Specchi quotidiani
Sono un uomo incostante.
Un uomo non affidabile, insincero.
Non si presti fede a ciò che affermo -neppure ora, signori, neppure ora!
Mi atteggio per posa, divago laterale e inquieto.
Non è dato che pensi davvero ciò che scrivo, e neppure - se ne gradite di più la prospettiva - che scriva ciò che penso in realtà.
Tendo, spasmodici, sinapsi e nervi a dimostrare necessarie cose che rifuggo.
Pungolo e sprono ogni debole cavillo per affermare l'opposto del mio pensiero.
Ma non è, la ragione di questo, menzogna o esercizio di facile equilibrismo retorico.
Ristà infatti la consapevolezza di come sia possibile, e quanto probabile, che un giorno arrivi a pensare quel che ora, pur aborrendolo, sostengo.
Questa è dunque la verità.
Consideratele, le mie, affermazioni preventive di quanto, forse, un tempo non prossimo penserò.
E considerate se fededegno sia codesto uomo, che pretende d'essere creduto quando afferma al contempo di dover mentire.