggiore contributo di innovazione alla mia personale lista degli oggetti smarriti


affrancato e spedito da Effe | 10:05 | commenti (14)


La burocrazia al tempo del voto agli immigrati
(ovvero quando si faceva finta di parlarne)

Prefettura, Ufficio Stranieri.

- Avanti il prossimo. Nome?
- Abebe.
- Cognome?
- Bikila.
- Abebe Bikila? Parente del famoso maratoneta olimpionico che correva a piedi nudi?
- Beh, lui era etiope, io sono turkmeno.
- Vi facevo più chiari di pelle, da quelle parti.
- Tutta propaganda sovietica.
- Vabbé, andiamo avanti. Tu sei qui perché hai richiesto la cittadinanza italiana.
- Sì, signor Prefetto.
- No, guarda, nessuno è prefetto.
- Come?
- Ho fatto dello spirito. Intendevo dire che questa è una sezione distaccata, il Prefetto sta da un’altra parte.
- Humor italico, eh?
- Già. Allora, sai bene che, per aver diritto alla cittadinanza, il candidato deve prima superare un esame di idoneità culturale. Io ti farò alcune domande per verificare la tua italianità. Sei pronto?
- Sì.
- Indossa le cuffie.
- Come?
- Ho fatto dello spirito.
- Ah, come prima.
- Bravo. Rispondi senza riflettere: italiani?
- Brava gente.
- La mafia?
- Non esiste.
- Andreotti?
- Baciamo le mani.
- Ustica?
- Cosa si può pretendere da un volo charter?
- Fratelli d’Italia?
- Buffon, Cannavaro, Nesta...
- Le tasse?
- Può ripetere la domanda?
- Giochi di società: Bingo?
- Bongo.
- Relazioni internazionali: Italia – Germania?
- 4a 3.
- Ai referendum, votare sì o votare no?
- Non votare.
- Gli immigrati?
- Vengono a rubarci il posto di lavoro.
- D’accordo, adesso l’ultima domanda. Pensaci bene prima di rispondere, perché da questo dipenderà l’esito del test. Cos’è la cosa più importante per gli italiani?
- Ehm, dunque, la questione moral...
- Eh?
- Dico, la disoccupaz…
- Come?
- Sì, la criminal…
- Parla più forte.
- La mamma…
- E poi?
- …santissima?
- Bravo, risposta esatta. Mi sembri piuttosto portato, per fare l’italiano.
- Allora posso avere la mia cittadinanza in offerta natalizia con sim-card e 25 euro di traffico prepagato compresi nel prezzo?
- Eh, ma come corri. Dopo il test, c’è un’altra prova da superare.
- Di cosa si tratta?
- Mah, nulla, devi lavorare per dieci anni in nero, devi votare sempre per noi, devi fare la claque a Buona Domenica e poche altre cose. Ma prima ancora, devi affrontare l’ordalia. Carboni ardenti, per la precisione.
- Che cosa? Ah, sì, adesso ho capito, mica mi frega più: ha fatto dello spirito.
- Uè, moretto, guarda che sono qui per lavorare, mica per divertirmi. Un ultima cosa: il carbone lo paghi tu. Avanti il prossimo. Nome?





























































affrancato e spedito da Effe | 10:04 | commenti (9)


giovedì, dicembre 11, 2003

Lavori in corso

Per evitare di essere inseriti nella categoria degli "
slackers", i lavoratori dell'ufficio postale di Herzog stanno alacremente
adoprandosi per smistare la posta natalizia (che, come tutti sanno, è particolarmente faticosa da gestire - e per chi non fosse convinto, basta guardare qui sotto).

Preghiamo quindi i visitatori di questo blog di essere pazienti e, nell'attesa, li invitiamo a leggere il
regalo di Natale gentilmente impacchettato da sir Squonk (ed ospitato da Lord Marquant).

Il comitato direttivo del FLaPF








affrancato e spedito da riccionascosto | 18:00 | commenti (13)





affrancato e spedito da georgia | 13:24 | commenti (14)


martedì, dicembre 09, 2003

Autoanalisi

Nel rileggermi, mi accorgo che oggi questo blogger non è lui.
Chissà allora chi è che ha utilizzato i miei ticket restaurant.



affrancato e spedito da Effe | 14:01 | commenti (47)


Chi l’ha visto?

