Se ero ricco
Se ero ricco facevo una meglio vita.
Se ero ricco ero bello e intelligente, che tutto lo puoi comprare quando tieni i soldi, e non sono i soldi che tengono te, per la gola.
Se ero ricco, non m’imparavo un mestiere come questo, che fai l’asfalto dell’autostrada ad agosto, e la gente che passa intanto che va in vacanza t’insulta perché c’è il cantiere che li rallenta e c’è la coda, e al primo che passa lo spieghi che stiamo lavorando per voi, al secondo anche, al terzo gli ricordi il mestiere che faceva sua madre, mica stiamo a divertirci, qui.
No, se ero ricco m’imparavo un mestiere pulito, non che ogni sera sotto la doccia ti devi seppiare la pelle con la pasta abrasiva per strappare il catrame.
Se ero ricco facevo un mestiere di quelli con la camicia, e la cravatta anche, si capisce, che non ti sporchi e non devi nemmeno cambiarti tutti i giorni, anzi sì, perché se ero ricco la camicia la cambiavo anche due volte al giorno e la buttavo via senza neanche lavarla, che tanto ne comperavo subito un’altra, e poi andavo in autostrada con la mia camicia nuova, e la cravatta anche, si capisce, e dalla macchina facevo le corna al capocantiere, perché è un infame che ci sfrutta. E quando la macchina finiva la benzina mica andavo dal benzinaio, no: la buttavo via e ne compravo un’altra, una nuova, come per la camicia, e anzi, già che c’ero le compravo in tinta, auto e camicia, e la cravatta anche, si capisce.
Se ero ricco facevo le scuole alte, e tutti mi davano dei bei voti, perché ero ricco, mica si può bocciare uno ricco, al massimo si può bocciare un povero, che tanto sarà sempre bocciato anche nella vita, tanto vale abituarlo da subito, così poi non si trova neanche tanto male.
Se ero ricco avevo gli amici, perché è pieno di gente che vuole fare l’amico di uno ricco, anche se magari non è amico per davvero, fa solo finta, ma intanto ti tiene compagnia, e la sera non sei solo che ne bevi altri due o tre così puoi parlare anche da solo e sembra che c’è qualcuno in casa.
Se ero ricco trovavo anche l’amore, e se non lo trovavo lo compravo, ma tanto secondo me lo trovavo di sicuro, perché se ero ricco avevo tutte le fortune.
Se ero ricco non nascevo figlio di NN, che non mi è mai piaciuto esserlo, fin da quando ero all’istituto e facevo finta che ero un principe figlio di un re che domani veniva a prendermi e mi portava via da quel posto, domani, domani, mica oggi, non piangere se oggi non è venuto, viene domani, vedrai, così poi sei felice e di notte non ti devi più nascondere sotto al cuscino per non far sentire agli altri che chiedi perché, e non sai nemmeno a chi.
Se ero ricco nascevo in una famiglia ricca, con i genitori e i parenti e tutto, tutti ricchi, tutti felici, perché ai ricchi cosa manca per essere felici.
Se ero ricco mio padre era ricco anche lui, era un uomo potente e forte, e ricco, ma questo l’ho già detto, mi sembra. Magari non era un re, che oggi quelli ricchi sono altri, magari era un imprenditore, uno che ci aveva le televisioni e i giornali e tutto, uno che faceva anche il politico e poi alla fine riusciva addirittura a diventare presidente del consiglio.
A ben pensarci, tutto sommato è pur sempre meglio figlio di NN.