Questo o quello, per me pari sono
Il guaio è che abbiamo perso il senso della gradualità.
Siamo ormai assuefatti a riassunti di sensazioni, abstract di emozioni, sintesi di stati d'animo prêt a porter.
Così come progessivamente si riduce il nostro vocabolario (500, 600 lemmi?), allo stesso modo si assottiglia la nostra capacità di analisi e di giudizio.
Uno scribacchino che non commetta errori sintattici troppo marchiani assurge subito al rango di genio.
Un travet che sproloqui di politica diviene subito un opinion leader.
Non è così, mi pare, che dovrebbero andare le cose.
Io posso provare simpatia per una persona, oppure esserne innamorato.
Non è la stessa cosa.
Posso sorridere per una facezia, o riderne tanto da rimanerne soffocato.
Non è la stessa cosa.
Posso condividere un'idea, oppure esserne entusiasta.
Non è la stessa cosa.
Per Giuliano Ferrara, invece, la maggioranza di governo può essere perfetta oppure cialtrona.
Lui magari protesta un po', ma poi continua a dirigere l'organo ufficiale dell'agiografia berlusconiana.
E' la stessa cosa.
Ah, dimenticavo: oltre alla gradualità, anche di coerenza non che ce ne sia poi in così gran copia.