Complimenti per i complimenti
Argomento già abusato, ripropongo spacciandola per nuova la personale idiosincrasia per le colonne di complimenti in ciclostile che affliggono i commenti ai post di taluni blog.
Cotali svenevolezze si articolano, in ispecie, in numero tre tipologie tra loro differenti:
A) Bello!
B) Molto bello!
C) Davvero molto bello!
Oltre a essere, suppongo, perniciosi per l'ego del blogger, questi complimenti costituiscono uno stucchevole spam.
Sono vuoti.
Non aggiungono nulla.
Non dicono nulla.
Equivalgono alle situazioni in cui, trovandoci nell'ascensore con il vicino di casa (avevamo sì tentato d'intrufolarci prima del suo arrivo, pigiando convulsamente il tasto per la partenza, ma il miserabile ha inserito il piedino tra le porte scorrevoli, angustiandoci ora con la sua presenza olezzante di dopobarba un tanto all'ettolitro) ci rivolgiamo a lui domandando Come va?
Nulla c'importa, di come vada il vicino (e anzi, se si ricoverasse quei quattro o cinque mesi in qualche clinica della salute lascerebbe libero il posto auto in cortile).
Però, ci troviamo di fronte a uno spazio vuoto (fisico, quello della cabina; temporale, quello della durata dell'ascensione), e un indotto horror vacui c'induce a riempirlo con un rituale, una formula.
Il complimento nei commenti questo è, e null'altro: una formula, un tedio, un riempire lo spazio, un timbrare per svogliatezza il cartellino dell'appartenenza.
Altro sono, s'intende, gli apprezzamenti o le critiche ragionate (Questo pezzo è degno d'esegesi, in quanto che riprende i presupposti teoretici del simbolsmo russo di Blok [eh?]; Questo pezzo è degno del tritarifiuti, datosicché indugia ancora su elementi francamente obsoleti della programmazione neolinguistica più deteriore [uh?])
Ma di siffatte argomentazioni non son piene le fosse dei blog (per fortuna, è chiaro).
Che siano severamente banditi i complimenti-gridolino, dunque, o almeno sottoposti a tassazione separata (oneri non deducibili).
E ora, ditemi se questo post non è davvero, ma davvero bello.