URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

lunedì, marzo 10, 2008
Dal profondo del nero del mare
prima parte
 
Aprì la finestra, che affacciava ripida sul vicolo, e il buio compresso della stanza rotolò fuori, gocciolando dal davanzale lungo grondaie e stenditoi fino ad allagare intero il selciato. Così Cinto faceva esistere ogni volta la notte.
Visto dalla sua camera sottotetto, il piano mosso della strada, venti metri di vuoto più sotto, s'increspava scuro, con le ultime chiazze di vita – una voce, il riflesso d’un vetro, un passo lungo in fondo al vicolo – che ne rompevano la superficie.
Al di sotto del cortile e della strada, la casa affondava la chiglia per trenta metri ancora, quattro piani di stiva sotterranea che un tempo era stata ghiacciaia e stallaggi. Oggi la casa sommersa era una rimessa per i carretti di ambulanti che facevano mercato nella piazza grande. Quando ancora l’ammasso del cielo, steso tra un tetto e l’altro, non era ruotato verso il mattino, i carretti venivano trainati a forza su per quatto piani di rampe lastricate fino a emergere dalle gallerie, per galleggiare finalmente in strada e lungo la debole discesa al mercato.
Ma al di sotto del selciato e del giorno, nel buio delle gallerie, c’era anche chi viveva là una vita di poca aria e nessun colore. Da laggiù era venuto il bambino, mai visto prima d’allora, e da sette anni invece era in fondo a quei cunicoli. La madre non gli aveva rivolto parola mai, né lo aveva rivelato ad altri; soltanto lo circondava, nascosto nel ventre di tufo e come mai nato, d’ogni sorta di volatile da gabbia, uccelli a decine che riempivano le volte mattonate di canti e volo stento. Il bambino così sapeva il mondo, solo fatto di trilli e sbattere inutile d’ala, anche lui legato con catena lunga alla caviglia a una sedia pesante.
Con la madre poi scomparsa da tre giorni, il bimbo era salito per la prima volta in strada trascinando dietro catena e sedia, senza arrendersi per istinto alla fine degli altri uccelli, che nelle gabbie non volavano già più. Al piano della via si era però spaurito: troppa luce agli occhi, troppo mondo improvviso e grande. Lo avevano raccolto magro e rannicchiato in un angolo del portone, tutt’uno con catena e sedia. Per prenderlo gli avevano spezzato quasi le braccia fragili, mentre le agitava trillando a imitare volo e fuga per difesa da tutte quelle mani.
Domani verranno a prenderlo, al mattino, un ospedale, un istituto, qualcuno, lo studieranno, già si moltiplica nei vicoli la notizia del bimbo-uccello, del bambino che non parla, che non è umano, gli metteranno aghi forse nel cervello, faranno esperimenti, lo esporranno nelle mostre e dentro ai libri, e ci saranno ancora mani e gabbie. Questo pensava Cinto dopo aver creato la notte dalla sua finestra all’ultimo piano.
Non sapevano a chi darlo, il bimbo, finché il mondo non lo avesse reclamato, e l’avevano affidato a lui, lassù nel sottotetto.
Tu lo sorvegli, avevano detto, Non esci di casa, avevano detto, Ci stai attento.
Da quattro anni Cinto non aveva altro mondo che quei tetti, e altro compito che l’inizio di ogni notte. Si muoveva nell’unica stanza spingendo ruote di ferro al posto delle gambe, dopo che uno dei carretti, tirato su per le rampe della casa sotterranea, aveva rotto i freni schiantandogli vita e schiena.
A volte quell’altezza misurata a coppi gli dava stordimento, quel muoversi oscuro della strada increspata lo chiamava, aprendosi in onde calme di acciottolato. Cinto soppesava il vuoto, considerava il salto, lo scorrere rapido dei muri davanti ai suoi occhi, il liberarsi infine.
Poi stringeva le ruote di ferro fino a farsi bianche le nocche, fino a non sapere più dove aveva termine l’incagliarsi dell’anima e dove iniziava il dolore della carne. Resisteva così, ancorato alla sedia, finché la luce nuova raschiava via la notte dal profondo del nero del mare.
 
fine prima parte

affrancato e spedito da Effe | 08:38 | commenti (17)

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