venerdì, febbraio 27, 2004
Apologia di Soreta A margine dell'autocensura di un "vecchio amico". Con pisquana deferenza e (per i non addetti ai livori) con archivistica premura.

Io non so quale sia, o cittadini della blogsfera, l'impressione che avete provato nel vedere i miei blog svuotati e relitti. Infatti, per poco anch'io ho avuto l'impressione di abbandonare me stesso, così fulminante è stato il modo in cui ho ceduto alla viltà del mio accusatore.
[...]Eppure, sappiatelo, tacendo non faccio che obbedire al mio daimon: sono convinto, anzi, che la missione che ho svolto per il Blog sia il bene massimo che vi è toccato in questa sfera. Il mio fustigare ha avuto la sola funzione di persuadervi, giovani e vecchi, di non curarvi del link né del counter più o altrettanto che della perfezione dell’anima, rammentandovi che non dall'imitazione dei soliti noti viene la virtù, ma dalle virtù la notorietà e con essa tutto ciò che fa ricco il Blog, sia nella sua sfera privata che in quella pubblica…
[...]Ma è ormai venuta l'ora di andare: io a tacere, e voi, invece, a vivere la vostra coazione a parlare. Ma chi di noi vada verso ciò che è meglio, è oscuro a tutti, (tranne che al Blog).
Novità in libreria
Ispirato da una recensione di Sifossifoco (Du' colpi di fava prima di girammi da quell'artra parte, quasi Melissa P.), e memore di un'iniziativa consimile realizzata da Spiritum tempo fa, mi pregio di segnalare ai bibliofili qui erranti una serie di prossime uscite dai cataloghi più prestigiosi dell'editoria non ufficiale
Ferruccio de Bortoli, L'Amore ai tempi del Corsera (quando i potenti mi volevano bene) Calisto Tanzi, Le mie prigioni A.A.V.V., Nessuno crede al colonnello (previsioni meteo a cura dell'Aeronautica Militare) Girolamo Sirchia, Apocalypse Bau (tutti i cani con la museruola!) Igor Marini, In Patacconia (Io e la commissione Telekom Serbia) Totò Riina, Il vecchio che leggeva romanzi d'onore Annunziata - Berlusconi, Quer pasticciaccio brutto de via Teulada La Domenica Sportiva, Tutti agli ordini del Presidente Santoro - Biagi, Aspettando Godot (il nostro posto in Rai) Con l'Ulivo per l'Europa, Il nome della Cosa (fantasia al potere per la Lista Unica) Clemente J. Mimum, Così è, se vi pago (lettera aperta ai redattori del Tg1)
giovedì, febbraio 26, 2004
Poesia fa rima con follia
E' vero, non ne so molto, in verità. Però, saltando attraverso il Canale, scopro questa iniziativa: comprare un libro di Alda Merini per aiutare l'autrice, che vive in condizioni disagiate. Per chi conosce la storia della Merini, è un'iniziativa da prendere almeno in considerazione. Poi, ognuno secondo coscienza.
Se qualcuno cercasse
di capire il tuo sguardo
Poeta difenditi con ferocia:
il tuo sguardo son cento sguardi
che ahimè ti hanno guardato
tremando.
Alda Merini
Figli di un dio molto, ma molto minore
Il blog Confuso è sempre fonte di illuminazione, questa volta in senso proprio. Fondiamo, dice Lui, una nuova religione. D'accordo, perché no, ma occorrerà allora una nuova divintà, che a volte i blogger non sanno proprio a che santo votarsi per poter scrivere un post decente. Il primo curriculum giunto da parte di un aspirante dio è firmato da un nome amicale, user-friendly e di immediata simpatia: Mimmo. Che poi, se vogliamo, suona anche bene:
Per Mimmo! Mimmo ti vede. Siamo tutti figli di Mimmo. Mimmo mit uns. Mimmo mio, Mimmo mio, quanta demagogia!
Per valutare meglio la candidatura, occorrerà qualche nozione di teogonia specifica.
"Secondo i misteri cumani, Mimmo nacque dalla spuma del mare di fronte agli impianti siderurgici di Bagnoli (alcuni detrattori, anziché di spuma, parlano di liquami industriali). La sua culla fu una vongola verace o, secondo lo Scoliaste, una cozza al vibrione. Giunto che fu sulla spiaggia, venne fermato dalla Guardia Costiera e arrestato con l'accusa di essere uno scafista. Scarcerato per buona condotta, venne subito avvicinato da un esponente del caporalato locale che, messagli in mano una cassetta di legno, lo ingaggiò come stagionale per la raccolta di pomodori. E' pur vero, Mimmo avrebbe ben potuto dire Lei non sa chi sono io!, ma in fondo era un dio pigro e amante del quieto vivere. Non gli andava di mettersi a discutere con la gente per spiegare il perché e il percome. Tuttavia, quando si accorse che la raccolta dei pomodori era peggio della galera (e, oltretutto, il salario era da fame), organizzò subito uno sciopero capeggiando un agguerrito manipolo di extracomunitari irregolari. Il giorno dopo, gli aderenti all'agitazione vennero malamente cacciati. In quell'occasione, Mimmo dovette sperimentare per la prima volta il dono del teletrasporto, per non venire crocifisso anzitempo dagli scioperanti inferociti. Rifugiatosi nell'entroterra, si accorse di non aver ancora toccato cibo dal momento della nascita. Allora si produsse in quello che viene ufficialmente conosciuto come il Primo Miracolo di Mimmo. Con la sola imposizione delle mani su un finanziamento pubblico, creò dal nulla una trattoria-albergo-maegastore-outlet con parking multilevel sopra un area di 180.000 ettari. La trattoria venne chiamata Da Igino, il re della sugna. Cucina un po' pesante, questo sì, ma genuina. Per fare pendant con la altre opere pubbliche del circondario, edificò il tutto in un'area depressa e priva di