La critica musicale non rientra nel progetto editoriale (?) di questo blog. Altri svolgono già quest’attività, e lo fanno piuttosto bene. Taluni, eziandio, lo fanno invero male, ma si sa che basta citare il nome di qualche inverosimile gruppo dei bassifondi di Detroit, e l’entusiasta di turno che applauda alla notevole competenza si trova sempre.
Ma non di questo.
E’ che esistono incomprensibili moti dell’animo che spingono individui irreprensibili alla confessione di ridicole debolezze.
Un po’ come il senatore Colombo che sniffa ancora a ottant’anni.
Per altro, la stessa cosa si potrebbe forse sospettare anche di molti blogger. No, non che abbiano ottant’anni. O forse anche.
Ma non di questo.
Gli è che il Jesus Christ Superstar di Rice e Lloyd Webber è sempre stato, per me, un autentico mito musicale.
Ecco, l'ho finalmente detto.
Son malattie, queste, che si contraggono in età prepuberale, e di solito poi passano con il raggiungimento della maturità. Nel mio caso, i sintomi non sono mai scomparsi. Qualcosa vorrà pur dire.
Io trovo che musiche e testi del Jesus, pur con la polvere degli anni, affermino ancora la loro attualità. All your followers are blind / too much heaven on their minds non sembra forse descrivere in modo impressionante i blogger neoconi?
Ma non di questo.
Anni fa ho avuto modo di godere della rappresentazione teatrale del Jesus, con Carl Anderson in quel ruolo di Judas che già fu suo nella trasposizione cinematografica. Un Anderson ancora potente di decibel e di carisma.
Quando è apparso inaspettatamente tra le file di platea, a un centimetro da me, ho trattenuto a stento il pianto. Ma quello, più che altro, è stato perché l’Uomo mi aveva appena frantumato un alluce. Che, con il tempo, il Mito si fa onusto di fama ma anche di chili in sovrappiù.
Ma non di questo.
So che alcuni protagonisti del film non hanno avuto una carriera brillante, dopo il successo iniziale. Qualcuno ha avuto problemi di droga (possibile che il senatore Colombo…?), qualcuno -S. Pietro?- è finito a girare film porno. Il che getta qualche ombra sull’opportunità di ricomprendere la temperanza tra le virtù cardinali.
Ma non di questo.
Ecco, quello che mi domando è: che fine può aver fatto Ted Neeley, la voce tormentata e febbrile del Jesus cinematografico?
Vive ancora?
E’ morto?
In questo caso, è resuscitato entro il terzo giorno feriale utile, come da contratto?
Qualcuno sostiene che Jesus abbia messo su adipe, e ora si dedichi alla musica country.
Mioddio.























affrancato e spedito da Effe | 13:41 | commenti (6)


La Meglio Gioventù

Lo confesso: ero uno dei pochi a non aver visto il film (?) di Giordana. E non sentivo neppure la necessità di avere un’opinione in merito.
Al mattino mi alzo, e so di non aver mai visto un transatlantico schiantarsi contro un iceberg, né sentito il richiamo del babirussa durante la stagione dell'amore, o letto dalla prima all'ultima pagina l'intera Guida Monaci.
Incredibile a dirsi, vivo bene lo stesso.
Dopo aver visto in televisione la prima parte della Gioventù, non è che abbia cambiato idea. Questa mattina mi sono svegliato, e non stavo meglio o peggio di prima.
Non che mi sia dispiaciuto. E’ che non sapevo si trattasse della storia della legge Basaglia. Un soggetto non illegittimo, ci mancherebbe. Ma ho vissuto con il terrore che, da un’inquadratura all’altra, comparisse in primo piano il baffo presenzialista di Crepet.
Son cose che segnano.
Non penso sia il caso di perdere tempo a scrivere che il peggior mezzo per fruire di un film per la televisione sia la televisione. Ma ormai l’ho scritto, e mi sa che lo lascio. Tempi a volte troppo lunghi, e spot che irridono il pathos (a proposito: ma la lista Sirchia dei cani pericolosi non può far nulla per mettere la museruola al pessimo spot Tim con i giamai-cani?).
Cose da salvare de La meglio Gioventù (prime due puntate):
1) Suzanne di Leonard Cohen (bella anche la versione di De André);
2) il maledettismo del co-protagonista Matteo (ma è troppo facile, l’anima tormentata funziona sempre);
3) La domanda "Ti ricordi quell’estate, da ragazzi? Chi eri? Chi ero, io?". Che con una domanda del genere ci puoi costruire tutto un film intorno.
Conoscendo anche la risposta, ci scapperebbe addirittura un’ospitata a Porta a Porta.
Ma lì un bel Crepet non te lo toglie nessuno.














