TENTAPO’
ovvero
Tentativi d’Apocrifo
(e si vede che non è Gonio)
ovvero
Nano, falla nel vasino
Gentile Gruppo di Lettura,
alcuni di voi avranno preso visione di questo post a firma Brontolo apparso ieri su Macchianera.
Grazie alle arti della signora Pinuccia, che fa le pulizie nell’ufficio del suddetto, siamo venuti in possesso della versione originale del pezzullo, rieditato poi dalla redazione di Macchia perché ritenuto "non adeguatamente glamour per la pubblicazione".
"Gli sfigati come me la sera prendono la loro utilitaria ammaccata, girano per un’ora per trovare parcheggio in rimozione forzata, e poi entrano nella prima bettola di malaffare per dimenticare che l’indomani c’è la rata del mutuo da pagare (e il conto in banca è stato dichiarato missing in action ormai da due mesi).
Bene, una di queste bettole a Roma si chiama La Rogna, e mi sta sullo stomaco perché lì una volta m'hanno fregato il telefonino e perché incontro tipi come Er Panza e Er Piacione, due che sono stati al gabbio una volta in meno di me, e mi tocca pure salutarli per non passare per snob. Di solito da queste parti vedi quello che puoi immaginare: cassaintegrati che risucchiano i bucatini tra una frase triviale e una presa per i fondelli, ma l’altra sera c’era di più.
A un certo punto è entrato un uomo anziano, tarchiatello, con la barba inzaccherata di sugo e lo sguardo miope. No, non ero io, che la barba non ce l'ho: era il Professore. Lo chiamiamo così perché, ai tempi, ha frequentato le scuole dell'obbligo, ed è campione rionale di cruciverba facilitati. Si avvicina al bancone strascicando le ciabatte per ordinare il solito quartino della casa. Già stavo per scansarmi dalla sua strada (il vecchio ha la maledetta abitudine di pestare i piedi a chiunque si trovi nel raggio di un metro dal suo incedere), quando è apparso un tipo, un burino che non mando più da nessuna parte perché l’ho già fatto troppo, fin da quando palpeggiò la mia ragazza (consenziente) nel buio del cinema della parrocchietta (da allora ho odiato i film di Pecos Bill): Giggi detto Er Ba (per via di certe cose che fuma).
Una scena indimenticabile. Il giovane Giggi, porgendo al Professore un calice sbeccato ha detto: "A Professo’, facci un brindisi alla mia salute". Il Professore gli ha sorriso e poi, levando il bicchiere nonostante il parkinson, lo ha trafitto con un " Alla monade spirituale dei tuoi Lari e Penati". "Dde che?!" ha risposto a cappella il coro degli avventori. "All’anima de li mortacci tua" ha chiosato l’erudito. "Ah, ecco, meno male".
Così scorrono le serate nel nostro Paese, una mano alla forchetta, e l’altra a fare la scarpetta con il sugo della coda alla vaccinara, strizzando il pane per non macchiare anche l’ultima canottiera pulita."