mercoledì, giugno 30, 2004

Se mi domanda alcun ove Effe sia, che versa sopra il blog lacrime tante, io dirò ch'Ei cerca il re di Circassia, di sonno travagliato, il Sacripante....
lunedì, giugno 28, 2004
E' arrivato!
Giugno sta per finire, e già quanti di noi si erano abituati agli splendidi sfondi di Buba erano colti da improvvise crisi d'astinenza.
Ma la splendida Georgia ha finalmente completato il suo lavoro, e quindi ecco a voi il secondo semestre de
Il Calendario dei bloggers 2004
che aspettate a scaricarlo?
Ah già, luglio... capisco. Beh, però manca poco (ed io non vedo l'ora). Vi servono referenze? Eccole!
"Bellissimi, tutti! sei bravissima :)" sphera
"Che splendore! Grande-Buba-brava- baci-grazie." Zu
(gli altri commenti guardateli direttamente... ;) )
venerdì, giugno 25, 2004
Argomentum Blogrodeicum (da Borges)
Chiudo gli occhi e vedo un blocchetto di ticketrestaurant. La visione dura un secondo o forse meno: non so quanti ticket ho visto (posso solo immaginare, desumendolo dall'identità del titolare, che siano di modico importo). Era definito o indefinito il loro numero ? Il problema implica quello dell'esistenza di Dio. Se Dio esiste il numero è definito, perchè Dio sa quanti furono i ticketrestaurant. Se Dio non esiste, il numero è indefinito, perchè nessuno può contarli. Ebbene io ho visualizzato meno di venti (poniamo) ticket (da tre euri e novantanove, tze!) e più di uno, ma non ne ho visti diciannove o diciotto o diciassette o sedici e via decimando sino a uno (un panino col kebab e un bicchiere di acqua di rubinetto, grazie). Io ho visto un numero di ticket che sta tra il venti e l'uno e che non è diciannove nè diciotto nè diciassette e via dicendo sino a uno (se le firmo un pagherò sul reto del blocchetto di ticket vuoto, mi cambia il bicchier d'acqua con un succo di passion fruit ?). Codesto numero intero è inconcepibile. Ergo, Dio esiste. E nella sua magnanimità offrirà da mangiare al Confuso.
mercoledì, giugno 23, 2004
Bollettino
Il blog ha qualche accenno di polmonite fulminante (*). Nulla di grave. Più o meno. Il medico prescrive aria fresca. In linea di massima, ci si rilegge tra qualche dì. Per chi vuole. Chi non vuole, s'arrangi altrove. Nel frattempo, la cura omeopatica (in offerta speciale fino a mezzanotte) é: BlogRodeo Confusion Addio.
(*) trattasi di polmonite morale, a scanso di equivoci e iettature.
Animalista a chi? (memorie da un soggiorno mitteleuropeo)
Viviamo in tempi grami. Sissignori. E' il tramonto della civiltà, quando gente come Iva Zanicchi va al Parlamento Europeo a cantare a rappresentare l'Italia. Verrebbe voglia di chiedere asilo politico all'Inguscezia, e con questo è detto tutto. Nelle epoche buie vien fatto naturale di rivolgersi al passato, vagheggiando presunte età dell'oro. Ma la fuga dal presente omette spesso importanti verità storiche. Certo, comprendo chi lacrima di nostalgia per il secolo dei Lumi, della Ragione, delle Idee. Un tempo si faceva voto d'indagare la realtà, oggi si vota il reality show. Ma anche nel passato il consesso umano era perseguitato da pericolose calamità. No, non mi riferisco alle epidemie incurabili, allo sfruttamento del lavoro minorile, alle condizioni della servitù della gleba. Intendo riferirmi al cavallo. Sissignori. Il cavallo è stato per secoli il peggior nemico dell'uomo. Dico davvero. Chiunque, ad esempio, abbia dormito anche una sola notte in una casa del centro storico di Vienna, può comprendere quel che affermo. Ancor prima che il gallo canti, l'acciottolato delle strade all'interno del Ring viene impietosamente martellato dallo szoccolare asincrono dei diabolici quadrupedi che trainano i fiaker. Ed è un suono, quello, che distrugge giorno dopo giorno il sistema nervoso, causa danni epatici irreversibili e una menomazione grave dell'apparato uditivo. Non c'è da stupirsi che, in passato, gli uomini fossero di carattere notoriamente irascibile. Avevano le loro buone motivazioni. Così si spiegano rivoluzioni e guerre sanguinose. Con il cavallo. Sissignori. Qualcuno obbietterà - c'è sempre qualcuno che obbietta: Ma fa più rumore un moderno autoarticolato Scania turbodiesel a diciotto assi lanciato ai 220, che una pariglia di lipizzani. Non discuto. Però nel centro di Vienna l'autoarticolato non entra, mentre il tiro a due sì, dannati ungulati. Che poi, i libri di storia non lo riportano chiaramente, ma il fatto che la parabola equina si sia conclusa, in epoca contemporanea, presso qualche macello abusivo del casertano, rappresenta a mio giudizio una vendetta trasversale ampiamente giustificata.
Dichiarazioni (quasi autentiche)
Totti: "Il pareggio preannunciato tra Danimarca e Svezia è un gesto volgare che ci offende". Lo Sputo Baltico.
martedì, giugno 22, 2004
Anche voi spammati da Guru Granieri?
La mail recita: "Abbiamo avuto modo di vederti sul blog: www.bookcafe.net". Beh, grazie per l'attenzione, davvero. Sono lusingato. Poi prosegue: "Vorremmo chiederti di aiutarci nella rilevazione statistica in un sondaggio che stiamo conducendo per l'Istituto di Ricerca Xxxx". Eh, via, mi accreditate di eccessiva importanza. Non son degno d'un ruolo così delicato. "Stiamo misurando la VELOCITA' MEDIA DI LETTURA delle persone". S-sì, d'accordo, magari sarà anche interessante, ma non vedo cosa potrei... "Questo sondaggio e' effettuato in vista del lancio di un CDRom che permettera' di migliorare nel proprio metodo di lettura con 10 semplici lezioni" Ah, ecco. "Se ti interessasse eventualmente avere il CDRom in anteprima, per ringraziarti per l'aiuto nel sondaggio potrai averlo a Euro 49 anzichè Euro 120". Ah ecco, ecco.
