Il tempo della blogsfera
Non era un esperimento, il blog a-tempo.
Era un’esigenza.
L’esigenza di essere Rete.
Perché la dimensione della Rete, l’unica che può scuotere una certa torpidezza in cui a volte la blogosfera s’avviluppa e si specchia, è quella plurale e collettiva.
La Rete o è un insieme, o non è.
La Rete o è un noi, o è niente.
Qualcuno ha domandato perché il tempo dell’iniziativa a-tempo sia stato così limitato, lasciando fuori numerosi contributi tardivi.
Al di là del fatto che, in Rete, nulla è fuori e tutto è qui, io dico invece che è stato un tempo infinito.
Cinque giorni.
Potete immaginare quanti post sono stati scritti in cinque giorni, sui soli blog di splinder?
E in tutta la blogosfera italografa?
E nei blog di tutto il mondo virtuale e senza confine?
Centinaia di migliaia.
Un milione di post.
Avete avuto tempo un milione di post.
Omero, per scrivere l’Odissea, ne ha certamente impiegato di meno.