Anche i blogger hanno un volto.
Magari due.
La prima regola dell'incontro tra blogger è che poi non si parla dell'incontro tra blogger.
Poi, d'accordo, nella blogosfera non si contano più le eccezioni.
Io però son di quelli che le regole innanzi tutto.
Nei giorni pari.
Oggi però è dispari, e quindi non so.
Facciamo che lo dico, ma poi lo nego anche, così la forma è salva.
Gli è che ieri avevo appuntamento con un Noto Blogger che, per questioni di privacy, potremo chiamare con il nome di, vediamo un po', massì: Noto Blogger.
Ecco.
Ci si intenda: non uno di quelli che hanno un blog diaristic-giovanilistic-ombelicale.
No, no.
Parlo dello Scrittore Maledetto Virato Autoironico.
Uno che, sul suo blog, fa scrittura, mica cotica.
Uno che, anche quando parla, gli si sentono nella voce apostrofi ed elisioni.
Del Noto Blogger non conoscevo le fattezze fisiche né il nome al secolo; capirete la mia apprensione circa la possibilità di riconoscerlo tra la folla evitando brutte figure.
Chi ha seguito Herzog fin dai suoi esordi - ah, lasso! - ricorderà forse come andarono le cose, quando mi apparve nientemeno che Don Gonio. Essendo quello il segnale convenuto per il riconoscimento, zufolai nelle Trombe di Eustachio di un distinto signore, che trovavasi nel luogo d'appuntamento, una versione jazz-house-punk della Marsigliese, con foga e volume crescenti, finché il distinto summenzionato non scappò ululando e tacciandomi di pazzia (oltre che d'essere stonato).
Dati i precedenti, l'attesa per l'incontro con Noto Blogger mi aveva comprensibilmente snervato.
La sera precedente l'appuntamento avevo sognato di individuare a colpo sicuro Noto, per poi accorgermi che le lentiggini, le lunghe trecce e- soprattutto - il nome Helga non rientravano affatto nelle caratteristiche che supponevo appartenere a Blogger.
A quel punto mi ero svegliato di soprassalto, zufolando la Marsigliese (ci sono cose, nella vita di un uomo, che tendono a ricorrere nei momenti importanti).
Ieri è arrivato dunque IL giorno.
Giungo al Caffé Rossini con puntualità mediamente svizzera (nel senso che io sono arrivato leggermente in anticipo, Noto Blogger leggermente in ritardo; facendo una media, siamo stati precisissimi).
Nei pochi minuti d'attesa, sbircio all'interno del locale. Due interessanti personaggi, alternativi quanto basta, ricambiano il mio sguardo. Mi sento quindi incoraggiato ad entrare, e a rivolgere loro la fatidica domanda (riporto testualmente):
Per caso uno di voi due, nei momenti di follia, si fa chiamare Noto Blogger?
Lo sguardo dei miei interlocutori si fa interrogativo anzichenò:
Come hai detto, scusa?
Sì, dico, uno di voi è noto alla carboneria come N. B.?
Il loro sguardo passa ad una modalità perplessa. Negli occhi leggo chiaramente le seguenti ipotesi:
1) Ci vuole vendere un'enciclopedia
2) Adesso proporrà una colletta pro San Patrignano
3) Sono solo le diciotto e trenta, ed è già ubriaco.
Mentre mi scuso per l'evidente errore e indietreggio inchinandomi deferente, i figuri mi domandano il perché della mia richiesta.
Balbetto quelche confusa spiegazione:
No, è che devo incontrare una persona che non ho mai visto prima, di cui non conosco né faccia nè nome. So solo che, in certe particolari occasioni, si fa chiamare Noto Blogger.
Il loro sguardo passa dalla modalità perplessa allo stadio di netta, nettissima disapprovazione. Ora le opzioni diventano:
1) Ma gli scambisti di coppia non si ritrovano solo di notte?
2) Certo che una volta gli spacciatori avevano maggior fantaasia
2) Sono solo le diciotto e trenta, ed è gia MOLTO ubriaco.
A risolvere la situazione, per fortuna, è l'arrivo di Noto Blogger. E' lui a salvarmi, e per questo avrà la mia sempiterna gratitudine.
Ecco, io mi fermo qui, ché la regola m'impone di non dire altro.
Ed è un peccato, perché invece vorrei raccontarvi che questo incontro, per me, ha avuto significato.
E vorrei dirvi che di fronte a me, mentre parlavo con Noto Blogger, ho visto chiaramente non una, ma due persone: Arsenio, certamente, e senza dubbio anche Bravuomo, e tutti e due presenti con eguale intensità.
Ma ci sono cose che si possono riferire, e altre no.
E' la regola.
La verità, tutta la verità, non può esser detta.
Ma, in fondo, che importanza ha?
Nulla è vero.
Nulla è falso.
Tutto è blog*.
* (lo so, questo è un caso pietoso di incontinenza autocitazionistica. Me ne vergogno. Sapete, dev'essere l'età)