Guru Granieri!
Post-elettorale
Berlusconi denuncia: "Brogli alle elezioni" Immediata la smentita di Bush.
Beauty(ful mind) Farm
S'approssima, implacabile, la vacanza dell'impiegato, e il relativo obbligo di mostrare le proprie carni lattee e adipose alla vista delle migliaia di sconosciuti che affolleranno le sponde sabbiose del suolo patrio sotto il sole liquifacente d'agosto. Dopo un inverno passato ad ingollare con invidiabile continuità cotechini e panettoni dell'anno precedente in offerta speciale, la massaia si preoccupa ora della propria perduta linea (della virtù, invece, già da tempo s'è persa ogni traccia). Sono i mesi d'oro, codesti, per i venditori di prodotti dimagranti e per i centri di fitness. Settanta chili in sette giorni, più un buono sconto Upim in omaggio. E nessuno che pensi, invece, ad una riattivazione delle sinapsi, ad un rinvigorimento delle cellule cerebrali, al massaggio terapeutico con olii essenziali della materia grigia. Una volta all'anno, almeno, riportare in forma Cranio & I Suoi Contenuti, anziché Corpo & i Suoi Orpelli. Ma che si sfaldino le nostre carni, strabordi il giro vita, s'espanda voluminoso l'addome. Il nostro corpo sia allora specchio fedele al cervello in disuso.
'O Paese d'o sole
Sono contento. Sul serio. Non dico proprio felice. Ma contento. Già lo so, qualcuno teme l'inganno. La contentezza qui, in codesto blog di frequenti malumori? Eppure. Sono contento perché ho compreso di vivere in un Paese in cui non esistono problemi. E hai detto cotica. Leggo le prime pagine dei giornali, ascolto i servizi d'apertura dei telegiornali, e constato soddisfatto che le notizie più urgenti riguardano le qualità di cecchino di Totti (non in senso calcistico, però). Per un attimo tremo, temendo che l'Italia sia stata coinvolta in un conflitto diplomatico con l'intero Scudo Baltico; ma poi no, mi spiegano che anche la questione Svezia - Danimarca riguarda la simpatica kermesse pallonara lusitana. E poi, i servizi sul caldo, sul costo di un ombrellone sulla spiaggia di Fregene, e sui segreti per superare la prova costume. Sono contento, dico davero. Viviamo in un paese sereno, ricco, privo di conflitti sociali e in pace con il mondo intero. Nottetempo siamo stati annessi alla Svizzera, e non ce ne siamo neppure accorti
Etimologia del quotidiano lezione n. 36
I Fenici, in antichità, erano noti non solamente per le loro indubbie qualità di navigatori. Sarà forse stato per i lunghi mesi passati in mare, lontano dal mondo civile, o per un'idiosincrasia da reazione dovuta alla prolungata permanenza in mezzo alle acque; fatto gli era che i Fenici andavano famosi anche per totale mancanza di igiene personale. Si tramanda addirittura - mito o verità - che l'arrivo in porto di una flottiglia fenicia venisse preannunciato dall'afrore emanato dagli equipaggi, che ammorbava l'aria almeno un giorno prima del loro arrivo in rada. Di qui ebbe origine il detto, giunto a noi attraverso il beccheggiare dei tempi: Molti Fenici, molto odore.
lunedì, giugno 21, 2004
Armageddon
L'aver udito un commensale affermare orgoglioso di avere un personal trainer che gl'impartisce lezioni private di merengue è un chiaro segno dell'Avvento dei Tempi. Penitenziagite (e se avete dei conti in sospeso, affrettatevi).
Specchi quotidiani
Sono un uomo incostante. Un uomo non affidabile, insincero. Non si presti fede a ciò che affermo -neppure ora, signori, neppure ora! Mi atteggio per posa, divago laterale e inquieto. Non è dato che pensi davvero ciò che scrivo, e neppure - se ne gradite di più la prospettiva - che scriva ciò che penso in realtà. Tendo, spasmodici, sinapsi e nervi a dimostrare necessarie cose che rifuggo. Pungolo e sprono ogni debole cavillo per affermare l'opposto del mio pensiero. Ma non è, la ragione di questo, menzogna o esercizio di facile equilibrismo retorico. Ristà infatti la consapevolezza di come sia possibile, e quanto probabile, che un giorno arrivi a pensare quel che ora, pur aborrendolo, sostengo. Questa è dunque la verità. Consideratele, le mie, affermazioni preventive di quanto, forse, un tempo non prossimo penserò. E considerate se fededegno sia codesto uomo, che pretende d'essere creduto quando afferma al contempo di dover mentire.
Che s'ha da fa'
Pe' campa'. Per i non lettori della Bugiarda (La Stampa, voglio dire), segnalo con il dovuto ritardo che nel seriosissimo inserto Universo (niente-di-meno!) Informatica uscito il 19 u.s. è stato pubblicato un bell'articolo sui blog. "Sono autoreferenziali, critici attenti di quello che accade intorno e pronti a scrivere fiumi di parole su qualunque argomento". Diamine, non v'è dubbio alcuno, si parla proprio dei blogger. "Gli esperti di comunicazione sono concordi nel ritenere che un simile movimento di aggregazione legato alla scrittura non si è mai verificato nella storia della civiltà". Addirittura. Ma era ora, cobezzoli! Ecco finalmente il giusto riconoscimento - eccessivo, perfino - proprio da parte della categoria che più ha osteggiato i blog al loro esordio. Leggo poi i nomi citati nel pezzullo. Tra gli altri, l'insostanziale ma imprescindibile Leibniz, il dinamico duo Mafe e Vanz - i Batman e Robin della blogosfera - e l'uomo del blog come teoria applicata al cacciavite Gaspar Torriero (qui in versione Gone Visual). Strano, penso d'acchito, che dopo questi Personaggi venga dato risalto ad altri nomi, diciamo così, non esattamente di prima fila, e se ne occultino talaltri che di solito fanno cartellone. Ma fa parte della democrazia della blogosfera, mi rispondo soddisfatto, e della riallocazione della visibilità. E' cosa buona e giusta. Però m'insospettisco, indago e sfrucuglio. E ne vien fuori che l'autore del pezzo (non firmato) è coautore di uno dei blog citati, MicroBlogGiallo, ivi auto-segnalato come "un bel progetto di blog a più mani interamente femminile". E in effetti, la pagina che ospita la marchetta è quella dei Servizi Promozionali dell'inserto. O autore dell'articolessa, ti sognai aquila che volteggia possente al di sopra delle sorti del mondo. Pennuto, invero, e con sforzo t'alzasti anche in breve volo, ma la figura fu, piuttosto, quella sgraziata anzichenò del pollo.
venerdì, giugno 18, 2004
Ripicca
Questo blog è ospitato su Splinder.
