Venditori di liscivia
Sosteneva, or è qualche giorno, la signora Maria Felicita, che la sua parola preferita del mese scorso era simmetria, e ne vantava l’avvenenza. Non negherà però ella che simmetria sia invero una parola disonesta.
Le parole, e certune in particolare, dovrebbero essere coerenti con il concetto che esprimono. Simmetria allora dovrebbe essere, per onestà, una parola simmetrica, e non lo è.
Allora vada la mia preferenza alla parola tre, di cui nessuno, con ogni evidenza, oserebbe porre in dubbio coerenza perfetta e onestà.
Se almeno simmetria fosse, se non proprio simmetrica, almeno, per approssimazione, palindroma.
Che il palindromo, ammettiamolo, è luogo di soddisfazioni.
Non sarà necessario ricordarvi che Saippuakivikauppias è il palindromo più lungo del mondo (19 lettere, e voi m’insegnate che in finlandese significa Venditore di liscivia).
Io ero rimasto a quel ben più che noto in girum imus nocte et consumimur igni, ma non è disprezzabile neppure Accavalla denari, tirane dalla vacca attribuito a Primo Levi nel Calore vorticoso.
Alla bisogna, tango si balla piacerà invece agli abitanti di Palermo (inteso come il quartiere di Buenos Aires).
Occorre portar aratro per Rocco suppongo si riferisca al fatto che la presenza in politica di Buttiglione rientra nella catergoria “Braccia rubate all’agricoltura”.
Non male anche l’inglese Madam, I’m Adam come ipotetica prima frase mai formulata al mondo dal primo uomo. Epperò, al di là della pronuncia eccessivamente oxfordiana di Adamo, si ritorni qui al discorso dell’onestà: può, la traduzione di una frase palindroma, non esserlo sua volta?
E l’obiezione valga anche per i commercianti finnici di ceneri mescolate ad acqua summentovati.
Date retta: la parola del mese sia allora tre, che un più bel dir non fu mai detto.