Gli odori cardinali
Arrivano invece ad affermare alcuni che non esistano affatto e siano, al contrario, oggetto di fantasia, gli odori cardinali.
Ma, sebbene l’olfatto sia, tra ogni senso, il più barbarico e abdicato, gli odori-guida segnano percorsi e vite.
Non solo questi punti cardinali dicono i luoghi – arrischiatevi di mattina a prima luce a percorrere con occhi chiusi i quartieri-dormitorio e le zone-uffici: camminerete sicuri guidati dall’aroma di caffè e pane, o vi perderete asettici nel secondo caso.
Ancora di più, è il momento di farne confessione, gli odori cardinali segnano il tempo.
Esiste ed è tangibile, a volerne dire, l’odore della fanciullezza, che nel mio caso è quello dell’asfalto bagnato.
Se riuscite a pensare alle giornate calde d’estate, con l’asfalto bollente che respinge le gocce improvvise di un acquazzone violento e breve, ricorderete allora l’odore che si leva dalla strada a fine temporale, quell’odore particolare dell’acqua subito evaporata e calda e impura di polveri e residui.
S’interrompeva per pochi attimi il gioco, allora, riparando sotto qualche portone fino al temine del rovescio. Allo spiovere, l’odore dell’asfalto bagnato di pioggia che non c’era già più era il segno del gioco che riprendeva, della prima vita che avanzava, dell’imprevedibile domani di cui si aveva fame inesauribile.
Posso aggiungere, generoso, che anche gli odori di pneumatico, di benzina e di vinaccia, che segnavano cantine e garage sotterranei, luoghi nostri di nascondino e di mistero, mi riportano a quei giorni.
Ma l’asfalto bagnato e caldo, la nuvola invisibile di odori, soprattutto quello mi rapisce ogni volta , al sentirlo, verso anni così lontani.
Pretenderò dunque clemenza, se mai mi vedrete acquattato dietro un’auto o all’angolo di un crocicchio dopo un acquazzone estivo: non guardate con severità al pizzetto ormai canuto, starò solo inseguendo, inutile, una giovinezza distante e urbana.