URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

venerdì, aprile 08, 2005

Atto di fede
(prevista la facoltà di abiura)

Su Lipperatura si parla - a sprazzi - del rapporto tra letteratura e realtà.

No.

Io non credo che la letteratura debba soccombere all'eccessiva plausibilità del reale.

Non credo che debba esserne testimonianza, ma piuttosto accusa e rinegoziazione.

Credo che la scrittura debba indagare non il reale, ma il vero, e del vero le infinite possibilità.

Credo che della verità non si possa dare definizione, ma che si debba invece compiere l'operazione inversa: non de-finire, non de-limitare, ma eliminare confini e limiti.

Credo che la letteratura sia invero un processo di sottrazione, un tempo in levare.  Credo che il suo compito sia abbattere muri e negare certezze.

Credo che la scrittura debba parlare degli assenti, e non della presenza.

Credo che la scrittura non debba legarsi alla vita, a una vita, quella presente e reale dello scrittore, perché la letteratura è la dimostrazione che una vita sola non basta.


affrancato e spedito da Effe | 10:07 | commenti (51)

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