Citazioni stonate
Sempre l’ho ritenuta una fanfaluca, l’affermazione per cui o si scrive o si vive.
Come diceva Pessoa (e le citazioni qui risulteranno stonate perché, andando a memoria, delle frasi non potrò ribadire il tono esatto), la letteratura è la dimostrazione che una vita sola non basta.
Piuttosto, a causa dell’unica risorsa energetica realmente non rinnovabile – il tempo, dico, ed è strabiliante come, a fronte degli sforzi per perfezionare fonti alternative a quelle combustibili e fossili, nessuno abbia ancora provveduto a individuare una forma succedanea al tempo – a causa del poco tempo, dicevo, in questi giorni la dicotomia è tra scrivere e leggere.
Come diceva Borges, altri andranno fieri di quel che han scritto, io vado fiero di quel che ho letto. E così, correi Borges e lui, munifico suggeritore, in questi giorni resto intrappolato da quella Franziska Linkerhand, romanzo di Brigitte Reimann che tratteggia il mondo terribile e magnifico della Germania Est dopo la Guerra. Non me ne so staccare.
Lascio qui, allora e dunque, non una scrittura, ma un dubbio di lettura. Si fa vivo, presso la redazione di Buràn, il periodista messicano Marcos Rodriguez Leija, di stanza ora nel Paese del mate, a offrire la sua collaborazione. Questa almeno è l’interpretazione maggioritaria, ma non univoca, della sua mail. Accettansi ulteriori decrittazioni:
Saluti. Il mio nome è Marcos Rodriguez Leija. Sono produttore e giornalista messicano.
Ora sono in Mendoza, Argentina.
Vorrei collaborare allo scomparto. Storia della spedizione che spero prego a loro.
Ringraziamenti per il relativo supporto.
E scusano male la mia scrittura italiana.
Un tempo c’erano i figli di Ogino-Knaus, ora ci sono i figli di Babelfish.
E il senso?
Lost and found in translation.