URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

martedì, aprile 27, 2004

L'Idiota
(mica quello di Dostoevskij)

E’ una cosa che non consiglio, davvero.
Addormentarsi mentre si legge il giornale a letto, con una foto del ministro della giustezza Saltelli (copirait primordiale) che occhieggia vispo (d’accordo, è un momento di alto umorismo) dalla pagina aperta.
L’intera notte funestata da incubi: il D.G. della Rai Cattaneo che rincorre e prende a calci l’Annunziata che rincorre e prende a calci Bonolis che rincorre e prende a calci Renato Bilancia che rincorre e prende a calci me).
Al mattno, poi, cerchio alla testa, fiatone e un persistente dolore al fondoschiena.
Lo sai già che, in queste occasioni, il malumore è assicurato fino a sera.
Questa è la tua Giornata Nera periodica.
La cosa potrà anche rimanere entro i canoni della sopportabilità, se avrai la ventura di non incontrare l’Idiota, il Mefitico Individuo, quello in grado di assestarti il colpo finale con la sua molesta presenza.
Certo, dovrai essere molto, molto fortunato, per riuscire a evitarlo.
Ma non lo sarai.
Oggi è la tua Giornata Nera, ricordi?
Oh, non potrai dimenticarlo, stai pur certo.
Pazienza per la tazzina di caffè, ne prenderai un’altra al bar; la cosa seccante è quella macchia di pura miscela arabica sulla camicia pulita.
Se ancora non stessi pensando al conto della tintoria, forse non avvieresti la moto con la catena ancora inserita nella ruota anteriore. Adesso c’è quello strano rumore nel freno a disco, specie quando curvi a destra.
Se non ti fossi distratto a pensare al conto del meccanico, forse avresti visto il vigile che, con fare clandestino, pencolava dietro l’angolo, quando hai svoltato con il rosso.
Se non fossi stato assorto nel conteggio dei punti che ti ruberanno dalla patente, forse non avresti posteggiato distrattamente la moto proprio nel luogo dove un elefante incontinente aveva poco prima risolto i suoi problemi di vescica.
Ma, in ogni caso, ora sei al bar sotto l’ufficio, e pregusti il piacere solitario del caffè espresso in tazzina calda.
Ma no, non sarà possibile.
Si avvicina, è lui.
L’Idiota.
Forse te n’eri scordato, che questa è la tua Giornata Nera?
Ah, no, lo ricordavi benissimo, bravo.
Quanto tempo passerà, prima che l’idiotissimo avventore inizi a sproloquiare? Scommetti che saranno tre secondi?
Uno, du…

- Bella giornata.
Hai perso anche la scommessa con te stesso.
- Dicevo, bella giornata, eh?
- Questo lo dice lei, e ricordi che se ne assume tutte le responsabilità
- Uh, addirittura! Ah, senso dell’umorismo, vero?
- Prossimo allo zero. Il suo, intendo.
- Beh, comunque dice che la primavera...
- "Dice " chi? Sia più preciso.
- ...è finalmente inziata.
- Fantastico, ora torno subito a casa e stappo il magnum di Berlucchi.
- La natura si risveglia, i fiori, le api...
- Attento allo shock anafilattico
- Ma che fa, porta jella?
- Devo limitarmi a sperare, purtroppo.
- Però è vero, per chi soffre d’allergia non è un bel periodo.
- Eliminando i chiacchieroni si starebbe già meglio.
- Ah, sono d’accordo con lei.
- E allora mi dissocio io.
- Ma scusi, lei è sempre così scorbutico?
- Macché, solo nei giorni dispari, e con gli individui petulanti, seccanti, molesti, inopportuni e con gli occhi azzurri.
- Ah, ma io mica ce l’ho, gli occhi azzurri!
- Lo so, ma dacchè risultano comunque soddisfatti tutti gli altri requisiti, per lei ho fatto un’eccezione. Fortunato, eh?

E' che io son così: faccio il duro ma, in fondo, son generoso d'animo.














































affrancato e spedito da Effe | 11:23 | commenti (11)

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