URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

martedì, settembre 21, 2004

Le interviste imponibili
(soggette a tassazione separata)

Gentili lettrici, valenti lettori, e maniaci d’altra specie,
siamo lieti di pubblicare quella che, se non è l’intervista del secolo, è forse è la seconda in ordine d'importanza, subito dopo quella di Flavia Vento.
Grazie ai nostri contatti (si parla di un altissimo prelato) siamo riusciti ad ottenere un’intervista in esclusiva con l’uomo più invidiato del momento.
No, non si tratta di Briatore.
Stiamo parlando, nulla di meno, del dott. Dio.
Ecco, siamo ora in procinto di entrare negli studios della Città Celeste, dove ci attende l’illustre ospite.
E’ sera, e scintillano da vicino le stelle dell’Orsa Maggiore, che si scoprono essere in realtà delle insegne al neon di noti ritrovi della movida locale.
Veniamo fatti accomodare in un immenso ufficio, arredato con sobria eleganza.
C’è, invero, anche una libreria di probabile provenienza Ikea, il che sta a dimostrare che gli svedesi non li ferma proprio nessuno.
Sulla scrivania a due piazze, un porta incenso made in Taiwan emana effluvi di sandalo.
Adesso lui entrerà, lungocrinito, biancobarbuto e fulgido nell’augusto aspetto.
Si fa avanti, in effetti, un ometto piccolino, tarchiatello anzichenò, dai tratti schiettamente mediterranei, che indossa una tuta da metalmeccanico con la dicitura Italsider.


Dio - Felicissima nottata.
Intervistatore - Ehm, buona sera anche a lei, signor…?
Dio - Dio, per servirla.
Intervistatore - Ah. No, mi scusi, è che a volte uno si fa un’idea, e poi...
Dio - Ma lei ancora dà retta alla pubblicità? Quelli sono i creativi: e ci vuole un’immagine appropriata, e la comunicazione è importante, e tanto chi vuoi che se ne accorga… La cosa vi crea dei problemi?
Intervistatore - A noi? Per carità, ci mancherebbe. Allora, possiamo iniziare l’intervista?
Dio - D’accordo, però facciamo presto, che poi ho il miracolo delle 22.00, mica posso far aspettare le persone.
Intervistatore - Più che comprensibile. Allora, dottor Dio, lei è onnipotente e giusto, non è così?
Dio - Giusto.
Intervistatore - Sì, appunto dico, lei è giusto, non è così?
Dio - Giusto.
Intervistatore - E’ quello che sto dicendo, lei è…
Dio - Ho capito! Non sono mica sordo. E poi sono anche onnisciente, tanto per darle un’idea. Dicevo giusto, nel senso di sì, è così.
Intervistatore - Mi scusi, avevo equivocato.
Dio - La perdono, fa parte del contratto.
Intervistatore - Quale contratto?
Dio - No, no, nulla.
Intervistatore - Dicevo: se lei è giusto e onnipotente, come mai permette che questo mondo sia così disastrato che neppure Kabul dopo le bombe intelligenti?
Dio - No, è che, di cui, la quale...
Intervistatore - Non ho capito, mi scusi.
Dio - Il libero arbitrio, l’autodeterminazione…
Intervistatore - Non la seguo.
Dio - Senta, non è colpa mia, io faccio quanto prevede il contratto.
Intervistatore - Ma quale contratto, insomma?
Dio - Beh, veda, io in realtà non sono proprio Dio.
Intervistatore - A-ha! Lo dicevo io. Eh! Non ha la barba, non ha la chioma fluente, non ha neppure la tunica bianca! E si può sapere chi è lei, se non è Dio?
Dio - Il suo sostituto interinale.
Intervistatore - Hai capito! E dov’è, il titolare?
Dio - E che ne so? A me ha detto: Qui c’è l’occorrente per i miracoli, qui c’è la chiave del frigo bar. Il telefono è a gettoni, ma comunque non funziona. E poi è sparito. Io qui faccio quello che posso, però capisce che più di tanto…
Intervistatore - Immagino, immagino. E dica, come si trova, a lavorare in qualità di Dio?
Dio - Mah, all’inizio era anche divertente. C’è sempre un sacco di gente che ti chiama, sei invitato a tutti i matrimoni, alla domenica poi è sempre festa. Però, alla lunga, stanca. Mai un attimo di riposo, e Dio di qua, e Dio di là, e sistema mio cugino al municipio di Casoria, e fammi vincere al totocalcio, e fai venire le verruche a quella svergognata che fa gli occhi da triglia a mio marito… E anche quell’altro, che mi aveva chiesto di fargli trovare le armi in Iraq. Ma posso ricordarmi di tutto, che qui non c'è mai nessuno che mi aiuta? E così, ho fatto trovare le verruche in Iraq, e la svergognata ora guida l’amministrazione di Casoria a capo di una lista civica.
Intervistatore - E quella cosa del totocalcio?
Dio - Eh, avevo aggiustato un paio di partitelle, ma mi hanno subito beccato. Tutta colpa del marito della Ventura.
Intervistatore - Ma la pagano bene, almeno?
Dio - Via, non c’è male. Mi retribuiscono in bond Parmalat e in azioni della Ponte sullo Stretto Spa.
Intervistatore - Ah. Lei è da un po’ che non viene in Italia, vero?
Dio - Perché, dovrei?
Intervistatore - Sss-no, forse è meglio di no. Di casini ne abbiamo già abbastanza così.




















































affrancato e spedito da Effe | 13:22 | commenti (18)

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