URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

mercoledì, luglio 21, 2004

[prosegue]

Post sotto l'ombrellone 2.2
Il mondo ai tempi delle partenze intelligenti
(amarcord)


Il tavolino, con relative sedie in tinta, serviva per le soste in autostrada, durante le quali ci si rifocillava dalle fatiche del viaggio.
La dieta-tipo, durante la transumanza, si basava su un pasticcio di cozze al pepe farcite di melanzane alla parmigiana lasciate preventivamente frollare in un bagno di verdurine e Barolo (unica concessione alla cucina locale).
Il tutto veniva stoccato in un enorme contenitore-frigo-tipo, in plastica arancione con coperchio ermetico bianco.
Il contenitore occupava da solo l'intero bagagliaio della 127.
Da qui l'esigenza di posizionare le valigie sul tettuccio della macchina.
Purtroppo, il frigo era assolutamente inadatto a scopi di conservazione sotto il sole di agosto, e la pietanza fermentava all'interno della plastica fino a venirne brasata (che poi, per il Barolo, era la morte sua).
Al di sopra del tavolino pieghevole venivano quindi accatastate in forma piramidale una serie innumerabile di valigioni in finta pelle, che contenevano tutto il guardaroba della famiglia, compreso il cambio invernale, che non si sa mai.
L'intero manufatto veniva poi avvolto in ampi lenzuoli di nylon, gli stessi utilizzati nella primavera appena passata per proteggere i pavimenti della casa-tipo in occasione della ritinteggiatura dei soffitti.
Durante la marcia, l'involucro si enfiava a causa dell'aria, e l'agglomerato lamiera-similpelle-nylon assumeva le sembianze di un mini pallone aerostatico che volava ad altezza suolo.
Alle tre in punto, nell'automobile ormai ridotta a raschiare l'asfalto con il proprio fondo a causa del peso, veniva indi stipata la famiglia-tipo del viaggiatore-tipo.
La famiglia di Salvatore era composta, oltre che da lui stesso, dalla di lui legittima consorte, dalla madre di quest'ultima - e contemporaneamente suocera del primo -, e da tre incontenibili bambine, partorite in rapida successione alla ricerca dell'erede maschio.
Per anni mi sono interrogato sulle sorti del nonno, mancante all'appello.
Inizialmente, avevo concluso che il vecchietto venisse puntualmente dimenticato a casa.
Sempre meglio che in autogrill, comunque.
Più tardi ebbi modo di leggere le statistiche sull'aspettativa di vita degli uomini, rispetto a quella delle donne, e mi scordai definitivamente del nonno.
Sei passeggeri, all'interno di una 127, risultavano in effetti un po' strettini.
Posto per tutti non ce n'era.
Per ovviare all'inconveniente, per l'intera durata del viaggio (circa 48 ore) la piccola della famiglia veniva palleggiata alternativamente tra le braccia della nonna, della sorella maggiore, della madre e anche del guidatore.
A causa del continuo movimento circolatorio, la piccola soffriva di mal d'auto indotto.
Era l'unica persona di mia conoscenza in grado di vomitare anche durante un rettilineo.
Alla fine della preparazione, con un gran ansimare di pistoni e struggimenti di marmitta lungi dall'essere catalitica, la 127 Panorama si metteva in moto in direzione sud.
Ogni volta, la riuscita dell'impresa veniva giudicata dalla popolazione del quartiere come un miracolo non spiegabile con canoni scientifici.
Il contro-contro-esodo intelligente avveniva poi con le stesse modalità della partenza.
Il ritorno in città della 127 era come una rondine che annunciava i tre turni ai cancelli della Fiat Mirafiori.
Un certo anno, anch'esso collocato in prospettiva meta-storica, la famiglia-tipo fece ritorno senza la nonna.
Versammo tutti una lacrima per la vecchietta (che, peraltro, nessuno conosceva bene, perché veniva esposta in pubblico solo due volte l'anno, alla partenza per le vacanze e al ritorno).
Ma ben presto fummo messi a conoscenza della verità.
La vegliarda, per il ritorno dal paesello, aveva preteso, se non in aereo, di viaggiare almeno in treno.
Prima classe.
Aria condizionata.
Posto letto.
Vagone ristorante.
Era stata la prima a intuire finalmente il significato della misteriosa formula partenze intelligenti.





































affrancato e spedito da Effe | 10:58 | commenti (10)

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