Ci scusiamo per il malfunzionamento del blogger.
giovedì, giugno 17, 2004
Sputasentenze
Al complotto! Alla combine! Alla pastetta! Hanno palesemente falsato i campionati europei, manipolandoli per predeterminarne il risultato finale. Perché è ovvio che adesso la nazionale italiana, con Totti squalificato così a lungo, facilmente vincerà la competizione.
Caro Effe,
tocco in via del tutto incidentale un argomento a me estraneo, il calcio. Solo per dirle che questa mattina, ascoltando al giornale radio imbarazzanti giri di parole per giustificare l'operato di quello là, mi sono piuttosto risentito. C'è persino chi ne fa una questione di mira: se ti sputo adosso ma non ti centro esattamente in mezzo agli occhi, la cosa in fondo è meno grave.
Non so, fosse per me, altro che squalifica. Lo farei ritornare a Roma a dorso di mulo. Anzi no, di lama.
Un caro saluto,
m.
P.S.: apprendo da Repubblica che quello là avrebbe dichiarato: "Sono molto addolorato per quanto accaduto, chiedo pubblicamente scusa. Non mi riconosco in quello che vedo in questo video. Vorrei che sapeste che il vero Francesco Totti è un altro". Il legale della FIGC assicura che i giudici della disciplinare sono rimasti molto colpiti dalle parole del giocatore. E ci credo, da quando sa usare i congiuntivi?
Botte di ferro
Egr. sig. premier Berlusconi: "Il rilancio di Forza Italia affidato a Bondi e Cicchitto"
Prodi ordina nuovi arredi per Palazzo Chigi.
Love War Story
Spett. Commissione d'inchiesta USA: "Tra Iraq e Al Qaeda nessun legame".
Bombardare significa non dire mai Mi dispiace.
mercoledì, giugno 16, 2004
La morte di Ivan Il'ic, blogger (il mondo è pieno di esche)
Ma, o lettore, t'interrogasti mai sull'adeguatezza tua ad affrontar la vita? Agevole non è, il viaggio, ma incerto. E le armi e le difese, ad affrontarne l'insidie? E sestante e astrolabio, a tracciarne le inconcluse rotte? Sia pronto il braccio, salda l'anima, impavido il cuore. Ma, soprattutto, non scordare la vitamina K1.
I locali interrati delle cantine condominiali costituiscono, da sempre, luogo di massima socializzazione. Per ratti e blatte, voglio dire. Di tempo in tempo, alla fioca luce di pendule lampadine, un bipede corraggioso s'avvia per gli angusti corridoi, spinto all'avventura, più che dalla sete d'ignoto, da quella alcolica di media gradazione. Nel mio ultimo viaggio catacombale ho notato un foglio affisso ai muri del labirinto. Il foglio, erede delle antiche grida, annunziava trionfalmente ai viandanti l'avvenuta opera di derattizzazione. L'autore del manifestino portava all'attenzione universale il fatto che l'avventata ingestione delle esche strategicamente posizionate nelle vicinanze comporta, come usuale corollario, un antipatico fenomeno di avvelenamento. In tal caso, l'estensore del proclama indicava graziosamente l'antidoto da somministrare all'incauto manducatore: Acqua, Sale e Vitamina K1. Essendo il sottoscritto certamente annoverabile tra coloro che, leggendo un'enciclopedia medica, avvertono su di sé tutti i sintomi d'ogni malattia, non ho potuto fare a meno di visualizzare la scena dell'avvelenamento.
Calma, adesso, non facciamoci prendere dal panico. Per prima cosa, l'acqua. D'accordo, qui siamo in cantina, al massimo si può sperare in qualche bottiglia di Bonarda. Però puoi trascinarti con i gomiti in cima alle scale, raggiungere il pianterreno, arrancare fino alla portineria e lì chiedere un bicchiere d'acqua alla custode. Già. Non fosse per il fatto che la custode gradisce l'andare a far la spesa proprio durante l'orario di lavoro, così come l'intrattenersi nell'appartamento di qualche inquilina amante del gossip per aggiornarla, come da iconografia, a proposito delle ultime voci sulla vita segreta della signorina del terzo piano scala B. E poi, il sale. Qui è già più difficile. Dovrai aspettare, giacendo carponi nell'androne, che qualche massaia passi di lì, per rantolare e pietire un po' di sale. La cosa dovrebbe funzionare. A meno che non incontri il ragionier Pestelli. Non che sia un cattivo soggetto. Un po' pignolo, ecco. Il ragionier Pestelli non si accontenterebbe, lo sai, della tua generica richiesta di sale, ma pretenderebbe di conoscere, da te che già stai agonizzando, l'esatta quantità di sale necessario, espressa in milligrammi, e se si tratti di cloruro di sodio, di sale pastorizio con iodio, di salamoia di nitrite e così via. Diamine, sul foglietto si parlava solo di sale, e se non sai rispondere alle domande del ragionier Pestelli, probabilmente morirai. Tuttavia, è possibile che, per un'inusitata serie di quadri astrali particolarmente favorevoli, nel giorno in cui hai deciso di assaggiare due o tre invitanti esche per roditori - che nella vita occorre conoscere d'ogni esperienza - la custode si trovi esattamente al suo posto di lavoro, e il ragionier Pestelli sappia da sé quanto e quale sale occora per l'antidoto. Questo significa che sei quasi salvo. Già. Ma: e la vitamina K1? Dico, dove la trovo, così su due piedi, la vitamina K1? Davvero non posso credere d'aver vissuto finora senza una dose di vitamina K1 sempre in tasca. Che imprudenza. Tanti anni di studio (con scarsi risultati, d'accordo), ad imparar poeti e filosofi e scrittori, e non uno di costoro che m'abbia impartito la lezione più importante. V'è anzi da stupirsi che sia sopravvissuto fino ad oggi. Dico davvero. Addio, o lettore, m'uccise l'ignoranza, più che il veleno per topi. Fai tesoro della mia esperienza. Che il mio sacrificio, almeno, non sia stato vano.