collegamenti con il resto del mondo. Satollo che fu, fece quattro passi fino ad Arese, dove presentò domanda come divinità per la cappella interna allo stabilimento Alfa Romeo. Il posto, in realtà, era già occupato da un dio unno con elmo, corna (non posticce, pare) e lunghi baffoni spioventi, e quindi Mimmo venne indirizzato alla catena di montaggio. Il giorno dopo, tutti gli operai vennero messi in cassa integrazione. Svanita anche questa opportunità, Mimmo decise di emigrare, che nessuno è profeta in patria, figuriamoci se può essere divinità. Svolazzò pertanto in Afghanistan, dove intavolò interessanti trattative con un gruppo di talebani scismatici. Il giorno dopo, l'Afghanistan venne raso al suolo dai bombaridieri americani. - Ghllah, nek nef kraha rognllah? (divinità, niente niente porti sfiga? NdT) chiese il capo talebano prima di spirare. Rientrato sul suolo patrio, grazie ad alcune conoscenze Mimmo riuscì a regolarizzare la propria posizione in merito alla Bossi-Fini. Oggi ha quindi ha tutte le carte in regola, ed è disponibile a valutare eventuali offerte (vedasi annuncio su Secondamano: A.A.A. cercansi aspiranti adepti per nuovo culto. Astenersi perditempo. Citofonare Cinzia [nel frattempo, in effetti, a Mimmo dev'essere successo qualcosa])"
Che ne sarà di noi
Blogger, vil razza dannata, di voi non ci si può fidar. Lo sapevate - ma certo che lo sapevate, e non mi avete detto nulla. Tanto che io, questa mattina, sono uscito di casa senza alcuna protezione supplementare, senza profilassi, senza mascherina. Ho sfidato il giorno apparente (per me, il sole sorge in realtà alle dieci e trenta circa, prima è solo limbo). Ho sorseggiato il mio imbevibile caffé, scorso le prime pagine dei giornali, parlato male del governo. Tutto come da copione, insomma. Lo dovevo venire a sapere da un manifesto pubblicitario, che c'è un altro Muccino che circola libero in mezzo a noi.
A.D. (Anime Dannate)
In girum imus nocte et consumimur igni
Non è difficile (ed è anche piuttosto noto), ma vediamo chi arriva prima dell'Eroe e Bardo Gilgamesh (astenersi compulsatori googleani)
mercoledì, febbraio 25, 2004
"Conferences that discuss something isn't real (nor virtual) are always interesting to me, because as we blog, there are blogged blogs; there are things we post we post. We also post there are post unposted; that is to say we post there are some things we do not post. But there are also unpost unposted -- the ones we don't post we don't post." Donald Rumsfield in margine alla conferenza sui blog Napoli, Galassia Gutemberg 2004
Dubbi metafisici (reprise)
Scrive Occhivispi, nei commenti ad un post di Herzog circa la perfettibilità di Dio (da qualche parte qui sotto), che "Con l'eternità e l'onnipotenza a disposizione chiunque avrebbe potuto fare di meglio". Probabilmente - io suppongo - lavorare come Dio non si differenzia poi molto dall'attività del blogger (ecco, ci mancava solo più questa): il primo anno voli sull'entusiasmo, il resto poi è mestiere (e c'è subito qualcuno pronto a darti del dilettante).
Spett. Comando dell'Arma, città di Perugia, "Ex carabiniere tenta il suicidio e ferisce moglie e cognata". Non dovrebbero lasciarle, le pistole, ai militi con il parkinson.
Camarille in tivvù
Non lo faccio per snobismo. E va bene, d'accordo, un po' anche per quello. Che dire Io non la guardo, la tivvù fa subito impegnato. Poi, magari, si è impegnati solo nella piegatura di origami. Che nobilitali pure quanto vuoi, definiscili persino un'arte meditativa, ma altro non sono che l'evoluzione esotica del concetto cartaceo di aeroplanino del bel tempo che fu. Ma non è solo per snobismo, che non la guardo. Non la guardo troppo, rectius. Mi definirei un fruitore passivo. Nel senso che a volte ascolticchio la tivvù che qualcun altro sta guardando, mentre io sono impegnato in altre attività (gli origami di cui sopra, cosa ve lo dico a fare?). L'OMS ha comunque certificato che la fruizione passiva non arreca minor danno, rispetto a quella attiva. E' che io non la capisco, la tivvù. Mi si confondono le idee, i ricordi si sovrappongono, i riferimenti s'aggrovigliano. Qualche sera fa, ad esempio, durante la trasmissione di Qualcosa di Rivaombrosa, giurerei di aver visto comparire (en travesti, evidentemente) Mimì Augello, il vice del Montalbano televisivo. Lavorerà a qualche nuovo caso, ho supposto. Ho controllato quindi nella mia collezione di Camilleri, ma deve trattarsi di un libro nuovo. Ma non è tutto. Parlando sempre di polizia, durante la scorsa stagione televisiva (mi pare) un personaggio della serie La Squadra (un'attrice bionda e straniera, con accento slavo-partenopeo) è scomparso per alcune puntate. Contemporaneamente, la stessa attrice recitava nella sublime saga patriottica Carabinieri (un evidente conflitto di giurisdizione, ma comunque). L'elenco potrebbe continuare. Gli stessi attori, sempre e solo gli stessi, che compaiono in tutte le fiction (il vero problema del Paese, subito sopo quello del traffico). Mi sembra di essere stato catapultato all'interno de La tia Julia y el Escribidor di Vargas Llosa. A quanto pare, in Italia non è rimasta che una decina di attori che si scambiano tutti i ruoli. Diciamo undici, se si conta anche quello che recita (con limitata credibilità) la parte del ministro dell'economia.