affrancato e spedito da Effe | 12:03 | commenti (21)


venerdì, dicembre 05, 2003

UTILIZZO IMPROPRIO DI BLOG ALTRUI

perdonatemi, ma dato che riccio ha lasciato la porta aperta io mi intrufolo.
Mancherebbero ancora tre mesi, qualcono si offre volontario con una bella frase?

grazie

ps: le frasi mandatele su ilcalendario.splinder.it, che qui c'è già un sacco di posta arretrata da smaltire









affrancato e spedito da georgia | 15:21 | commenti (3)


Signore e Signori

L'ufficio postale di Herzog

è lieto di annunciare che

la Pittrice della disciolta Corte di Forza Idillio, Georgia, in arte Buba,

ha testè pubblicato la prima parte del

Calendario dei Bloggers 2004

rendendo magicamente vive e colorate le parole di alcuni nick che popolano questo ufficio, ma non solo.

Di questo, non possiamo che ringraziarla... ma voi, correte a vedere!


affrancato e spedito da riccionascosto | 13:03 | commenti (8)


Lasciate ogni speranza


- E ancora un'altra firmettina qui.
- Dove, qui?
- No, in fondo, dove c'è la crocetta.
- Ah, ecco. Mi passi gli occhiali?
- Perché, non la sai fare la firma a memoria?
- Magari dò un'occhiata a quello che c'è scritto.
- Ma no, non ti dar pena, che hai già tanti pensieri. Ci siamo noi apposta, per queste cose.
- Allora firmo?
- Firma, firma.
- Come le altre volte?
- Come le altre volte.
- Ma poi me la dai, la caramella?
- E va bene, avrai la tua caramella. Speriamo non ci veda tua moglie.
- Ma non quella alla menta, eh?, come l'ultima volta.
- No, quella al lampone, che ti piace tanto.
- Tu sì che mi sai prendere per il verso giusto. Mica come quelli che mi tirano per la giacchetta.
- Screanzati.
- Giustappunto.

Abbiamo trasmesso: il complesso iter di promulgazione della legge Gasparri (Ufficio della Presidenza).




















affrancato e spedito da Effe | 09:34 | commenti (3)


Spett. Comando di Polizia, città di Bologna, "Organizzazione di criminali russi sfruttava sordomuti".
Le vittime non hanno fatto i nomi dei malviventi.

affrancato e spedito da Effe | 09:03 | commenti (2)


A Natale nei cinema

La Storace & Mussolini Production presenta:

La Meglio Giovinezza


affrancato e spedito da Effe | 08:54 | commenti (5)


giovedì, dicembre 04, 2003

Piccolo Coro dell’Ambrogiano

Ne avevano parlato autorevoli fonti. Ma io, che in tema di blog mi professo ateo, non ci credevo. Eppure, ho avuto un segno.
Mi è arrivato per posta ordinaria, ma non starei troppo a sottilizzare.

Da: Scuola Milanese dei Blogger (Schola bloggorum)
A: Sedi distaccate e territori d’oltremare.
Circolare n° 35
Oggetto: nuovo calendario delle lezioni per i convittori.

Pregasi prendere buona nota di quanto in calce e di provvedere alla bisogna.

Ore 6.30 Laudi Mattutine. Messa Cantata (in lumbàrd pre-conciliare)
Ore 7.30 Ginnastica a corpo libero. Corsa per i Navigli. Salto della quaglia.
Ore 8.30 Seduta alle Terme (cerusico e barbitonsore in sede)
Ore 9.30 Corso di Retorica Applicata alla fuffa (tema del saggio di fine anno: Muschi e Licheni)
ore 11.30 Brunch e lettura quotidiani (no Gazzetta Corriere dello Sport)
Ore 13.00 Pennichella meditativa
Ore 14.30 Storia dell’Arte: il ritratto (corso monografico sul tema: Non ho detto quel che ho detto, e se l’ho detto allora lo ritratto)
Ore 16.30 Polemica a fondo perduto. Tiro con freccette al giornalista. Lettura dei tarocchi.
Ore 18.30 Aperitivo presso il pub La Madunina
Ore 19.00 Cena frugale a base di ghiande.
Ore 20.00 Compieta. Letture edificanti (no Topolino). Tisana della Nonna.
Ore 21.00 Buio in sala.

