Miracolo a Milano (provincia)
ovvero
Visione mistica postprandiale
(la porchetta mai più)
D'improvviso appare lui, circonfuso di cirri e cumulonembi a strati.
Sguardo mesmerico.
Sorriso maliardo.
Sembra quasi alto.
No, i capelli, quelli no, ma comunque.
Io sono il premier tuo! - ruggisce. - Non avrai altro premier all'infuori di me!
Ah, ecco. E per quanto tempo ? - domando io.
Per l'eternità! - tuona lui.
'Azz, che fortuna.
Vabbé, si fa in fretta a dire premier.
Qualche effetto speciale, qualche trucco in postproduzione, un po' di photoshop, et voilà.
Anche il mago Othelma, nel suo piccolo...
Ma io faccio miracoli!
Ah, bene, bene, il miracolo fa sempre la sua brava figura.
E dimmi, quali miracoli sai fare? Dividi le acque?
No.
Resusciti i morti?
Macché.
Allora, forse, moltiplichi pani e pesci?
Neppure quello.
Beh, andiamo male, sai? Non è che resti molto altro, in repertorio. Insomma, tu che sai fare?
Allora egli si racchiude in preghiera e poi - meraviglia! - con la sola imposizione delle mani blocca per un attimo il Sole.
Poi, le rotative riprendono a girare.