martedì, giugno 15, 2004
Il fattore B va in paradiso ( ma solo di passaggio)
La verità (quella con la v minuscola) è che questa storia della metempsicosi nessuno ha ancora capito bene come funzioni. Esistono, e vengono proposte a prezzi da hard discount, differenti teorie. Nessuno però è in grado di prevedere con certezza se, nella prossima esistenza, rinasceremo come muschi (variante: licheni), come gasteropodi o come un Bondi disoccupato qualsiasi. L'incertezza è massima. Un pò come negli exit poll di Vespa, per dire. Ma qui la posta in gioco è ben più rilevante. Non so se vi è mai capitato di pensarci. A me sì. Voglio dire, mi spiacerebbe molto se la mia anima - o quel che ne resterà, che una parte l'ho già dovuta impegnare per via d'un mutuo a tasso usuraio- dovesse reincarnarsi, ad esempio, nel corpicciuolo insulso di un'oloturia (senza offesa, eh). Ma non c'è verso di saperne di più. Sul futuro che ci attende come trasmigrati forse clandestini, non possiamo andar oltre le pure ipotesi. E dunque.
Repubblica dell'Aldilà Settore Paradiso Ufficio Trasmigrazione
- Avanti il prossimo. - Si può? - Trasìte, trasìte. Il vostro nome? - Bush, George W. E lei, mi scusi, è per caso Dio? - Uh, come no! E se ero Dio me ne stavo in questo ufficio a faticare dalle nove alle diciassette, e per di più senza aria condizionata. - Allora, lei è senz'altro San Pietro. - Macché, chill'è nu bravo guaglione, ma quando si tratta di faticà... - E allora, di grazia, chi siete? - Santo Gennaro, per servirvi. - Oh, che bello! Lo sapete che siete molto popolare anche da noi in America? - Scusate, voi vi state sbagliando. Quello è San Gennaro, e il suo ufficio sta due piani 'n coppa. Io mi chiamo Gennaro di nome, e Santo di cognome. - Mi scusi, avevo equivocato. - Eh, via, succede. Allora, signor Bush, qual era il vostro mestiere, da vivo? - Esportatore. - E cosa esportavate? - Bah, democrazia, per lo più. - Ah, e dite, è un bel mestiere? - Si guadagna bene, più che altro. - Però. Io son qui da tant'anni, e una cosa del genere non l'avevo mai sentita. Vabbuò, ora vediamo quale sarà la vostra nuova identità. Un momento che inserisco i dati nel computerone. Ecco... ancora un istante... Ci siamo. Voi vi chiamerete Sancho Torres Valiente Cuernavaca - Mmmh... cittadino americano di seconda generazione? - No, niente americano. Sarete un emigrato clandestino messicano. Passerete illegalmente la frontiera con gli Stati Uniti, la polizia vi sparerà, riuscirete a fuggire e a ricoverarvi in ospedale, dove però non vi cureranno perché privo di assicurazione sanitaria per coprire i costi di ospedalizzazione. - Ma che Paese incivile! Non mi lasceranno mica morire così. - No, infatti. Vi riporteranno appena oltre confine, e vi lasceranno al vostro destino. - Senta, le chiedo un favore. - Dite, dite, se posso. - Non potrei rinascere come rivoluzionario cubano? - Eh, sapesse quanti lo vorrebbero. - No, è che a sentire questo racconto, mi è venuta una rabbia, ma una rabbia... - Vabbuò, via, eccovi una carta d'indentità da barbudo. Fanno 200 euro. - Ma perché, la trasmigrazione si paga? - Normalmente no, ma per i servizi extra... Che volete, qui lo stipendio è quel che è, occorre arrangiarsi. - Hasta la victoria. - Sì, sì, come volete voi. Avanti il prossimo. - Buongiorno. - Buongiorno. Nome e professione da vivo? - Berlusconi, Silvio, unto del Signore. - Uè, ma ne siete proprio sicuro? - Beh, beh, insomma. Det's marketing, stiupid. - Ma che dite? Non mi fate perdere tempo. Allora, nella prossima vita voi sarete... ecco: un burocrate stalinista. - Nooo! - Eh, perché vi scaldate tanto? Sarete un accentratore di potere, antilibertario e autoritario, e controllerete tutte le fonti d'informazione del vostro Paese. - Uhm, non mi pare difficile. E' come se l'avessi già fatto. - Andate, andate, che vi troverete bene assai. E non dimenticate il colbacco. - Dasvidania, tavarisc. - Avanti il prossimo, che poi ce ne andiamo tuitti in pausa caffé, se Dio vuole (ops, scusi, Capo). - Salve. - Accomodatevi. Nome e professione. - Blair, Tony, eminente statista. - Nientemeno. Sentite, io la scheda per voi ce l'ho già pronta. Nella prossima vita sarete un autentico laburista. - Aaaaaah! - Oggesù (scusi ancora, Capo), eccone un altro. Ma che avete tutti quanti, 'stamattina? Voi sarete un laburista, direte cose di sinistra, fareste cose di sinistra, e non direte più bugie sulle guerre. - No, no, guardi, io la ringrazio, ma non ne sarei proprio capace. Glielo giuro, non è che non voglio, è che proprio non posso. E' più forte di me. - Sì, forse tenete ragione. Però qui non c'è rimasta altra alternativa, le identità sono finite. - Ma non avete nemmeno un fondo di magazzino? - Beh, veramente, una cosa ci sarebbe, ma non credo che... - Me la dia, qualunque cosa. - Ci sarebbe ancora un posto come cagnolino scodinzolante. - Lo prendo. - Ma come, prima un eminente statista, e poi... - Lasci fare, che son già pratico. Arf! Arf! - Boh, contento voi. Eccovi il collare antipulci. Ragazzi, che mattinata d'inferno. Uh? Una battuta, ho fatto una battuta! Adesso vado a raccontarla ai colleghi, che la vita, qui, è sempre così monotona, e il tempo sembra non finire mai.