Ipotesi di genetliaco
Lo dico con un certo anticipo, perché sono un tipo precoce (ma questo è un problema mio). Poniamo dunque che, a breve, in questo periodo di compleanni (d'accordo: è sempre periodo di compleanni) ricorra anche il genetliaco di Lord Marquant. E' solo un'ipotesi, eh? Che certe notizie, diciamo così, intime, mica le si spiattella in questo modo, come comari del web. Poniamo, si diceva, che egli festeggi in questi giorni la fausta ricorrenza. Ebbene, in quel caso compirebbe 18 anni appena. Perché la blogstar è eternamente giovane. La blogstar non invecchia mai. E, alla fin fine, il blog è un lifting ben riuscito, per lo più.
L'impepata di cozze ha proprietà psicotrope
Ormai la scienza l'ha certificato. E anch'io, nel mio piccolo, posso darne testimonianza. Ieri notte, dopo aver assunto cozze in non modica quantità, ho avuto sonni agitati da visioni brumose. Ho sognato l'avvocato Taormina (il che mi induce a pensare che le cozze non fossero proprio freschissime). Il principe del Foro, evidentemente decaduto, tentava la fuga lungo i corridoi del Tribunale di Milano, inseguito da una folla inferocita di clienti eccellenti e, con tutta probabilità, insoddisfatti dell'esito dei loro processi. La muta forcaiola tentava di agguantare Taormina per i lembi svolazzanti della toga , e vociava urlando inviperita il nome del leguleio. Questo è ciò che si dice - ho pensato - essere un avvocato di grido. Poi, per fortuna, la sveglia
martedì, febbraio 24, 2004
Un libro ti cambia la vita
Dapprima leggo della querelle tra Sir Squonk e Vittorio Zambardino via Fuoridalcoro. L'oggetto del contendere è (udite udite) il dilettantismo dei blogger. Devo averla già sentita da qualche parte, questa. Di poi, passando in edicola, non riesco a sottrarmi al bisogno compulsivo-ossessivo consumistico, e acquisto le Affintà Elettive in vendita con Repubblica. Apro la prima pagina dell'introduzione di Enrico De Angelis e leggo: "Non bisogna trattare male i dilettanti, ci esorta l'autore esattamente a metà romanzo; in fondo bisogna capire che si divertono, anche se non sanno molto di quel che fanno." I blogger giustificati da Goethe. Hai detto cotica.
(Solo un'osservazione al curatore della collana: se si utilizzano copertine color moutarde de Dijon andata a male, poi non è che ci si possa lamentare pel fatto che in Italia si scivola verso l'analfabetismo di ritorno. Che diamine.)
Appunti per una sceneggiatura (virato sceneggiata)
Adeguato sottofondo musicale. Titoli di testa: Un mercoledì da lenoni
(sì, lo so che oggi è martedì, ma è per la citazione, no?)
Allora, riprendi: sottofondo musicale, titoli di testa Un mercoledì da lenoni
(va be', ho capito che l'originale recitava "leoni", ma è un gioco di parole che si chiarirà alla fine del post. E poi, sinceramente, tutta questa pignoleria filologica da parte di personaggi che vagano sfaccendati per il web indossando buffi pseudonmi lialeschi mi pare davvero fuori luogo. Adesso, vi dispiace se fnisco il mio sporco lavoro?)
Di nuovo, musica-titoli-e tutto il resto: Un mercoledì da lenoni
E' questo che siamo: qui, sulla rena (variante: arena) del blog, in attesa del Grande Post, quello che darà misura al nostro valore e senso al nostro frenetico compulsare la tastiera. The Big Post. Ogni tanto, qualcuno di noi -la meglio gioventù?- parte per una crociata, una guerra di liberazione o (in calando) una baruffa chiozzotta™. E, nel frattempo, facciamo i ruffiani per compiacere il Senso del lettore per il blog. Ma, in fondo (aria cogitabonda, titoli di coda), in fondo, perché no?
In attesa di un suo gradito cenno di riscontro
Rispettabilissima ac Reverendissima Signora Lucia Annunziata c/o Presidenza Rai,
vengo con questa mia a significarLe un senso profondo di solidarietà. Bene ha fatto, a intervenire così duramente contro lo spot narcisistico e autoreferenziale del premier (neanche fosse un blogger, per dire) alla Domenica Sportiva. Con la scusa che il Milan deve giocare con due punte, il losco personaggio ha inscenato una deplorevole marchetta di venti minuti a favore di se stesso. E' inaccettabile, imperdonabile, financo scandaloso. Due punte. E poi si lamentano se prendono gol in contropiede.
Dubbi metafisici
Ho l'impressione che Dio non sia poi così perfetto. Secondo me, gli insegnanti dicevano a sua madre: E' bravo ma non s'impegna (con il corollario: Potrebbe fare di più)
lunedì, febbraio 23, 2004
La citazione, l'ammazzacaffè della discussione omaggio al Camaleonte che è in ognuno di noi [Napoli - Galassia Gutenberg: non pervenuto]
Ma lei si rende contro che il blog non è il suo mestiere? Lei ha voluto fare un intervento sui blog. Guardi, se i blog sono così...allora. Lei sarà così. Lei ci ha parlato dei fatti suoi. Una sua esperienza personale tra l'altro molto limitata. Ma questo intervento non è rappresentativo dei blog.
Infatti, io non volevo rappresentarli. A malapena rappresento me stesso.
Forse noi possiamo capire questi suoi giochi intellettuali, questi esperimenti linguistici. Ma un'accatiemmellista di Treviglio, cosa capisce di questo suo linguaggio nuovo? Cosa gliene importa, a lui che ha navigato tutto il giorno, la sera è stanco, ha solo voglia di esibirsi?
venerdì, febbraio 20, 2004
Accanimento terapeutico
Il premier esterna, oramai senza freni. Prima dice che evadere le tasse è cosa moralmente giustificabile (o giustificata?). Poi sostiene che i politici rubano i soldi degli italiani. C'è chi si chiede se non sia vittima della sindrome di Stoccolma. Nulla del genere: è che, in occasione dell'ultimo lifting, il chirurgo deve aver tirato un po' troppo. Adesso Berlusconi non riesce più a tenerla chiusa, la bocca.
