Breve Corso di Sopravvivenza
(puntata pi greco erre)
L’abbiamo in modo ampio e ripetutamente dimostrato: la vita è un campo di battaglia, e solo i migliori sopravvivono (non per sempre, d’accordo, adesso però non perdiamoci in pignolerie).
A ragion di ciò, il Breve Corso vi ammaestra ad affrontare situazioni limite, che voi declinerete indi nei vostri casi di vita.
Oggi parleremo di uno dei misteri irrisolti della storia: la donna in stato interessante.
Non c’è periodo nella vita di una donna che le doni maggior bellezza: quella luce nello sguardo, la trasparenza della pelle, il particolare stato di grazia.
Non lasciatevi ingannare.
Essa puerpera è invero il più fiero avversario della ragion pura.
La incontrate, e già ammicca e sta in attesa. Voi l’osservate con sguardo ebete, senza capire.
- Noti niente? - domanda, infida.
- Eeeh, aaah, ma certo, bellissimo il nuovo taglio di capelli.
- Ma no, quali capelli. Sono incinta.
Restate per un attimo senza fiato. Son mica notiziole da nulla, codeste.
- Ma cara, è magnifico! E di quanto sei, un mese?
Già ella si rabbuia.
- No, sei mesi.
- Caspita, ma lo sai che non si vede proprio per nulla? Non hai un filo di pancia.
Ecco, ora avete commesso il più imperdonabile degli errori. Ogni donna gravida che si rispetti esige che le venga riconosciuta evidente e splendida la sua condizione. Soffre e patisce, invece, qualunque commento che neghi il suo stato, che la faccia sentire meno puerpera delle altre. E infatti la vostra interlocutrice ora piange a dirotto. Tentate un qualche salvataggio.
- Ma no, cara, non mi fraintendere. Ecco, a guardarti bene, se proprio proprio usassimo un filo a piombo…
Macché, lei già vi odia. Fuggite strategicamente, ogni tentativo ulteriore sarebbe vano.
Il tempo, si sa, è galantuomo, e dopo tre mesi vi viene offerta l’opportunità di rinsaldare l’amicizia così compromessa.
Incontrate ancora la vostra amica, che è prossima al parto. E si vede.
- Carissima, adesso sì che sei veramente esplosa! Hai una pancia incredibile, non ti si può quasi abbracciare.
Vi aspettereste ora un sorriso d’orgoglio da parte della mongolfiera, e invece. Invece avete commesso un errore ancor più grave del precedente. Pur felice del suo stato, la puerpera teme più d’ogni altra cosa il disfacimento del proprio fisico, la perdita della femminilità, la crisi del sex appeal. Incinta, sì, ma pur sempre donna. Guai a farla sentire non più desiderabile. Se nell’occasione precedente l’amica aveva pianto, ora si scioglie addirittura in un fiume di lacrime, mentre si gira a fatica e inizia a dondolare via.
- Ma no, ma no, cosa hai capito, volevo dire che, forse, ecco, un vestito a righe ti snellirebbe un po’, e magari con un pochino di moto…
Basta, basta, fuggitela ancora, ormai l’amicizia è perduta. Non vi resta che attendere il parto, e la fine della tempesta ormonale.
E infatti, un mese più tardi incontrate l’ex puerpera ai giardinetti pubblici, il moccioso urlante nella carrozzina. Vi si offre un’opportunità. L’ultima. Non sprecatela.
- Cara, ti trovo benissimissimo. Stai una meraviglia, Non un grammo di pancia.. Nessuno lo direbbe, che hai appena partorito.
Ebbene.
Ebbene, ci sono cose che nemmeno il Breve Corso può prevedere.
Si strappa infatti i capelli, la vostra amica, vi pianta in asso e si allontana spingendo a gran velocità la carrozzina.
Sappiate dunque che esiste la nostalgia della pancia, dopo il parto. Esiste il rimpianto per la perdita di quello stato particolare, di quel rapporto esclusivo, del gesto che accarezzava piano la tenera rotondità.
Siete un mostro.
Un insensibile.
Dovreste vergognarvi.
Ormai l’amica è perduta.
Però avete guadagnato un’altra lezione del Breve Corso.
Magari, il cambio non è stato poi così penalizzante.