Elezioni
Dall'Eco di Arcore (ore, ore): "Siamo giunti all'appuntamento europeo - ha dichiarato il premier Berlusconi - determinati a portare a casa il risultato. Ammetto che la nostra tattica non si è rivelata vincente. Ma nessuno dei due schieramenti ha veramente prevalso. Alla fine, il risultato del confronto è stato di sostanziale parità. Poi, all'interno di ogni schieramento c'è chi è andato meglio, e chi peggio, ma quel che conta è la squadra nel suo insieme. Io penso che il risultato, in definitiva, sia equo. Certo che se fosse stato appena un poco più angolato, quel colpo di testa di Vieri..."
lunedì, giugno 14, 2004
Voci
Secondo fonti bene informate, la responsabilità per il ritardo con cui ieri sera il Viminale ha diramato i risultati degli scrutini sarebbe da addebitarsi a Splinder.
Il link è l'oppio dei blogger
D'accordo, il mondo è in rovina. E però, beh, vuoi mettere, i commenti sul blog della Pizia
A volte tornano
Pierluigi Battista lascia la trasmissione Batti e Ribatti. Volentieri farà ritorno alla carta stampata. Contestualmente, anche noi torneremo più volentieri ad usare le pagine del giornale per avvoltolare gli avanzi di cucina.
Sovrapposizioni
Con tutto questo parlare di Europei, nella cabina elettorale ho finito per votare in favore della Francia.
Ex-libris
Io son convinto, per quel poco che rileva, che ad ogni iniziativa dei blogger in campo editoriale occorra dar sostegno (dev'essere per un malinteso senso del branco). E però. Il fatto che l'uscita del libro della Lucarelli non abbia trovato eco e fanfara neppure sui siti della sua camarilla di riferimento, e che il titolo non compaia nelle classifiche di TuttoLibri nemmeno nella sezione casi pietosi, ma soprattutto che neanche Vincenzo "T'incenso" Mollica abbia avuto il coraggio di dare del libro la consueta definizione "Il più immortale dei capolavori" (tradotto in italiano, "Una fetecchia, ma devo pur campare la famiglia"), ecco, mi fa sorgere, lo confesso, qualche vago sospetto. Oggi pomeriggio andrò in libreria. Magari lo compro, il libro. Quello di Suor Germana, voglio dire.
Auto-controllo
Comprendi d'aver realmente raggiunto la più completa atarassia quando l'autoradio vocia un vecchio tormentone di Laura Pausini, e tu non sferri alla plancia il consueto fendente con il crick per cambiare canale.
venerdì, giugno 11, 2004
Outing elettorale
Forza Itaca!
Video kills
E' successo tutto troppo in fretta. Per quanto avessimo preso ogni precauzione, non siamo stati in grado di evitare il peggio. Gli è che la televisione è il più subdolo dei nemici. Crediamo di tenere in mano un telecomando, e invece si tratta di una connessione wireless che ci rende schiavi. Non si spiega altrimenti la nostra mancanza di rapida reazione. Che anche il leghista Calderoli (se ne avete presente il fenotipo) abbia facoltà di apparire in video, è un fatto democratico. Io, invero, sarei contrario alla democrazia mediatica, ma comunque. Appaia, allora, se vi pare. Ma non con quel primo piano tanto stretto, e non in fascia protetta. Riprendetelo, semmai, di spalle, e mandate in onda le immagini durante la programmazione notturna. E invece quell'apparizione, inaspettata e violenta, durante il telegiornale delle venti, ha brasato i nostri riflessi. Dopo qualche istante di ottundimento, mi sono avventato sulla gabbia della cavia peruviana d'angora, per coprire gli occhi della povera bestiola. Troppo tardi. Aveva già visto. Lo shock - non è difficile intenderlo - è stato quasi letale, tanto che l'animale ha, per reazione, rifiutato la realtà, rinnegando la sua identità di cavia peruviana d'angora. Adesso si crede uno spremiagrumi elettrico. Si posiziona sul bancone di cucina, pronto a trapanare con il musetto lanuginoso la scorta di pompelmi rosa. Abbiamo tentato ogni rimedio. L'abbiamo portato da un noto psicologo comportamentista di Ginevra, gli abbiamo fatto seguire delle terapie di gruppo e un corso di training autogeno. Nulla da fare. Uno spremiagrumi elettrico. Io credo che i gestori dei programmi televisivi dovrebbero darsi un codice di autoregolamentazione. Non si possono trasmettere simili immagini senza pensare alle conseguenze che producono. Per non parlare delle scene di violenza e di guerra, e dei programmi della D'Eusanio. La situazione è diventata ornmai davvero intollerabile. Non si può più andare avanti così. Io non ci riesco. Voglio dire, tutti quei peli nelle mie spremute.
Necrologi
E' morto Ray Charles.
Agli amici che lo circondavano, le sue ultime parole: "mi duole andarmene soprattutto perché non potrò più vedervi"
giovedì, giugno 10, 2004
Palinsesti
Ore 08.00, redazione della Tv del Dolore.