Ai discenti e a tutto il personale docente vadano i nostri più fraterni auguri per le prossime festività (S. Ambrogio).

Firmato: L’Eccellente Preside Carmine Lo Russo (Milano, zona Bovisa)





















affrancato e spedito da Effe | 11:06 | commenti (49)


Sig.ra Annunziata c/o presidenza Rai, "Mi dimetterò subito dopo la firma di Ciampi sulla legge Gasparri".
E poi dice che questa legge non porta nulla di buono.

affrancato e spedito da Effe | 09:25 | commenti (1)


Spett. Istat c/o sondaggio sulla sicurezza, "Un italiano su quattro ha paura di uscire la sera".
Hai visto mai che ci si imbatta in Del Noce.

affrancato e spedito da Effe | 09:17 | commenti (4)


Sig. governatore Storace c/o Lista omonima, "Fini torni alle origini".
Previsto traffico intenso in direzione Predappio.

affrancato e spedito da Effe | 09:14 | commenti


Considerazioni di servizio

Trovo degno di riflessione il fatto che, in questo inizio di Dicembre, il picco di accessi su Herzog sia stato registrato ieri, giorno di mia assenza.
Ma allora ditelo.



affrancato e spedito da Effe | 09:01 | commenti (8)


martedì, dicembre 02, 2003

Le interviste imponibili

Lo so, lo so. Il titolo, solito e abusato, sarebbe Le interviste impossibili. Ma con la nuova finanziaria pare che verranno tassati anche i post.
E quindi.

RaiTv, prime time, programma condotto da Alda D’Eusanio. Il regista comunica all’ospite le ultime istruzioni.
(voce fuori campo: Dieci secondi).
- Stiamo per andare in onda. Si ricordi di parlare rivolto alla D’Eusanio. Ma che fa, non le gambe. Deve guardarla in viso. Se ci riesce.
(voce fuori campo: In onda!)

- Gentili amici, eccoci giunti ad una nuova puntata di Lutti & Disgrazie. Un saluto dalla vostra Alda.
(applausi registrati).
Oggi il nostro ospite viene da molto lontano, e precisamente da…?
- Afganistàn.
- Pensate, amici, dall’Indostàn. Un bell’applauso!
(applausi registrati)
Può rivelarci il suo nome?
- Mullah Omàr.
- Ma che bel nome esotico. Posso chiamarla Mully?
- Mullah Omàr.
- Allora, magari, potrei chiamarla Omero.
- Mullah Omàr.
- Uh, ma non è caruccio, quando si arrabbia?
(applausi registrati)
- Mullah Omàr.
- Sì, sì, ho capito. Posso chiederle una cosa?
- Dite.
- Questo suo accento, non so, mi suona vagamente familiare. Ma lei è proprio sicuro di essere straniero?
- Oriundo. Mia madre era di Mergellina.
- Ma pensate, cari amici, il Mullah Omàr è veneto!
(applausi registrati)
- Mergellina.
- Sì, lo so, l’ha già detto. Ma lei è qui per una ragione particolare, vero?
- E’ vero, ma adesso che ci stanno le telecamere tengo scuorno a parlarne.
- Oh, ma che dolce! Facciamogli un applauso di incoraggiamento.
(applausi registrati)
Avanti, ci dica.
- Embé, io sono qui per rivendicare il mio ruolo nel panorama internazionale. - Eh? Non ho capito.
- Massì, state tutti a parlare di Saddàm e di Bin Ladèn, e nisciuno si ricorda più di me.
- Oh, un caso di abbandono. Fa tanto bene all’audience.
(pianti registrati)
- Da quando il mio nome è sparito dai giornali, gli affari vanno male assai. Foto autografate, dvd, spillette, insomma, tutto il classico merchandising: ho investito milioni di dollari della Cia, e ora ho le caverne di Kandahar piene di invenduto. Dei morti afgani, dicimm ‘a verità, non frega più niente a nessuno. Ormai stongo sull’orlo della bancarotta.
- Ma allora, da un punto di vista tecnico potremmo definirla un fallito.
- Mullah Omàr.
- E adesso cosa farà, si rivolgerà ad uno strozzino? I casi pietosi legati all’usura si portano molto, quest’anno.
- No, pensavo piuttosto a qualche attentato qui in Italia. Solo che quello, Pisanu, dice che si è prenotato prima l’imam di Carmagnola, e che si sono già accordati su tutto, numero di morti e feriti, ciclostilati di rivendicazione, leggi speciali. Dice che mica può mandare all’aria tutto per me, adesso.
- Un applauso al ministro Pisanu, che salutiamo con affetto!
(applausi registrati)
- In alternativa, vorrei proporre una colletta, una catena di Sant’Antonio, una Mullah Omarathon.
- Ma che inventiva, che fantasia, che genialità!
- Devo campare la famiglia.
- Amici, resteremmo ore a parlare con il nostro ospite bergamasco, ma ormai il tempo a nostra disposizione è finito. Ci rivediamo alla prossima puntata con un nuovo e pietoso caso umano. Ancora un applauso al nostro amico Altiero.
- Mullah Omàr
(applausi registrati)























































