URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

lunedì, novembre 12, 2007
Un blog A-Tempo
(post di natura collettiva)

Aggiornamento a-temporale: trattandosi di blog a-tempo, l'iniziativa non può che essere realmente a tempo. La collezione di dis-unità di misura avrà termine venerdì 16 novembre. Un instant-blog, e così sia.

Lo abbiamo detto dapprima sotto traccia, lasciando il seme in qualche cavità d’animo. Ma adesso il seme ha radice e fibra e fusto. Siamo con esattezza qui, tra Einstein e Proust: i
l tempo non esiste.
Esiste solo l’atto del misurarlo.
Esiste il nostro modo irripetibile di percepirlo, di smarrirlo e di ritrovarlo.
Ci sono dis-unità di misura del tempo differenti e non univoche per ogni singola identità e storia.
Ci sono dis-unità che dicono la nostra vita e ne tracciano lo scorrere molto meglio dei giorni, e ne tarano il rimanere avvinghiata attorno oggetti e sentimenti vischiosi con maggiore precisione dei minuti secondi.
Al di fuori di noi, il tempo non ha senso.
Allora tutto sta adesso nelle vostre volontà. Con la piena correità di Cybbolo e la grazia grafica di Blulu, è stato approntato codesto blog A-Tempo, che è iniziativa atemporale, ritmica, esplosiva e determinata.
Lasciate traccia sui vostri blog, se lo volete, del vostro personale modo di percepire e misurare il tempo, passando parola circa l’iniziativa. Sul blog A-Tempo verranno pubblicati, con autore e link, tutti i post segnalati (nei commenti qui o là), così da creare una collezione collettiva di dis-unità di misura.
Il mio contributo, riciclando in edizione rivista quanto già detto, viene qui al seguito:

In un modo solamente conosciamo la realtà del mondo: nell’atto del raccontarlo. Sono le parole a costruire vite e luoghi. E i loro tempi.
Le parole ci dicono, e dicono noi.
Abbiamo inventato occasioni e sistemi per misurare il tempo, e non abbiamo ideato nulla per calibrare le parole che segnano, ben più del tempo, il nostro trascorrere. Eppure dovrebbe ben essere possibile, per strada, avvicinare uno sconosciuto e domandargli civilmente
Per cortesia, saprebbe dirmi quante parole sono?
Quegli leggerà il marchingegno che porta al polso, e
Mancano ottanta a diecimila
Allora ho da sbrigarmi. Le parole mi sono proprio volate, questo dì.

Aggiornamento sul tempo di:
Malos Mannaja
Baccarat

affrancato e spedito da Effe | 00:56 | commenti (81)

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