- Allora, cosa abbiamo all'ordine del giorno? - Eeeh, ci sarebbe la storia degli italiani sequestrati in Irak. - Ci sarebbe, o c'è? - Guarda, non è che sia molto soddisfatto di come sono andate le cose. Gli accordi non erano mica questi. - Aggiornami, che sono stato fuori a seguire i lacrimosi funerali di Reagan. - Ti ricordi i vecchi tempi dell'Anonima Sarda? Allora sì che avevamo dei bei prodotti, spendibili subito in televisione. I sequestrati, una volta liberati, apparivano pallidi, emaciati, lo sguardo spaurito, e certe barbe lunghe così. Anche le donne. Chissà, forse era quello che gli davano da mangiare. - Sì, mi ricordo bene. Tempi d'oro, quelli. - Ebbene, l'altro giorno eravamo all'aeroporto ad aspettare gli ostaggi liberati, pronti per una lacrimevolissima cronaca, e chi ti sbuca dall'aereo? Un marcantonio di due metri per centoventi chili, che se non sbaglio ha persino messo su pancia, dal primo video girato in prigionia. Sembrava appena uscito da un agriturismo della zona del Chianti. Ma dico io, come si fa a far piangere la gente con un ostaggio così? - Diamine, eppure eravamo stati chiari: volti sofferenti, corpi smagriti e bacio del suolo patrio appena sbarcati. - No, guarda, questi non sono mica dei professionisti del sequestro mediatico. E poi, c'è il fatto che uno di loro, rivolgendosi al sequestratore che tentava di rubargli la fede nuziale, avrebbe detto "Sparami". - Beh, questo mi sembra abbastanza commovente, no? - Macché, in realtà ha detto "Pagami", è solo che i sequestratori hanno utilizzato dei traduttori interinali diplomati al Cepu, e non è che si potesse prentendere. - D'accordo, ho capito, allora niente tv del dolore. Però, mica possiamo sprecare così il personaggio del mese. Cosa gli facciamo fare, al ragazzone? - Io proporrei di affidargli una trasmissione di cucina in fascia preserale. Al posto di Vissani, che un po' gli assomiglia pure. - Dai, allora è fatta. E per i prossimi mesi, cosa abbiamo in programma? - Siamo già in parola con Bin Laden per uno scoop in esclusiva subito dopo la cattura e prima delle elezioni americane, immediatamente successive. - Ah, bene, quello sì che hai il fisico del ruolo, magrezza, sguardo spiritato, barbone e tutto il resto. - Niente, al giorno d'oggi se vuoi un fuoriclasse ti devi rivolgere all'estero. Qui da noi non c'è più nessuno che abbia voglia di lavorare. Questo Paese non ha più valori.
Misteri d'Italia
Nella classifica GDA (Grandi Domande Angoscianti), l'interrogativo che più tormenta il Paese (Ustica segue dopo molte posizioni, per dire) è questo: Quanto tempo passerà prima che gli ex-ostaggi italiani inizino il giro delle sette chiese mediatiche, andandosi a raccontare al Maurizio Costanzo Show?
mercoledì, giugno 09, 2004
Le metà dell'intero (racconto e-gotico)
Io e la parte peggiore di me eravamo sempre insieme. Inseparabili già prima della nascita. La convivenza non fu agevole né quieta, ché la parte, poiché peggiore, era d'un carattere indicibile. Si discuteva, e spesso, e alzando lei la voce pretendeva anche d'aver ragione. Io ne disapprovavo le scelte, e il modo dell'azione. E contestavo il fatto di dover subire anch'io le conseguenze di quel che la parte, al peggio delle sue capacità, andava disseminando come semenza di zizzania. Mi capitava talvolta di dire - ed ero, lo giuro, sincero - che avrei voluto infrangere l'unione, ognun per una strada, e così sia.
- Lo puoi? - schiumava la parte peggiore - Lo vuoi veramente? Ti servo, io.
Ed era così. L'abbraccio siamese della parte peggiore mi permetteva, per immediato confronto e definizione, d'essere io la parte migliore. Sol questo mi rendeva saldo, che al mondo nel paragone apparivo come quello d'apprezzare. Ma il giorno giunse quando il mondo ci scambiò. Or era lei, col suo cinismo, la misantropia e l'irriverenza a godere del favore del giudizio, lei - la parte peggiore - la più apprezzata. E io, un nulla. Uno sfondo. Un'illusione.
- Lo vedi? Ti sono superiore. Ti servivo, prima; sei adesso servo tu, e mio - e, mentre lo diceva, mi scherniva.
Dopo il giorno, la notte, e la scelta fu definitiva: un taglio, un lampo, una ferita appena, e la parte peggiore non era più, scomparsa come se non ne avessi mai portato l'appendice. Mi venne in sogno:
- Da quando mi hai ucciso, la parte peggiore sei divenuto tu. La colpa ti condanna a esser quel che io già ero.
Svegliandomi, compresi che aveva vinto lei. E' stato immediatamente lì che è successo. In fretta, e subito, l'ho fatto. In quel momento, o forse posteriore - il ricordo ora fugge. Provate voi a tenere in ordine i pensieri, con un foro calibro nove che apre correnti nella testa.
Dietro-logos
Si maligna, da più parti, che il rapimento degli (ex) ostaggi fosse stato progettato in Italia già con l'intenzione di liberarli in occasione delle Europee. Possiamo affermare con ogni certezza che questo piano non esisteva.
E' solo che si sono poi accorti che, fino alle Politiche, non ce l'avrebbero fatta a tenerli nascosti.
Alternative
Devo riconoscere - ma è ammissione tardiva - di aver sbagliato mestiere in modo piuttosoto clamoroso. E pensare che, da giovane e sognatore, avevo in animo di fare il pittore, il ballerino oppure il gangster.
Attentato!
La sapiente regia che ha annunciato la liberazione dei tre ostaggi italiani a pochi giorni dalle elezioni condurrà alla vittoria di Berlusconi.
L'aveva detto, Al Qaeda, che avrebbe inferto un colpo mortale all'intero occidente.