Ipotesi Confuse
La vera identità del Re dell'elzeviro permane tuttora un mistero. I rotocalchi scandalistici hanno annunciato vari scoop sull'argomento, ma il castello di ipotesi non ha mai retto alla prova dei fatti. Egli insiste -il marrano- a nascondersi dietro uno pseudonimo lialesco (diomio!), facendosi rappresentare in giro per l'orbe da un simpatico figurante. Il sospetto, reso solido da alcuni evidenti riscontri, è che dietro alla posa low profile si nasconda un nome importante, un grosso calibro, un mammasantissima. Non solo, infatti, da lunga pezza il suo blog è frequentato da eminenze religiose e della critica cinematografica. Il fatto più clamoroso si è verificato ieri. Il nostro non ha fatto in tempo a scrivere una filippica contro pigioni esose e balzelli troppo onerosi, che il presidente del Consiglio ha immediatamente convocato una conferenza stampa per annunciare che evadere le tasse è cosa moralmente giustificata. Certo che deve essere ben ammanicato, il mistrioso personaggio, con tutti questi vip che sgomitano per essere graditi ospiti del suo salotto. Niente niente, sarà mica la Santanché?
Per le nuove Le.Ve. (Lettori Veloci)
Capita che taluni gentili frequentatori di Herzog, presi dal logorio della vita moderna, transitino per queste lande con occhio distratto. Correre, correre è l'imperativo. E magari, così correndo, capita di perdere le chicche nascoste nei Commenti. Ecco, in questo caso, un consiglio umilissimo: nel post immediatamente sotto al presente (Opinioni di un blogger, a firma di don Gonio), ci sono alcune rivisitazioni che lévati. Sue, s'intende, del Professore (che faccio, metto il link che porti là, mentre i commenti sono qua? Ah, la netiquette)
giovedì, febbraio 19, 2004
Opinioni di un Blogger
Era già più di un anno che tenevo un Blog.
Eppure facevo ogni giorno uno sforzo, per non dare al mio averlo quel ritmo di automaticità che si viene a creare in lunghi mesi di continuo vagare nella blogsfera: scorrere la scaletta dell'aggregatore, risalire per quella del daily village, deporre occasionali e salaci commenti estratti dal bagaglio di circostanza, levare il post del giorno dalla tasca del pastrano che mi traveste, obliterare il mio obolo quotidiano (un occhio al counter, l'altro ai commenti), rivolgersi all'edicola dei giornali e dei portali alla ricerca dello spunto che mi farà sbarcare il lunario, compulsare le novità della sera, e infine evadere, uscirne, un cenno a un passante (che avrà la faccia di un troll).
Per lunghi mesi quasi ogni giorno, dal lunedì al venerdì, sono partito da qualche post e sono arrivato in qualche altro, la mattina ho disceso e salito le scale dei miei link preferiti, il pomeriggio ho ripercorso - discendendo e risalendo - altre analoghe scale, ho ciurlato un troll, ho cercato lo spunto nelle pieghe della memoria per pagare il corrispettivo della mia corsa, ho sfogliato avido alle edicole i mattinali e i vespri del cazzeggio pisquano.
E, in un angolo riposto del mio io, ho gustato la scioltezza perfettamente studiata di questo automatismo.
"Mioddio, mioddio, quanta demagogia!" Per un Nuovo Miracolo Italiano (ovvero: a Blogsta’, facce la grazia)
Io sono un uomo pio. Un uomo devoto. Ho tutto un mio pantheon personale di Lari e di Penati. Non inizio mai la giornata senza aver prima fatto il giro dei sette Blog. Mi genufletto di fronte alla Blogstar, recito i suoi post come giaculatorie, appendo un commento come fosse un ex voto, e ogni tanto accendo un flame votivo. Faccio le mie devozioni e, sgranando il rosario, bofonchio la consueta litania: Blogstar – ora pro nobis, Permalink – ora pro nobis, Trackback, ora pro nobis. E chiedo, ogni giorno, ogni santo giorno che Splinder manda in terra, una grazia. Una sola, sempre quella. La chiedo per me, per voi, per tutti. E dopo vado là a controllare, pieno di fede e di lieta speranza. Macché. Niente da fare, maledizione. Il miracolo sfuma, il sorriso appassisce. E’ riuscito a postare anche oggi, Tizianoscarpa
Se quel guerrier io fossi
Sì, certo, come no. Quand'anche ve ne si offrisse l'oppurtunità, voi non cambiereste mai la vostra esistenza con quella di qualcun altro. Siete contenti così, vi piace quel che siete, con pregi e difetti, e in fondo ripetereste tutto quel che avete fatto finora, che anche gli errori son pur sempre esperienze, e insegnano qualcosa. Bene. Le giustificazioni morali ve l'ho già offerte io, che almeno vi risparmiate la fatica, se non l'ipocrisia. Ma giacché qui siam virtuali, sulle nostre (in)esistenze possiamo concederci maggiore libertà, nevvero? Ecco, io ho pensato a lungo (fino a quando il neurone non ha ceduto, quanto meno). Se potessi cambiare vita, mi sono chiesto, che tipo di esistenza sceglierei? Ho ponzato ancora (il neurone ha definitivamente dato forfait), scartando alcune opzioni. Non gradirei, ad esempio, d'essere un fachiro indiano, un sorvegliante di gulag siberiano o uno Yanomami dell'Orinoco. Non che voglia dir male di queste vite, me ne guardo bene. Io, però, ho altri gusti (sebbene il fachiro mi abbia tentato non poco). Ma, in definitiva, rinascendo vorrei essere un gentiluomo di campagna della Grande Madre Russia. Niente di straordinario, intendetemi, alcune migliaia di anime con i corrispondenti villaggi di izbe, un palazzo a San Pietroburgo (a Mosca no, gli ambienti cortigiani mi piaccion poco) e una dacia estiva sul Mar Nero (lo so, è un po' lontana, ma si fa un bel viaggio tutti insieme sulle troike suonando la balalaika). Giacché, in quanto nobile, non ho una beata cuspide da fare tutto il giorno, mi dedico alle arti. Scrivo libelli, signori. I posteri mi ricorderanno come un esponente (peraltro minore) della tradizione comico-satirica russa che va da Gogol' a Bulgakov. La mia, lo confesso, è una vita felice. Non ho preoccupazioni di sorta. E il futuro mi sorride radioso. Come dite? Ma di quale rivoluzione state parlando?
