URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

mercoledì, giugno 23, 2004

Animalista a chi?
(memorie da un soggiorno mitteleuropeo)

Viviamo in tempi grami.
Sissignori.
E' il tramonto della civiltà, quando gente come Iva Zanicchi va al Parlamento Europeo a cantare a rappresentare l'Italia.
Verrebbe voglia di chiedere asilo politico all'Inguscezia, e con questo è detto tutto.
Nelle epoche buie vien fatto naturale di rivolgersi al passato, vagheggiando presunte età dell'oro.
Ma la fuga dal presente omette spesso importanti verità storiche.
Certo, comprendo chi lacrima di nostalgia per il secolo dei Lumi, della Ragione, delle Idee.
Un tempo si faceva voto d'indagare la realtà, oggi si vota il reality show.
Ma anche nel passato il consesso umano era perseguitato da pericolose calamità.
No, non mi riferisco alle epidemie incurabili, allo sfruttamento del lavoro minorile, alle condizioni della servitù della gleba.
Intendo riferirmi al cavallo.
Sissignori.
Il cavallo è stato per secoli il peggior nemico dell'uomo.
Dico davvero.
Chiunque, ad esempio, abbia dormito anche una sola notte in una casa del centro storico di Vienna, può comprendere quel che affermo.
Ancor prima che il gallo canti, l'acciottolato delle strade all'interno del Ring  viene impietosamente martellato dallo szoccolare asincrono dei diabolici quadrupedi che trainano i fiaker.
Ed è un suono, quello, che distrugge giorno dopo giorno il sistema nervoso, causa danni epatici irreversibili e una menomazione grave dell'apparato uditivo.
Non c'è da stupirsi che, in passato, gli uomini fossero di carattere notoriamente irascibile.
Avevano le loro buone motivazioni.
Così si spiegano rivoluzioni e guerre sanguinose.
Con il cavallo.
Sissignori.
Qualcuno obbietterà - c'è sempre qualcuno che obbietta: Ma fa più rumore un moderno autoarticolato Scania turbodiesel a diciotto assi lanciato ai 220, che una pariglia di lipizzani.
Non discuto.
Però nel centro di Vienna l'autoarticolato non entra, mentre il tiro a due sì, dannati ungulati.
Che poi, i libri di storia non lo riportano chiaramente, ma il fatto che la parabola equina si sia conclusa, in epoca contemporanea, presso qualche macello abusivo del casertano, rappresenta a mio giudizio una vendetta trasversale ampiamente giustificata.




























affrancato e spedito da Effe | 10:37 | commenti (25)

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