martedì, giugno 08, 2004
Porfirio Plummer - Una vita
Presumendo di averne da tutti l'autorizzazione, riassumo qui la biografia essenziale di Porfirio, così com'è venuta delineandosi nei vostri commenti (il finale è tratto dal post di Woland, vincitore ieri del rodeo porfirino)
Nato con un destino lontano, in un sobborgo da canzone popolare, Porfirio affrontò l'oceano grande e clandestino e ne conobbe le onde e i notturni cieli. Sbarcò in un Paese nascosto nelle nebbie, mentre il freddo gli mordeva già le carni brune. Non seppe mai d'esser giunto su un'isola, credendo che l'approdo fosse il vecchio continente che un giorno attraverserà per tutto il suo intero fino alla riva dell'oceano altro, in un percorso perfettamente circolare che gli ricanterà le canzoni di casa. Questo il sogno, sognato ogni notte in spagnolo, che la lingua dura e strana di quel Paese non l'imparerà. L'Immigrazione lo trovò tra i senzaniente del molo, regalandogli una nuova identità: non più l'impronunciabile Plomero, ma Porfirio Plummer, idraulico. Sapeva una poesia, Porfirio, breve e piana, dimenticata negli anni di nebbia e di lavoro, finché, inaspettata come un monsone ancor precoce, arrivò a render fertile la vita sua Violeta, di sogni e d'amore e delicata. Ma l'eterno amore è invidia per gli dei, che decisero altrimenti. Violeta portò via don Alphonso Gumpero, dandy d'affari e di malaffare, rubando anche l'anima a Porfirio. Da allora siede lui nella sua piccola casa in riva al fiume, d'un gatto solo in compagnia, e guarda le pagine di un giornale di cui non comprende la lingua, ogni giorno, per anni, finché vede un nome conosciuto e listato a lutto, e sa ch'è morta, come già lui anni prima, Violeta. Siede davanti a casa, accanto a un'altra sedia vuota. Aspetta, mentre il gatto e le foglie secche si posano ai suoi piedi. Arriva lento, don Alphonso, del viale l'intera percorrenza chiede un giorno intero, e a sera siede accanto a Porfirio.
- Per sempre ha amato te. Per sempre. - Fu felice? - Non ha mai sorriso, ma di lacrime non ne ha negate mai. - Cos'hai per me? - "Gli hai rubato la vita", mi diceva, "l'esistenza che conduci è sua". Oggi e qui, son io che te la restituisco.
Racconta a lungo, don Alphonso, ma solo le piccole cose restano nel cuore di Porfirio: le passeggiate mai fatte, le notti di luna, le brevi parole. Alla fine, tutto è detto, e Porfirio ha vissuto la vita ch'era sua. Entra in casa, e fa ciò che deve. Vola. All'inizio no, non l'immaginava così, volare. Ma poi è volo privo d'incertezza. Lo vide la bambina che giocava in riva al fiume, che non sapeva nulla, e seppe il miracolo. Lo vide l'uomo della strada, e decise che un giorno avrebbe anche lui volato. Non riuscì, ma ebbe un sogno e lo visse a lungo.
Mercoledì 9 giugno alle 23.00 andrà in onda DEVIAZIONI, programma di PProserpina e QuattroPassi dal sottotitolo: " Tutti abbiamo un Marzullo dentro" e che per l'occasione farà uno speciale Rufus, con canzoni, lettura di riflessioni sulla storia di Rufus e il suo Bada Yoga...
In studio Proserpina, in attesa del suo socio. Dove e come:
"Esequie, esequie vivissime"
Sig. Responsabile del protocollo, città di Washington: "Berlusconi invitato ai funerali di Ronal Reagan".
Solidarietà tra commedianti.
Trend setter
Sia dunque noto: d'ora in avanti, il mio stlista di riferimento per la moda intima è il Direttore dell'Hotel Messico
La Casa della Cultura
Sbagliano, quanti criticano l'iniziativa editoriale di Repubblica che manda in edicola l'opera omnia di Eugenio Scalfari in ponderosi volumi (3,5 Kg l'uno di sola tara). Denuncio costoro - i detrattori - come nemici dell'ingegno e della creatività.
Io ho acquistato l'edizione completa in duplice copia, ultimando così i muri perimetrali della mia seconda casa, edificata in zona sismica del basso torinese (abusiva, d'accordo, ma solo fino al condono prossimo venturo).
La Cina è vicina 2
A Milano, una cinese tenta di dare fuoco ad una giovane giudice. La malcapitata ha avuto la prontezza di togliersi gli abiti che la cinese aveva cosparso di alcool. "Si è salvata grazie alla presenza di spirito". (da Repubblica via Marquant)
lunedì, giugno 07, 2004
La Cina è vicina
Non fosse per quel senso gastrico di dipendenza da miscela arabica. Non fosse per le notti insonni – e non per necessità, ma perché fa bohémien. Ma, alla fine, ogni mattina appoggio la mano su quella dannata porta, odiando quel cigolio sicofante che ne disvela l’apertura. Che lui - l'odiato gestore- taccia, almeno oggi. Non chiedo molto.
- Sa qual è il peggior nemico dell’umanità? - Il barman logorroico? - Logo che? No, adesso glielo spiego io. Il problema sono i cinesi. - I cinesi? - Sì, proprio loro. Sono tanti, e dappertutto. Adesso sono venuti anche ad abitare vicino a casa mia. - Rumorosi? - Al contrario, non li sento mai. Mica è normale. - Per lei, certamente no. - Che poi, si sa come fanno: uno di loro affitta una casa, e poi ci vanno ad abitare in quaranta. Tanto, chi li distingue? Sono tutti uguali, uomini, donne, vecchi, bambini, cani. - Cani, addirittura. - Massì, anche quelli, giusto un po’ più bassi, ma per il resto… Qui nel quartiere hanno rilevato metà degli esercizi commerciali. E sfruttano i bambini nel retrobottega. - Li mangiano anche? - E chi lo sa? Ogni tanto ne sparisce uno, ma non ne denunciano mai la scomparsa, e subito un altro clandestino utilizza i documenti del cinese precedente, che tanto quelli si assomigliano tutti, uomini e donne. - I cani, non dimentichi i cani. - Ah, sì, giusto. E poi, lo sa che hanno invaso il paese della lama? - Come? Intende la spada, la katana? Hanno invaso il Giappone? - Ma no, vedo che lei non legge Cronache senza Frontiere. - Lei invece su questo gioca il jolly, scommetto. - La lama, sa, quel signore bassino, calvo e con gli occhialini. - Il Dalai Lama. - Dalai? Sarà mica un cognome di origine sarda? - Probabile che un bisnonno del Dalai Lama fosse di Orgosolo. - Chi può dirlo? Sa, i sardi sono stati un popolo di emigranti. Tutti a lasciare la propria terra per cercare lavoro in fabbrica. - In Tibet. - Eh. - … - Comuque questi cinesi stanno rubando la nostra cultura e le nostre tradizioni. Ormai è tutta una cineseria: i vestiti, i vasi, gli elettrodomestici, il cibo. L’ha detto anche Radio Maria, che sono un morbo letale. - Sul serio? - L’ho sentito questa mattina. E’ proprio il male del secolo, il cinismo - …? - … - Lo sa, a volte vorrei non averla mai incontrata.