Dimmi come ti vesti
Sostiene taluno che il particolare modo d'abbigliarsi del singolo individuo ne denoti personalità e umore. E dicono quindi che il mio, d'umore, dev'essere oggi brumoso anzichenò. Ma non è affatto così, perdiana, lo contesto. E' pur vero che mi sono appalesato nel consueto ambiente ludico-lavorativo calzando scarpe nere e indossando pantaloni neri e giacca da moto nera. Sotto, però, ho un maglione color grigio scuro, che regala un tocco di vivacità al tutto.
mercoledì, febbraio 18, 2004
Contaminazioni (non nel senso dell'omonimo blog)
Per come la vedo io, a Napoli dev'essere successo qualcosa di grave. Proserpina non vuol più sentir parlare di blog. Personalità Confusa sponsorizza la dolce Euchessina. Il Poeta segue una deriva hard core. Gilgamesh pubblica due post in due giorni. Lo sapevo che, per l'anarchico mondo del blog, frequentare l'establishment non poteva rimanere senza conseguenze.
(perdonate la mancanza di link - non di scortesia, ma di fretta si trattò - che tanto i nomi son noti anzichenò)
Ho perso un amico (non che sia defunto, però)
Se l'economia è in crisi, è anche un po' per colpa mia. Ho capito d'essermi infiacchito da quando ho smesso di buttare il televisore giù per le scale ogni qualvolta appare in video il faccione monoespressivo di Tremonti. Ai tempi belli, il rivenditore Sony mi giurava amicizia sempiterna ogni volta che entravo in negozio. Adesso non mi rivolge più la parola. E io so di essere un po' più solo.
Memorie dal sottosuolo
Io son così, ne rendo confessione -e mi disprezzo. Disprezzo non quello che sono, ché così mi son voluto, aggiungendo pezzo a pezzo lungo notti estenuanti di cesello. Disprezzo il bisogno che ho di confessarlo. Ma io voglio che sappiate, e che giudichiate. Non cerco redenzione, signori della giuria, né riscatto. Una condanna è quel che serve, con quelli come me. Io son così, saturnino, umbratile, malmostoso, uomo dai molti malumori e improvvisi. Dalla luce piena mi rifuggo, che la so mendace. Abbaglia, e inganna. Nell'ombra, invece, accennata appena, ecco i contorni esatti e soppesati di quel che temiamo d'essere. Della buona esistenza non so che farmene - io voglio cupe sensazioni, e forti, come un basso continuo che fa fremere i vetri. Mi perdo per angiporti, tra voci da trivio. Non i salvati, solamente ai perduti offro liquori da bettola e un sorriso stanco. Appartengo a quel mondo, nascosto e dolente, di vicoli e angustie. Degli assassini la lama, del borsaiolo la destrezza, e di tutti la perdizione. Io son così, lo confesso.
E allora ditemi: com'è possibile che sia io, quel tizio che ride felice nella foto scattata dall'Autovelox?
martedì, febbraio 17, 2004
Politicoblog
Il blog, qualunque strana cosa in definitiva esso sia, è stato sdoganato dalla politica. Dopo Cofferati, anche altri esponenti di partito hanno inaugurato il loro sitarello. Ecco alcuni esempi. Buona lettura.
Silvio Berlusconi: http://miconsenta.clarence.it , un presidente blogger (e finalmente una faccia nuova in politica) Umberto Bossi: http://telchìelterùn.splinder.it, ce l'abbiamo duro, l'hard disk (solo rete locale) Gianfranco Fini: http://fiuggi.blogspot.it, bere molta acqua fa bene ai reni (nel senso che si ottengono poltrone più comode) Roberto Castelli: http://giudice(d)istruttore.com, beato quel popolo che non ha bisogno di tribunali Roberto Maroni: http://pensionimeravigliose.it, un elenco di alberghetti a poco prezzo Piero Fassino: http://cosacifaccioqui.ilcannocchiale.com , un blog veramente fondamentale Antonio Di Pietro: http://chec'azzecca.it aggiornamenti dall'Accademia della Crusca Baget Bozzo: http://alzheimer.com, i disastri della terza età Alessandra Mussolini: http://hanoi.com, no, non è un blog di viaggi (è per quella vecchia questione dell'apologia, sapete) Elio Vito: http://nonm'interrompa.splinder.com, un blog ad elevato tasso di tolleranza Romano Prodi: http://ilfrantoio.clarence.it, l'arte della maieutica e del culatello (pochissima la maieutica, in verità)
Magari voi ne conoscete degli altri, nevvero?
Olio di gomito
Egr. Dott. Romano Prodi, non so esattamente perché, ma nel vederla in tv in occasione dell'ultima convenscion, ho avuto l'impressione che il motto corretto, per il listone unico europeo, sarebbe stato "Unti nell'Ulivo"
Scusate l'errore
Sento che il nostro Paese è più ricco, l'inflazione è sotto controllo, la ripresa è dietro l'angolo, l'aumento dei prezzi non è da addebitarsi ad intenti speculativi. La sinistra è unita, la destra governa filantropicamente. Taormina, addirittura, si preoccupa della scarcerazione di Adriano Sofri. Mi gratto con eleganza la nuca, palesando preplessità. Sì, dev'essere senz'altro così: questa mattina devo essere entrato nel Paese sbagliato. Capita. Ti distrai un attimo nel traffico dell'ora di punta, sbagli uscita in tangenziale, e il gioco è fatto. Poi leggo che il film più visto nell'ultimo week end è stato Barzellette dei fratelli Vanzina. Ah, ecco. Buon giorno, Italia.
