URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

giovedì, febbraio 08, 2007
Prolisselibri
o
Vivere come un mostro
 
La location
Addì 7 febbraio, mercoldì.
Il settecentesco Palazzo Graneri della Roccia è la cornice aurea e decadente in cui si presenta al pigro pubblico taurinense il progetto Vibrisselibri. Dei due relatori non vibrisselibrai, nemmen uno calca il parquet vetusto e scricchiolante delle sale con affreschi affumati e stucchi consunti. Si recupera di volata, per integrare il tavolo, un conoscente glabro e vago* di Demetrio Paolin - e vatti a fidare, d’ora in poi, di giornalisti e docenti d’università.

Note salienti della serata
Giulio Mozzi parla con la erre blesa. Molto intellettuale. E si rimbocca compulsivamente le maniche del maglione. Cosa questo significhi, in chiave psicanalitica, lo sa Domine Iddio.
Demetrio Paolin vibriisselibraio è diverso dal Demetrio Paolin Until.Ed. Proprio fisicamente, dico. Nella seconda versione è il giovin scrittore faceto e seducente à la Baricco. Ier sera era più alto e compassato, e squadernava un volto da saggista. Misteri della letteratura mutante.
Nella sala attigua si svolgeva un contemporaneo incontro sulla musica lirica, sicché alcune affermazioni vibrissiche venivano sottolineate da possenti do di petto, o dalle note profonde di un basso, tanto che ci si aspettava ad ogni pezza l’entrata del valente Radames da una delle altissime porte a doppio battente.

Altro?
Poco.
In queste occasioni si finisce con il dire molto meno di quanto si potrebbe, e ben più di quel che si dovrebbe. La lunga prolusione mozziana (da cui il mio modesto suggerimento di modificare il nome Vibrisse in Prolisse) si concludeva con un inibente Le domande dopo, che ha condannato i volenterosi astanti a un destino silente.
Del saggio paolinesco s’è arrivati a parlare a quasi un’ora dall’inizio, quando la mia autonomia di presenzialismo era ormai sotto il livello di guardia. Spiace aver dovuto scricchiolar via, quando ho visto che la direzione presa dall’incontro si faceva quanto più ondivaga.
D’altro canto, probabilmente ognuno dei presenti avrebbe desiderato dalla serata cose diverse. Mozzi voleva parlare di tutto il catalogo presente e futuro di Vibrisselibri (ha lungamente raccontato un paio di trame), Paolin avrebbe voluto parlare del suo saggio, il relatore interinale e glabro voleva parlare del suo gruppo di lettura sugli anni ’70 (?), l’olimpico Mario Bianco voleva che si facessero i nomi dei colpevoli degli anni di piombo, il luciferino Arsenio Bravuomo agitava il pizzetto a torchon con palese disaccordo su tutto, mentre io avrei voluto parlare, semplicemente e in modo esplosivo,  di scrittura in rete, e del fascino di tutto quello che l’editoria tradizionale considera fuori dall’ordine, fuori dalla norma, fuori dal sistema, e per questo mostruoso. Ma di questo argomento si potrebbe parlare nei modi e nelle condizioni suggeritemi sottobanco dallo stesso Bravuomo, che ha un progetto fascinoso; spero vorrà esporlo quanto prima.
E insomma, di carne a quarti di manzo ce n’era parecchia, ma non s’è arrostito a sufficienza.

Conclusioni

Una conseguenza però l’ha avuta, la serata proli-vibrissa.
Ho acquistato un libro.
Di carta.
Eh.
Prima di forzare i battenti del palazzo Granari, ho visitato una vicina libreria, acquistando un libro di un autore svedese. Ora, siamo del tutto sinceri: chi mai si mette a leggere autori svedesi? Epperò ho preso il libro di tal Pov Olov Enquist per alcuni particolari non significativi.
Intanto per il titolo, La biblioteca del Capitano Nemo. Un libro che, suppongo, parla di libri,  è un ordine non resistibile.
Eppoi, l’edizione della Giano è bella assai, con una copertina ocra e ruvida d’antan, e la carta spessa e paglierina (son vittima dello charme-marketing, ammesso che esista).
Ma soprattutto, sul risvolto di copertina si legge così: “La cosa più bella per un uomo: vivere come un mostro, ai margini, ed essere la creatura che rende visibile la natura umana”.
Avrei voluto leggerla, questa frase, ai Vibrisselibrai.

*come da precisazione di Paolin nei commenti: "giorgio vasta, oltre ad essere una delle menti della Nazione (Indiana) è anche finissimo editor (per Bur...)"

affrancato e spedito da Effe | 10:17 | commenti (27)

THE CURE
Hard Boiled Blogosphere
Blog Aggregator 3.3 - The Filter

 

 

dipinto da buba