affrancato e spedito da Effe | 11:52 | commenti (52)


Onorevoli Senatori c/o Palazzo Madama: "Il ddl Gasparri sulle Tv alle battute finali".
Le risate si sentono fin da fuori.

affrancato e spedito da Effe | 09:52 | commenti (4)


Finché si scherza, si scherza

Il direttore di Raiuno Del Noce contro Staffelli, l'inviato di Striscia: "Con un pugno gli rompe il naso".
Di fronte a certi comportamenti, resto davvero allibito. Permettetemi di stigmatizzare l'episodio e di esprimere tutta la mia solidarietà. Sono state immagini terribili. Cose che, davvero, non si devono fare.
Andare in giro a seccare la gente con quei dannati tapiri. E che diamine.




affrancato e spedito da Effe | 09:42 | commenti (6)


On. Alessandra Mussolini c/o scissione da Alleanza Nazionale, "Ho fondato Libertà d'Azione".
In ballottaggio fino all'ultimo un altro nome: La Casa del Manganello.

affrancato e spedito da Effe | 09:25 | commenti (7)


lunedì, dicembre 01, 2003
Dal ponte di prora del Titanic

Altro periodo di transumanza di vari blog da Splinder (ma anche da Clarence, in verità) verso altri lidi.
Non so, il capitano dice di stare calmi, che non c'è alcun pericolo, che quello non è un iceberg e che le miriadi di topi che scappano non significano un granché.



affrancato e spedito da Effe | 16:59 | commenti (6)


Sciopero dei mezzi e dei Fini

Roma, 1/12/2003. Sciopero dei mezzi di trasporto pubblico.
Le portiere ai due lati di un taxi si spalancano contemporaneamente. Due aspiranti passeggeri si catapultano all’interno dell’abitacolo, cozzando fronte contro fronte.

Passeggero 1 -Ahi!
Passeggero 2 -Ma che modi!
Passeggero 1 -Guardi, il taxi è mio.
Passeggero 2 -Che, l’ha comprato ieri?
Passeggero 1 -Mi faccia entrare, devo andare a lavorare.
Passeggero 2 -E perché, dove crede che stia andando io, a giocare alla pallacorda?
Passeggero 1 -Ma tu guarda questo. Non bastava la svolta del Segretario, a rendere difficile la giornata.
Passeggero 2 -Quale segretario, scusi?
Passeggero 1 -Ma, sa…
Passeggero 2 -Vorrà mica dire…?
Passeggero 1 -Eh, sì, intendevo proprio Fini.
Passeggero 2 -Ma quindi anche lei… perché, sa anch’io…
Passeggero 1 -Camerata!