Egr. avvocato Manzo, legale di Pantani ai tempi del doping: "Marco è morto pulito". Via, giusto un filino di polvere.
Sig. giornalista di cronaca, Londra, Regno Unito: "Caccia: vedova mette le ceneri del marito in cartucce e le usa per una battuta". Humor inglese
lunedì, febbraio 16, 2004
PULP (Post Unico del Lunedì Pomeriggio)
Ma niente affatto. Non sto trascurando il blog. Non s'intuisce? Sto facendo l'imitazione di Gonio. (lo so, lui è più elegante nel tacer)
venerdì, febbraio 13, 2004
L'aereo più Confuso del mondo (ovvero Milano-Napoli, chissà se con ritorno)
C'è solo da augurarsi, e ce lo auguriamo, che non sia Ghezzi a manovrare la cloche dell'aereo [il decollo incerto... l'atterraggio... raggio .... il raggio della terra... che ci viene incontro così veloce... molto veloce... troppo veloce...] P.S. Occhio al Poeta, chill'è giornalista. Infido, si sa. Buon viaggio a entrambi, so che vi farete onore (a tavola).
Vado a vivere da solo
Ha solo un anno, ma già cammina con le proprie gambe. Buon viaggio, Sir
Qui giace il post
Una volta, qui c'era un post ironico che, nelle intenzioni, sbertucciava Libero, il quotidiano di Feltri. Il post è stato inteso come offensivo da parte di una persona verso cui nutro molti sentimenti personali. Su questo blog, per quanto poco rilevante sia la cosa, non sono mai stati cancellati post o commenti, nemmeno nel caso in cui, a torto o ragione, qualcuno si è risentito per quanto scritto. E' una delle poche linee definite e definitive di Herzog: tutto quanto, nel bene e nel male (soprattutto nella seconda casistitca, è ovvio) alla luce del sole e al giudizio altrui. Se c'è da darle, le si da. Se c'è da prenderle, beh, si cerca di schivare, che diamine. Ma non si indietreggia. Non ho mai, ripeto, cancellato alcunché. Ma, nel mondo delle regole, esiste anche l'eccezione. Talvolta ne vale la pena.
Io è un altro
Ho questo dubbio che mi rode. Ebbene, non è proprio che mi roda, ma un po' di prurito comunque me lo provoca. Non a livello di orticaria, ma insomma. Il fatto è questo: ma perché il vostro premier, quando parla di sé, usa la terza persona? "Il presidente del Consiglio ha detto... Il presidente del Consiglio ha fatto..." Ma non glielo avete poi detto che le aveva infine vinte lui, le elezioni?
giovedì, febbraio 12, 2004
La perfezione non è di questo mondo
Certe cose fanno pensare. Non troppo, ché non si è avvezzi. Ma tant'è. Il signor Splinder interrompe e perfeziona, interrompe e perfeziona. Però. All'interno della funzione Le ultime dai blog a cui sei iscritto, dove posso visionare - come mi ha spiegato Riccionascosto - gli ultimi commenti postati su Herzog, in calce ad ogni commento segnalato viene riportata la dicitura Per leggere il blog clicca quì. Proprio così. Quì, con l'accento. Le strade della perfezione sono lastricate di errori ortografici.
Un eroe del nostro tempo (lo so, Lermontov l'avrebbe detto meglio)
Lui è un Attore Sociale. E' un Imbonitore, un Piazzista dell'anima. E' il (Tele)predicatore. Ha verità in catalogo, e gran copia di risposte. Nemmeno lo sapevi, di averne bisogno, ma te lo spiega lui che della sua parola non puoi farne a meno. Non lo pensare solo mentre grida Alleluja! in qualche emittente yankee. Non lo vedi che occhieggia anche qui, da noi? Il ricciolo saputello troneggia al telegiornale, il baffo assassino è ospite fisso, e la sua penna moralista riempie i fondi dei giornali. E' lui che ti dice cosa, e chi, e come. E ti spiega Come fu che quella volta salvai il mondo. Ti guarda negli occhi, e il suo sguardo dice Lo sai, puoi fidarti di me (mentre la mano dietro la schiena prepara la roncola e la garrota). (Tele)predicatore, se nell'imperscrutabile business plane divino ha diritto di cittadinanza anche la mucillagine, immagino che un senso l'avrai persino tu. Solo, ti chiedo coerenza con il tuo nome. Tele-predicatore, predicatore a distanza. Ecco, la distanza. Un passo indietro, per favore. Un altro. Ancora uno. No, non guardarti alle spalle, te lo dico io quando arrivi sull'orlo del precipizio. Lo sai, puoi fidarti di me.
Il Conte di Carmagnola (e non si può neppure essere terzisti)
S'ode a destra che son dei banditi; a sinistra son già rimbambiti: d'ambo i lati comunque è malconcio e attonito il bravo elettor.
(attenzione: all'interno dei commenti, due versioni metrically correct della quartina. Gratis!)
Agnizione
E glielo spiega lui, Achille, su Macchianera, che Brontolo in realtà è Riccardo Bocca, giornalista de L'Espresso. E si dichiara delusa, lei, Proserpina, che sperava si trattasse di qualcuno minimamente famoso, un nome già sentito, o almeno un vicino di casa. La capisco. In effetti anche io, quando ancora credevo che Brontolo, data la caratteristica verve, altri non fosse che il decano Enzo Biagi, conducevo una vita tutto sommato più felice. E adesso, elaborare il lutto.
