URBI ET ORBI. Questo blog va contro ogni buonsenso. Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi. Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo. (P. O. Enquist, quasi)
E’ ora il tempo in cui tutto prende corpo, e le cose si fanno promessa. Continua a snodarsi la lista dei partecipanti al litcamp: l’ultimo, in ordine di tempo, è Francesco Forlani di Nazione Indiana.
Siamo entusiasti per la futura presenza di chiunque abbia segnalato il proprio nome, ma permettetemi di segnalare anche un’assenza (di voce), e triplice: hanno promesso di appalesarsi alla giornata del 12 maggio anche La Pizia, Gonio e Marquant. Se questi nomi vi dicono poco, vi siete appena guadagnati i simpatici gradi di pivellini della rete.
Essi non-più-blogger sono tra i Giusti che la blogosfera l’han costruita, e c’erano all’epoca pionieristica in cui si era ben pochi, costì, e ci si domandava cosa, come e perché (alzi la mano chi, ancora oggi, s’è dato risposta)
Essi non-più-blogger, già famosi, hanno abbandonato la loro voce in rete da lunga pezza. Sarebbe interessante, in quel di Torino, indagare il motivo di questa esigenza al silenzio (sia chiaro, il silenzio è pur necessario alla parola, mentre non è dato l’inverso).
Ma anche solo il ri-vederli sotto le abbandonate spoglie renderà storica la data del litcamp.
E’ tutto.
Ah, no, dimenticavo il bonus-track.
E’ egli un maramaldo, un mentitore. Vi avvicina sommesso, e pare voglia raccontare una chiacchiera da caffé, un fatto di cortile. Poi prende distanza, e qualche pugno allo stomaco lo rende sempre. In questo caso, arriva fino all’insostenibilità dello sguardo. Io ve ne ho avvertiti. Non leggetelo assolutamente.