(i due si abbracciano virilmente)

Passeggero 2 -Certo che Gianfranco, con queste ultime dichiarazioni…
Passeggero 1 -Lo so, abiurare è difficile.
Passeggero 2 -Insomma, noi da lì veniamo.
Passeggero 1 -E mica ce ne dobbiamo vergognare!
Passeggero 2 -Si vergognino gli altri, piuttosto.
Passeggero 1 -Sì, giusto!
Passeggero 2 -Oh, per quanto…
Passeggero 1 -Beh, in effetti…
Passeggero 2 -Se lo dice Gianfranco…
Passeggero 1 -La disciplina di partito…
Passeggero 2 -La legittimazione democratica…
Passeggero 1 -Lo sdoganamento...
Passeggero 2 -In verità, qualche piccolo erroruccio l’ha pur commesso, il Duce.
Passeggero 1 -Forse ha un po’ esagerato.
Passeggero 2 -Quella cosa delle leggi razziali.
Passeggero 1 -E la guerra a fianco dei nazisti.
Passeggero 2 -E la repressione nei confronti dei movimenti operaisti.
Passeggero 1 -E la persecuzione degli intellettuali di sinistra.
Passeggero 2 -E il carcere di Gramsci.
Passeggero 1 -E…
Tassista -Ahò, compagni, se dovete annà a Botteghe Oscure ce dovemo da sbrigà, che stamatina c’è traffico.











































affrancato e spedito da Effe | 15:22 | commenti (11)


Quella la sinistra l’ha rovinata la satira

Mah.
E dico mah per simulare una parvenza di dubbio politically correct. Ma è un dubbio peloso e posticcio. Un toupet di dubbio, insomma.
Perché io lo so bene, in realtà, come stanno le cose, da quando me l’ha spiegate con chiarezza Alvaro Gentile. Che poi, Gentile non è che sia proprio il suo vero nome. Lo chiamano così perché è stato in galera per omicidio aggravato, ma con la buona condotta si è guadagnato la semilibertà.
E’ stato vittima di un terribile errore giudiziario, Alvaro Gentile. E non tanto per la sentenza di condanna, che chille fetente l’aggio acciso propriamente io. L’errore è stato nel promulgare la Cirami così in ritardo, che se ci stava ai tempi miei, dottò, sì che ci finivo, al gabbio.
Ma di questa palese ingiustizia, Alvaro si duole con sobria moderazione, senza abbandonare mai un tono più che urbano. Anche per questo lo chiamano Gentile.
Adesso ha trovato un lavoro part-time presso il baretto dell’angolo, quello dove faccio colazione ogni mattina. Un caffè, e poco tempo per leggere le notizie di cronaca politica. Allora ci pensa Alvaro a farmene un riassunto.
Prima rigoverna le stoviglie, e poi mi mette a parte delle sue considerazioni. Altri direbbe: i piatti separati dalle opinioni.
Ecco, secondo il suo illuminato parere, il problema è che in Italia c’è troppa libertà d’espressione.
Prendiamo la satira, ad esempio.
Berlusconi dice che viene fatta a suo detrimento, ma chill’è mariuolo, e sa bene che le cose non stanno così.
E’ che la gente vede in televisione le parodie del D’Alema innamorato di se stesso, e del mortadelloso e rassicurante Prodi, e ne ride. Poi però guarda il telegiornale (la gente lo guarda solo, dottò, mica lo ascolta veramente, chista è la società dell'immagine) e cosa vede? Un baffino tristanzuolo, e un professore che dell’insaccato ha solo l’untuosità.
Insomma, alla fin fine son meglio le caricature.
Consideriamo invece quell’altro, chille bassino, dottò, e non per fare della facile ironia, che pure io mica sto’ messo come un corazziere. Sempre più alto di isso, comunque. S’intende, a parità di tacchi.
Lui, l’Innominato, risulta sempre uguale, fuori e dentro la parodia. Stesso sorriso di plastica, stessi tic. E non si distingue più qual è la matrice e quale la copia. In definitiva, è anche una questione di coerenza.
Che poi la gente, nella cabina elettorale, tiene altri problemi a cui penzare, il mutuo, la schedina, Biutifùl. Non è che si può ricordare anche i nomi di tutti i candidati.
Però, il suo se lo ricorda.
Berlusconi? Ah, sì, chille che fa ridere.
E il gioco è fatto.
Si lasci servire da me, dottò: quella la sinistra l’ha rovinata la satira.






















affrancato e spedito da Effe | 11:32 | commenti (19)


Questione di tempismo

Per certi versi, è cosa buona che i fondamenti della dottrina cristiana siano stati dati duemila anni fa.
All'epoca, Maria venne assunta in cielo.
Oggi sarebbe al massimo un co.co.co.




affrancato e spedito da Effe | 10:43 | commenti (9)

THE CURE
Hard Boiled Blogosphere
Blog Aggregator 3.3 - The Filter

 

 

dipinto da buba