URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

giovedì, agosto 19, 2004
Amarcord
 
Second gear, no gas (la blogsofia che non t'aspetti)

A volte le cose sono lì, esattamente davanti ai tuoi occhi. Le guardi, sì, ma non le vedi. Non le comprendi. Non le sai. A meno che...
Non è casuale che siano loro gli eredi di Hegel, Nietzsche e Heidegger. Noi italiani siamo maggiormente portati ai cachinni e ai fescennini. Solo un ingenuo come me poteva assistere a quel dialogo senza capire. Ho creduto si trattasse di un navigato biker tedesco che spiegava ad un meno esperto motociclista belga come affrontare, in discesa, gli infidi tornanti dolomitici.
Second gear, no gas.
E invece no. Diversa la prospettiva, altra la dimensione. In realtà si trattava di un Krishna teutonico che donava ad un Arjuna fiammingo il segreto della vita (disponibile anche la versione per blog). Ed è questo, è così che si deve fare, questo il modo di affrontare gli strali dell'oltraggiosa realtà.
La ragazza ti tradisce con il tuo commercialista (ecco perché non finiva mai in tempo la tua dichiarazione dei redditi)?
Second gear, no gas.
Hai spiegato al tuo collega come eseguire un lavoro, e grazie a questo lui è stato promosso?
Second gear, no gas.
Tua suocera passerà con te l'intera estate, con opzione per la stagione autunno-inverno?
Second gear, no gas.
Hai fatto un gestaccio al vigile che tentava di aggiustare l'autovelox inceppato, e hai tamponato la macchina che ti precedeva?
Second gear, no gas.
La casa-vacanze con vista mare che hai appena affittato, in realtà il mare lo vede solo nei giorni di solleone, a causa dei miraggi?
Second gear, no gas.
Il blog ti si è inceppato, non riesci più a postare, gli archivi sono scomparsi, i permalink non funzionano, il server è caduto?
Ah, vabbé, ma allora sei proprio uno sfigato tremendo!
 
 
Herzog, 24 luglio 2003, h 12.17 - Affrancato e spedito da Effe
(qui il post originale ed i relativi commenti)


















affrancato e spedito da riccionascosto | 11:25 | commenti (17)


lunedì, agosto 16, 2004
Amarcord
 
IL VIAGGIO.
 
Chiamatemi Ismael. Alcuni giorni fa, avendo pochi denari in tasca e nulla di particolare che m'interessasse nel mondo reale, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte blogica del mondo. E allora, cazza la randa, molla il pappafico. Al largo di arcipelaghi virtuali, veleggiando lungo rotte immaginarie, ho conosciuto cose che occhi umani non avevano visto mai. Blog confusi o determinatissimi, austeri oppur gaudenti, nuovi guru inavvicinabili, blogger massonici, giornalisti armati, attrici amate ed evocati spiriti. E intanto, cazza la randa, molla il pappafico. E alla sera ho visto misuratori di prospettiche angolazioni, chiropratici dell'anima, osteopati delle insane idee, e poi falsi paradisi, antichi eroi d'Omero e asburgici filosofi. Ma ancora, cazza la randa, molla il pappafico. E così tanto son lontano qui dal porto mio sicuro, che ora più non so, e neppur voglio, virare e far ritorno. La realtà aspetta, e qualche volta chiama, ma Oceano è ancor grande, e molta la distanza, e sempre nuovi blogger laggiù all'orizzonte. Cazza la randa. Molla il pappafico. Di proravia, così.
 
Herzog, 21 maggio 2003, h 15.23 - Affrancato e spedito da Effe
(qui il post originale ed i relativi commenti)

affrancato e spedito da riccionascosto | 09:36 | commenti (2)


mercoledì, agosto 04, 2004

Amarcord

ENDECASILLABI IMPERFETTI
PER CHI ABITA QUI
(e no, un blog ancora non ha)
*

La prima luna portò qui tempesta
A dissetare campi di pietrisco,
E la seconda, d'ombra di foresta,
Portò spezie e cuor di basilisco.
 
Con la terza, poi, felini e tigri,
Ad avanzare con più ampi passi,
Sguardo attento, movimenti pigri,
Alle mie spalle ovunque io andassi.

E poi più tardi, con la quarta luna,
Ai nostri piedi fu la sua saggezza
Il nuovo dono, e poi la fortuna
Di dire cose con più leggerezza.

La quinta luna fu però calante,
E poi nascosta fin ad esser nera:
Al buio cielo fu per noi lampante
D’esser perduti quando lei non c’era.
 
Ma poi più viva, come un canto nuovo,
E così bella come lei nessuna,
Ed improvvisa come fosse tuono,
Spuntò dal monte: fu la sesta luna.
 
E con la settima, l’ottava e nona
– E qui il ritmo diventò ternario –
Agl’occhi nostri apparì icona
D’un ampio uso dell’immaginario.
 
Come la vela che attende vento
Ora si specchia in qualche laguna,
E già la notte dice dell’evento
Che porterà qui la futura luna.
 
Herzog, 25 giugno 2003, h 9.08 - Affrancato e spedito da Effe
(qui il post originale ed i relativi commenti)
 
*NdC: poichè alcune cose non cambiano, ma altre sì (e ne siamo lieti), nel frattempo il blog è stato aperto... qui









affrancato e spedito da riccionascosto | 12:35 | commenti (5)

THE CURE
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