URBI ET ORBI. Questo blog va contro ogni buonsenso. Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi. Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo. (P. O. Enquist, quasi)
giovedì, luglio 05, 2007
Tutto sul mio Herzog
(e altre facezie)
Oggi è il giorno dell’autocompiacimento. Mica il mio: il vostro.
Grazie all’avventata cortesia di Silvana Rigobon, sulla rivista dell’editore Fernandel si parla in questo numero del blog Herzog. E la storia di Herzog sono i suoi incauti e canaglieschi lettori, che non solo ne tessono il controcanto dei commenti, ma collaborano e suggeriscono e impongo i progetti che, a latere di questo blog, si sono negli anni sviluppati (sacripante!,Buràn, Scritture di Strada e blogcollettivi). Il senso dell’articolo, che mi pare del tutto condivisibile, è che stare nella Rete significa essere Rete, e far parte un sistema di relazioni che moltiplicano possibilità e identità. La blogosfera è un Autore Collettivo.
E collettivamente parlando, segnalo due iniziative. Il contastorie Giorgio Flavio propone, con tanto di giustificazioni letterarie e concorso a premi, di dare in pasto al pubblico le vostre credenze fanciullesche. Ne vien fuori un elenco sociologico gustoso. Io vi parteciperò la settimana prossima, e già annuncio rivelazioni esplosive e dinamitarde (se solo riuscirò a ricordarmi di quell’età del pleistocene, dico).
E poi c’è l’accatastatore di Pinokki, quel tosco-rivoluzionario di Strelnik. Il suo esperimento di social rewriting A Pinokkio's Bloody Binary Story fa passi da gigante (e arriverà anche al prossimo Festival della Creatività di Firenze), e già si profila una seconda edizione (anche multimediale). Qui si è già partecipato alla prima chance; non siate ignavi e pavidi, riscrivete un Pinocchio anche voi, Lucignoli che altro non siete.