URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

lunedì, marzo 12, 2007
Segnalazija
(in numero di due)

Scuole di scrittura creativa?
No, grazie.
Che si possa insegnare come scrivere un libro, non lo credo affatto. Ma se mi insegnassero invece come si fa, un libro, allora sì.
Se ci fosse un laboratorio teorico-pratico in cui condividere l’esperienza di chi lavora in Laterza, Fazi, Edizioni Estemporanee, Sironi, DeriveApprodi e altri ancora, e di chi ha pubblicato con Mursia, Newton & Compton, Fernandel eccetera; se mi insegnassero cosa significa, in concreto,  fare l’editore (e, a mio gusto, l’editore di ipernicchia, uno che la carta la realizza a mano con pasta di cotone e polvere di gesso e zinco e cos’altro, e poi cuce le pagine con fili di rame), e come si legge un testo e come poi se ne cura l’editing, che è la chiave di volta di ogni pubblicazione; se esistesse un laboratorio di tale tempra, allora sì, io lo frequenterei.
Il laboratorio c’è, e si chiama FareLibri.
C’è, ma si svolgerà a Roma.
La distanza me ne impedisce la frequenza? E allora rientro dalla porta sul retro, con un coup de théâtre: offro il mio corpo logoro alla scienza editoriale.
I Farlibrai che frequenteranno il laboratorio avranno modo di  concordare con gli scrittori presenti al corso – tra cui, senza averne titolo, m’intrufolo per quel che attiene la scrittura in rete – alcuni oggetti narrativi, che dai malcapitati scriventi dovranno essere sviluppati ad hoc e riconsegnati ai Farlibrai; costoro ne cureranno poi editing, impaginazione, lettering, grafica e ancora elencando.
Ai capitolini interessati segnalo pertanto il laboratorio. Per chi chiama da fuori Roma, consiglio di restare all’erta, che qui s’ha intenzione di proporre in rete uno sviluppo parallelo e magari collettivo dei temi narrativi del corso. Stay tuned, come dicono quelli che parlano in bergamasco stretto.
 
Dai libri da fare, ai libri fatti. M’informa il cartografo folle Mario Bianco che una nuova casa editrice torinese, Le Nuove Muse, ha iniziato il proprio viaggio stampando il primo libro del catalogo: Da la Mecca a qui, di Al-Sadiq Al-Nayhum. Le Nuove Muse cercano, oltre confine, voci non note e non comode. Al-Sadiq Al-Nayhum è uno scrittore libico. Ora, alzi la mano chi di voi ha in casa anche un solo libro di un autore libico. Nemmeno una mano? Lo sapevo: siamo lettori monchi. Da oggi ci sono nuovi mondi, in libreria.

affrancato e spedito da Effe | 09:44 | commenti (17)

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