Deh!
In poche ore, Porfirio Plummer è già divenuto una star! E' lui il protagonista del blogrodeo on line (nuova serie). Chi non partecipa è un programmatore di Splinder.
Memo
Lo appunto qui per non scordarmene. Nello spam che ricevo, tra i tanti immaginifici nomi dei mittenti spicca per mia personale simpatia quello di Porfirio Plummer. Forse si potrebbe, tutti insieme, dotarlo di una biografia immaginaria, e renderlo poi il personaggio di una blognovela. Il nome c'è. Il più - mi pare - è fatto.
D-Day
In un'intervista concessa in esclusiva a Herzog, il premier ha inteso minimizzare il mancato invito a partecipare alla rievocazione dello sbarco alleato sulle spiagge normanne. "Lo sanno tutti - ha affermato - che, come stazione balneare, io preferisco Ventotene"
The Voice 3
Dissente, Lello Voce, a proposito dell'intevento di Carlo Annese al convegno Culture Digitali, sull'assunto herzoghiano secondo cui Il blog si fa e non si dice. Da parte mia m'incaponisco e insisto, affermando che l'unico modo per dire il blog, per individuarne gli strumenti interpretativi, per "smascherare quanto deve essere smascherato", è fare il blog. Tutti insieme, autori, lettori, commentatori, in una circolarità di scritture. Ma dentro il blog, e non da una distanza da osservazione entomologica. Mi piace, in sintesi, una frase di The Voice (che non contraddice l'assunto herzoghiano, semmai l'invera): "...dietro ogni blog efficace c'è una piccola teoria della comunicazione (a volte una 'poetica') che vuole essere interpretata". L'ha detto la Voce.
The Voice 2
Grazie alla citazione di Lello Voce sull'Unità, questo blog si considera finalmente sdoganato, rispetto ad analoga citazione fatta - eoni fa - sulle pagine del Foglio. Ora Effe potrà nuovamente mostrarsi alla luce del sole senza venir più apostrofato come un qualunque Socci di banlieu. Lo attende, benigno, un futuro da Gramsci della suburbia.
The Voice 1
Lello Voce, sulle pagine dell'Unità, definisce Herzog come "un blog raffinato".
Compagni che sbagliano.
sabato, giugno 05, 2004
(Dagli appunti della Signorina Silvani)
Miei dolcissimi Dottori e Dottoresse,
provate ad immaginare di trovarvi a dover parlare di blog in 60 minuti di fronte a una platea composta per il 90% di persone mature, coltissime, serissime e appassionate di scrittura, ma che a malapena sanno che cosa è un computer.
Quelle che con autoironia si definiscono "esemplari in via d'estinzione", la maggioranza dei quali scrive ancora interi libri ed articoli e saggi picchiettando su una Lettera 35 (e rimpiangendo la 22) o, se proprio per obbligo professionale si trova davanti a una tastiera, quando sente il suonino dell'arrivo di un'e-mail telefona allarmato al figlio o al nipote dicendo "Il pc ha fatto uno strano rumore".
Il Dottor Zu, le Dottoresse Buba, Placida e Scrittora insieme al il mio amatissimo Capo Dottor Effe si sono brillantemente lanciati nell'ardua e perigliosa impresa dall'alto di un palcoscenico enorme e lussuoso come quello dell'Ariston, solo che lì non erano al Festival di Sanremo ma a quello astigiano di Passepartout, e il tema della serata non erano canzoni ma la Letteratura con la Elle maiuscola...
Seduto fra noi, il viaggiatore Mister Fogg aveva la stessa espressione di chi, causa un guasto alla Mongolfiera, fosse precipitato in una terra sconosciuta trovandosi di botto circondato da un popolo strano, che parlava un linguaggio sconosciuto e aveva usanze a dir poco bizzarre.
Dopo aver appreso che io ero una Segretaria, dopo aver dato un'occhiata al mio curriculum mi ha assunto immediatamente come interprete e guida sua e di quelle decine e decine di persone che dal buio della platea ci osservavano attentissimi e silenziosi con sguardi che andavano dal diffidente, all'ironico al terrorizzato.
In un turbinìo elegante -come l'ambiente richiedeva- di parole emesse da noi e per loro completamente nuove quali photoblog, link, permalink, post, nick, commenti, accessi, url, portali, blogrodeo, pazziate, mouse, template, google, splinder, blogspot ecc che traducevo con gesti, esempi e spiegazioni elementari e mimiche che avrebbero causato l'immediato svenimento del Dottor Granieri (lieve rossore, flappissimo flap flap) , dopo poco quegli sguardi sono cambiati; la curiosità ha preso il sopravvento, unita al divertimento.
Il mio amatissimo Capo ad un tratto, con l'agilità d'un panterone è balzato giù dal palco e per far comprendere meglio il pianeta Blog ha compiuto -per la prima volta nella storia- un esperimento audace: un post orale.
E brandendo un microfono, con sprezzo del periglio, s'è poi gettato fra il pubblico dove, nonostante questi si fossero abilmente anfrattati tentando di mimetizzarsi fra gli altri, aveva individuato una serie di esponenti della nostra stessa razza blogger; ha chiesto commenti orali ma forse, causa il buio della platea, il microfono avvicinato alla bocca a molti è parso una 44 Magnum, e gli sguardi terrorizzati han cambiato proprietà.;-)
Infine abbiamo salutato tutti cantando l'inno nazionale dei blogger.
(Zu canta, Effe suona)
...Scesi dal palco, sfiniti dall'impresa, siamo stati immediatamente accerchiati da persone che - con la scusa di fotografarci - volevano osservarci da vicino.
La Drssa Scrittora, che ispirava forse più confidenza causa l'età assai più vicina alla loro, è stata mitragliata da raffiche di domande:
"Ma davvero è così facile aprire un blog? Ma davvero potrei farcela anche io che non capisco un tubo di pc? Ma davvero tu scrivi e subito i lettori commentano? Ma davvero..."
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