Amarcord
ENDECASILLABI IMPERFETTI
PER CHI ABITA QUI
(e no, un blog ancora non ha)*
La prima luna portò qui tempesta
A dissetare campi di pietrisco,
E la seconda, d'ombra di foresta,
Portò spezie e cuor di basilisco.
Con la terza, poi, felini e tigri,
Ad avanzare con più ampi passi,
Sguardo attento, movimenti pigri,
Alle mie spalle ovunque io andassi.
E poi più tardi, con la quarta luna,
Ai nostri piedi fu la sua saggezza
Il nuovo dono, e poi la fortuna
Di dire cose con più leggerezza.
La quinta luna fu però calante,
E poi nascosta fin ad esser nera:
Al buio cielo fu per noi lampante
D’esser perduti quando lei non c’era.
Ma poi più viva, come un canto nuovo,
E così bella come lei nessuna,
Ed improvvisa come fosse tuono,
Spuntò dal monte: fu la sesta luna.
E con la settima, l’ottava e nona
– E qui il ritmo diventò ternario –
Agl’occhi nostri apparì icona
D’un ampio uso dell’immaginario.
Come la vela che attende vento
Ora si specchia in qualche laguna,
E già la notte dice dell’evento
Che porterà qui la futura luna.
Herzog, 25 giugno 2003, h 9.08 - Affrancato e spedito da Effe
(qui il post originale ed i relativi commenti)
*NdC: poichè alcune cose non cambiano, ma altre sì (e ne siamo lieti), nel frattempo il blog è stato aperto... qui