For fetishist only
In alternativa alle scarpe a tacco alto, o alla corsetteria, su I Blogorroici è disponibile una raccolta di mp3 con le interviste a loschi figuri che s'aggirano per le desolate lande del blog.
mercoledì, febbraio 11, 2004
Comunicazione interna (con dlin dlon di sottofondo)
Dedicato ai blogger che questa sera gozzoviglieranno fino a tarda notte, e tutto rigorosamente a spese del Poeta. Quando, sazi di alcool e di risate, e con la malinconia dell'addio che s'approssima, imbraccerete la chitarra di Zu, immagino che canterete così:
E poi ci troveremo con le blogstar a bere del whisky al Roxy Bar
(gli è che Movida cozzava con la metrica)
Le 31 migliori cose fatte dal governo (si potrebbe dire Hornby)
Ancora una volta, la stampa comunista ha manipolato la realtà. Hanno parlato di governo sotto pressione, di verifica. E invece si trattava di alta pressione e di Versilia. Insomma, approfittando del bel tempo, il governo è andato a fare un pic-nic. Hanno giocato a mosca cieca e allo schiaffo del soldato (è stato sotto sempre Gasparri). Ora, sdraiati sui plaids, godono del pranzo al sacco preparato dalla Moratti.
Una voce: Dottore Presidente. Dottore Presidente, da questa parte. Berlusconi: Eh? Ma chi è che parla? Una voce: Dottore, sono Persichetti, il ministro-ombra dell’Immagine. Berlusconi: Persichetti, ma dov’è, che non la vedo? Persichetti: E giustappunto sono ministro-ombra. Son qui, vede, sotto i suoi piedi. Berlusconi: Oh, mi scusi, non volevo pestarla. Persichetti: Ma no, anzi, mi fa piacere. Dottore Presidente, ho finalmente individuato quello che dovrà ufficialmente essere il suo scrittore di riferimento per conquistare i voti dei trentenni. Berlusconi: Ottimo, Persichetti, e chi sarebbe? Buttiglione: Benedetto Croce? Fini: De Felice? Bossi: Gianni Brera? Persichetti: No, no, si tratta di un autore inglese: Nick Hornby. I trentenni ne vanno pazzi. Bossi: Uno straniero? Ma è almeno regolarizzato? Berlusconi: Aspettate che chiedo lumi a Blair (estrae un cellulare verde-ranocchio) Hello, Tony? Hai, vecio, hau ar iu? Uot ar facendo? Ah, stai cercando di convincere gli inglesi che tua moglie è un’arma chimica? Ma quante ne sai, eh? No, nessuna niu barzellet. Ho phoned per chiedere se you conosc un wraiter, tal Nicornbi. Comm? Ueit un mòment che chied (rivolto a Persichetti) Si tratta per caso di uno che scrive rapporti sexed-up, che Toni ormai legge solo più quel genere lì? Persichetti: N-no, non credo. Berlusconi: No, Toni, non is il genere tuo. No, non genero. Genere. Ma lo parli l’inglés, or not? Well, diar, si iu. Persichetti: Questo Hornby ha una caratteristica particolare: gli elenchi. Gli piace stilare elenchi e classifiche di tutto, e i trentenni non fanno che imitarlo: i 31 migliori film di tutti i tempi, le 31 migliori prime volte, i 31 migliori sette nani eccetera. Berlusconi: Me ne dovrebbe importare qualcosa? Persichetti: Ma certo! Basterà fare l’elenco delle 31 migliori cose che il suo governo ha fatto nell’interesse del Paese, e anche quella fetta di elettorato sarà nostra! Gasparri: Aò, gagliardo! Fini: Zitto, tu, e continua a guardare la tv dei ragazzi. Berlusconi: Bene, bene, allora è facile. 31 cose fatte da noi per il Paese. Certo. Ecco. La quale. Ehm, non è che qualcuno di voi ha preso appunti, così facciamo più in fretta? (tutti osservano in silenzio le margherite del prato) Ma allora è inutile che io perda tempo a spiegare, se tanto voi non state mai attenti! Umberto, dai, 31 cose, mica è difficile. Bossi (addentando un panino con la coppa affumicata): Adf afd n mrgd (Adesso adesso non mi ricordo, NdT). Berlusconi: Gianfranco, almeno tu, per la miseria! Fini: No, è che non sono stato bene, ieri, e non ho potuto studiare. Berlusconi: Ma ciumbia! Sono solo 31 cose, mica vi chiedo tanto. Persichetti: Ehm, Dottore Presidente, Hornby fa anche classifiche da dieci posizioni… Berlusconi: Ecco, questa mi sembra più facile. Avanti, chi dice dieci? (tutti raccolgono margherite) Cinque, diamine, almeno cinque schifose cosette fatte nell’interesse del Paese! Eh? (tutti sfogliano le margherite) E va bene, allora una sola. Ditemi almeno una stramaledetta cosa, e vi prometto un bel rimpasto con 128 dicasteri. Giovanardi: Forse, quella volta, mi pare… Tutti: Siii? Giovanardi: Ah, no, niente, mi sbagliavo. (tutti succhiano in silenzio gli steli delle margherite. Soffia una brezza leggera. Alti cumulonembi disegnano appena l’aria) Persichetti: Dottore Presidente… Berlusconi (col broncio): Mmh. Che c’è? Persichetti: Come scrittore di riferimento, ecco, quell’Hornby non è che sia poi un granché. Sopravvalutato, anzichenò. Avrei un’altra proposta. Un italiano. Mi sembra decisamente più adatto alla situazione. Berlusconi: E chi sarebbe? Persichetti: Un tal Collodi. Ma questa gliela spiego domani, eh?
martedì, febbraio 10, 2004
Meta-meta-blog (musicale, non trovate?)
