Globaliséscion
E poi dice che Torino è una città di provincia.
Macchè.
Lasciatemi fare un confronto con le vostre realtà.
Voi le avete avute, dico, le Olimpiadi Invernali che hanno portato il nome della vostra città all over the world?
Noi sì.
Torino è andata al mondo, e il mondo è venuto a Torino, riempiendo le sue strade di nordeuropei, canadesi, russi, australiani (australiani? Ai giochi della neve?)
E, per dire: voi l’avete avuto il lancio in massima pompa della nuova 500, con coreografie da musical hollywoodiano?
Noi sì.
E adesso la macchinetta dei poveri la vendono al prezzo di una Mercedes.
Voi l’avete avuto, santiddio, Lapo Elkann?
E vabbé, noi si; nessuno è perfetto.
Ma adesso.
Adesso a Torino c’è un ristorante unico in Italia (così recita la pubblicità)
Il Crocodile Restaurant. O è il Kangaroo Restaurant? Qualcosa di esoticamente simile, comunque. Pesce, carne e vini dal mondo (una specie di Buràn enogastronomico).
A parte la lista dei pesci (dal blue marlin al wahi wahi, allo squalo e ancora oltre), colpisce la carta delle carni.
Zebra.
Coccodrillo.
Antilopi (10 tipi) (esistono 10 tipi di antilope?)
E pitone.
Già.
Sento crescere, palpabile e giustificata, la vostra invidia.
E pensare che, ai tempi del post sottostante – il pleistocene - l’unica esoticità disponibile sul mercato era la carne Montana.
Duro fatica a comprendere se il presente globale e pitonato sia inver migliore.
aggiornamento: oltre alle specie, evidentemente poco protette, sopra riportate, il menù offre anche bisonte, canguro, gambero dello Yemen, butterfish, red snapper, il tutto ananffiato acconciamente da Merlot argentino (!) e rhum di Trinidad & Tobago. Mica pizza e fichi.