Rapsodia (ripresa e fine)(Dove la realtà? Dove la finzione? L'una e l'altra contemporaneamente - e la chiamiamo scrittura)
C’è ancora la sedia, e d’acero il bastone.
Mancano ora le parole, portate via con lui o forse conosciute per sempre da quelli che le hanno udite.
Neppure il vecchio cane si è mosso, e mantiene salda la guardia ai ricordi con pigro malanimo.
Dei tanti passati di qui – briganti e principi, soldati e disertori – neppure un’impronta di carne, ma i muri a secco nascondono voci e grida negli interstizi.
Qui era un transito focale di Storia e di storie, e di tutti gli eroi che lui solo cantò.
Ora è silenzio, è vuoto, e forse è così, di silenzio e vuoto, che muoiono le storie.
Chissà se ora lo vede, il mare.
(da questa notte non c'è più l’uomo cui questa storia era ispirata, isolano di terra che non conobbe il mare mai.
Gli sia lieve il navigare)