Non so se sia da ritenersi ormai conclusa la fase del "Ma cos'è codesto weblog?". Molte parole sono state spese e non invano. Ma dire di un quadro che è un insieme di fibre vegetali e sostanze chimiche non aiuta ad apprezzare Magritte. Ovvero: andiamo avanti. Adesso si potrebbe passare alla fase utilitarista: "Ma a che serve, codesto weblog?". Intendo: a cosa serve in generale. Azzardo? A diventar famosi. Uh, già li sento: e io scrivo solo per me, e non m'importa se gli altri mi leggono... E ce lo scrivono pure: davvero, non m'importa se mi leggete. Spero colgano il sottile nonsense. E dunque: il blog serve a diventare famosi. A far conoscere il proprio estro al di fuori dei confini quotidiani (che possono essere anche molto ampi, per alcuni -giornalisti, scrittori - ma, evidentemente, non di meno claustrofobici). Dice: vabbé, famoso, ma se ti leggono dieci persone... E allora? Qualcuno ha mai stabilito con preciso algoritmo da quante persone si debba essere conosciuti, per aver diritto a definirsi minimamente famosi? Cento, mille, diciotto virgola tre periodico? Ognuno ha diritto a 15 post di celebrità, mica solo Quinto Stato (chi?!). Ma no, il blog mi serve per raccontare l'anima. L'anima di chi, questo ce lo potrebbero spiegare i blogger romani (quelli famosi, ah sì, molto famosi).
No? Dissentite? E allora a cosa serve, codesto weblog?
Grassatori delle masse operaie
Poiché oggi va così, che lavorano gli altri al posto mio (io son renitente, se mi capite), non mi resta che godere del blues di Zu. Ah, che ritmo.
Giro di Squonk (in F)
Chi fa da sé
Non era fantasia quando, nei commenti a un post precedente, invitai i blogger a fornirmi cortesemente i loro post a domicilio. E' che son pigro, si sa. Ragion per cui son di molto, ma di molto lieto dell'iniziativa del buon Pasha Antipov (vabbé, il tovarish Strelnikov), che i commenti se li fa da sé (a nome nostro). Avrei anche un paio di cose da ritirare in tintoria, ma fino a domani posso aspettare. Spassiba.
Brindisi (no, non la città)
Pare che domani la Scuola Milanese dei Blog si ritrovi per l'ennesima volta a tracannare (la scusa è l'investitura a giornalista di un oscuro figurante della blogosfera, nemmeno so chi sia, e comunque non mi ha invitato). Alla fine, s'è ben capito: più che di Blog, quella milanese è una Scuola di Sommelier.
Logge e loggionisti
Forse ho equivocato. Non capisco, infatti, il perché di tanto scalpore. E insomma, quando su Macchianera fate riferimento a cappucci e grembiulini, non state parlando del programma della Clerici?
M'inchino a questo inclito pubblico
Del blog, il post è la base, se il commento è all'altezza.
Secondo me
Se mai esistesse un qualcosa definibile come La Scuola Torinese Dei Blogger, questa avrebbe già da tempo il suo Charles Bukowski :
"io son uno che ha sempre guardato le persone andare via. son uno così, propio, uno tipo spettatore, meno l'applauso."
"io son l'ubriacone qui. son anche un po' un guardone, ma voglio bene a tutti. ho i miei idoli pagani, son un tipo spirituale io, ma la mia spiritualità si ferma, diciamo così, al terzo piano (quello degli uomini ordinari).
Arsenio Bravuomo, Casa_Coppino
lunedì, febbraio 09, 2004

Squonk ed Effino divisi a Torino
Una storia vera
Scambiati per quintostatisti, Squonk ed Effino vengono fatti prigionieri da alcuni esponenti della Scuola Romana infiltrati a Torino. Questi scambiano un post di Gonio per un codice segreto e costringono i due malcapitati ad interpretarlo per dedurne gli indirizzi dei luoghi di ritrovo dei blogger milanesi. I due forniscono informazioni vaghe e così le spie della Scuola Romana finiscono con l’abbattere la piattaforma di Splinder durante i lavori di manutenzione.
Così la critica:
“Squonk ed Effino ripetono instancabilmente la commedia degli equivoci e delle paure, sfruttando un repertorio che i blogger conoscono ormai a memoria, ma che strappa ancora le risate. Riflessi condizionati? È possibile: in ogni modo il film, imbastito frettolosamente, tenta qua e là i toni della satira. L’intreccio è contorto e improbabile, ma ottiene i migliori effetti grazie alla comicità alla buona dei due protagonisti.” (Il Broglio)
“Bellissimo! Fantastico!” (Marquenzo Mollica)
Iraqi Gate
Il presidente Bush ammette che i servizi segreti americani, a proposito delle armi di distruzione di massa, hanno fatto solo del gossip. «D'altro canto, si sa, l'Iraq è piccolo, e l'agente mormora»
Separazioni e divorzi
Sig. ministro Gasparri c/o verifica di governo, " Se serve sono disposto a lasciare la poltrona". Ma il resto del salotto, col piffero che ve lo mollo!
Stress bellico ( e dategli il cambio, no?)
Ho sentito con le mie distratte orecchie un generale italiano affermare, nella trasmissione di Fazio, che le strade di Baghdad, di sera, ora ricordano quelle di Broadway. Non vorrei che il generale fosse da troppo tempo sul teatro delle operazioni.
Gent. Pelide Achille c/o annoso problema delle traduzioni, non sono poi così sicuro che i titoli dei film tradotti dall'inglese all'italiano siano davvero peggiorativi, rispetto all'originale. Non è che gli anglofoni brillino sempre per capacità evocativa. Big Fish, tanto per dire, è pur sempre Un Cefalone. E anche Dead Poets Society non è poi questo gran titolo. Al limite, è anche un po' menagramo. La sua versione italiana, invece, L'Attimo Fuggente, ha quel buon sapore oraziano d'una volta. Certo, con un po' più di coraggio, il titolo avrebbe potuto diventare Dum loquimur, fugerit invida aetas. Carpe diem, quam minimum credula postero.
Ma mica era un film della Wertmuller.
affrancato e spedito da
Effe |
11:07
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