Così nudi, no
Queste son righe nascoste, righe che non dicono, e occultano anzi.
In entrambi si parla di corpi, e io ci leggo l’anima.
In entrambi si naviga intorno a un discorso nudo di se stessi.
Mi domando allora se sia sopportabile scoprirsi così tanto, dire così tante (tanta) verità.
Se sia tollerabile, per chi legge.
Se la scrittura debba portare a questo: rivelarsi.
E non lo so.
Nel leggere le righe di Babsi, così bianche (ho avuto l’impressione di parole bianche come luci al neon), non ho avuto difesa.
Non ero preparato, non sapevo.
E’ stato come un tradimento - sempre la scrittura è inganno, ma non tradimento -, un tradimento sulla distanza.
Mi son trovato, da lettore, d’improvviso troppo vicino alle parole.
Io credo che la distanza tra scrittore e lettore e storia sia un confine da rispettare e da difendere con le armi, se necessario.
Così nudi, così veri, no.