URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

lunedì, novembre 22, 2004

Il nuovo che ritorna

A sostituire il ministro degli affari esteri Frattini, approdato alla Commissione Europea, il Gran Consiglio chiama alla Farnesina il giovane Galeazzo Ciano.
Il maresciallo d’Italia Biondoglio bussa alla stanza del premier Silvio B. per la presentazione ufficiale.

Biondoglio – Silvio, posso disturbarti?
Silvio B. – Proprio adesso? Sto facendo merenda.
Biondoglio – Scusa, scusa. Guarda che hai le labbra sporche di Nutella. Senti, qui fuori c’è Galeazzo, Lo faccio entrare?
Silvio B. – Oh sì, dai! Ah, carissimo, entra pure. Che piacere incontrarti. Mi ricordo ancora quelle tue fantastiche telecronache delle gare con gli Abbagnale. Cinquanta metri! Venti metri! Dieci! Campioni del mondo! Un vero classico.
Ciano – Cavaliere, lei equivoca. Io sono un altro uomo.
Silvio B. – In effetti, sembri proprio un altro. Sei secco secco. A quei tempi parevi un facocero con la gotta.
Ciano – No, Eccellenza, lei mi confonde con tale Galeazzi. Io invece faccio, e di nome, Galeazzo.
Silvio B. – Un Galeazzo solo? Un Galeazzo single, diciamo?
Ciano – Esattamente.
Silvio B. – Bé, allora è ovvio, quando siete tutti in branco avete un’altra stazza. E dimmi, ti occupi sempre di canottaggio?
Ciano – Ma veramente io non... d’accordo, lasciamo andare. Piuttosto, Eccellenza Cavaliere, avrei da avanzare alcune richieste, nella mia veste di ministro degli esteri.
Silvio B. – Vuoi un po’ di punti Mille Miglia?
Ciano – No, vorrei trasferire la sede del ministero a Predappio.
Silvio B. - Predappio, Predappio... questo nome non mi è nuovo. In geografia andavo forte, alle serali
Biondoglio – Era in storia che non...
Silvio B. – Come dici?
Biondoglio – Chi, io? Non ho parlato.
Silvio B. – E dimmi, Gal, perché vuoi trasferire il ministero, Roma non ti piace?
Ciano – Come no, anzi, ha un fascino, come dire, fatale. Ma a Predappio non c’è il problema dei parcheggi, che qui per poter andare in ufficio al mattino bisogna girare ore e ore, con grave nocumento per la produttività
Silvio B. – Eh già, poi voi Galeazzi siete tanti, avete bisogno di spazio. Per me va bene, andate pure a Predazzo.
Ciano – Predappio, Cavaliere. E poi, vorrei dotare i dipendenti del ministero di un vestiario consono. Pensavo a camicie in tinta unita.
Silvio B. – Facciamo un bell’azzurro?
Ciano – Veramente pensavo a un colore scuro, che vada bene per le cerimonie.
Silvio B. - Hai ragione. Fumo di Londra?
Ciano – Ma perché tutta questa esterofilia? Facciamo un bel nero nostrano, e non se ne parli più.
Silvio B. - Massì, che fa subito elegante. C’è altro?
Ciano - Per ora no. Adesso, olio di ric... di gomito e pedalare, per ridare alla Patria il lustro che le appartiene.
Silvio B. – Bravo, ben detto! Se tutti i miei ministri fossero come te, al potere ci resteremmo per altri dieci anni.
Ciano – Almeno per un ventennio, Cavaliere. Ora mi permetta, io andrei.
Silvio B. – Hai un appuntamento?
Ciano – Sì, con la Storia.
Silvio B. – Allora vai pure, e se ti abbisogna qualcosa, ricorda che puoi sempre rivolgerti a noi.
Ciano – A noi!
Silvio B. - Eh?
Ciano – Perdonerà, Eccellenza Cavaliere, è l’abitudine.





































affrancato e spedito da Effe | 09:22 | commenti (13)

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