URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

martedì, aprile 26, 2005

In corpore insano

E’ ben evidente il perché i panni sporchi si debbano lavare in casa.
Arrischiatevi infatti a sciorinare outdoor lingerie e corsetteria (lo ammetto: questo particolare è stato inserito per solleticare la vostra pruderie).
La biancheria virerebbe nell’immediato verso un grigio perla maculato.
E’ ben nota infatti la presenza delle polveri sottili (sottili ma infide, le maledette) che ammorbano l’aere urbano.
E proprio a motivo dell’inquinamento, è invece incomprensibile la presenza di un fenotipo umano particolare: il cultore dello jogging da città.
Sono migliaia gli amanti della fitness che zampettano a bordo strada lungo i corsi urbani più trafficati, iperventilando e inalando monossido in gran copia.
La prima volta che ebbi a che fare con uno di questi aspiranti al suicidio progressivo - all’epoca le presenza del fenotipo non era ancora così diffusa – caddi in uno spiacevole equivoco.
Scorgendo un uomo che si dimenava nei pressi di un attraversamento pedonale saltellando sul posto e ciondolando gambe e braccia, supposi trattarsi di un malato d’epilessia in piena crisi. Così come avevo imparato al corso di primo soccorso per corrispondenza, bloccai a terra il poveruomo, immobilizzando gli arti e cavandone la lingua fuori dalla bocca, per evitare che soffocasse inghiottendola.
Il malcapitato tentava bensì di proferire parola, ma provate voi a comprendere una persona a cui avete pinzato la lingua tra i vostri pollice e indice.
Da allora, la moda della corsa igienica per le vie di città si è sciaguratamente diffusa.
Posizioniamoci ora in un punto urbano qualsiasi, che definiremo linea di osservazione X.
Non passeranno cinque minuti, che in contemporanea si appropinqueranno, rispettivamente da settentrione e da mezzogiorno, il fenotipo U (Uomo) e quello D (Donna).
Il fenotipo U è un ragioniere oltre la cinquantina, che caracolla stancamente con le spalle ingobbite strascicando i piedi.
Nel suo sguardo il messaggio è chiaro: Non guardate me, è mia moglie che mi costringe.
Approssimandosi alla linea X, scorge il suo omologo femminile farglisi incontro.
Allora le spalle subitamente si sollevano, si gonfiano i pettorali, e la falcata diviene potente e fluida.
Incrociando la Donna, il messaggio nei suoi occhi si muta in L’ho mancata proprio di un nulla, quella finale ai Giochi di Atene.
Sorpassata la linea X e lasciato alle spalle il fenotipo D, il fisico del ragioniere si accartoccia nuovamente, e gli occhi dicono che in quel momento ucciderebbe per una Marlboro.
Ma torniamo indietro di qualche fotogramma, e invertiamo la prospettiva.
Il fenotipo D è un’impiegata poco oltre la trentina (ma mente in modo clamoroso sull’età), indossa un paio di fuseaux color carne così aderenti da evidenziare tutti pori della pelle, nonché il perizoma interdentale realizzato all’uncinetto dalla bisnonna.
Indossa una canottina trasparente di tre taglie più piccola del necessario, che a malapena trattiene, durante la corsa, il movimento sussultorio di un arrogante push-up (dotato di apposite protesi siliconate).
Incrociando la linea X e lo sguardo concupiscente del fenotipo U, il messaggio nei suoi occhi è ’mbé? Che ci sarà mai da guardare? Possibile che una ragazza semplice non possa uscire di casa con il primo straccetto che si ritrova indosso, senza per questo essere molestata?
Gli amanti dello sport urbano sono davvero votati al sacrificio estremo.
Dotati di fanatica volontà, nulla li può fermare.
Pensate che di recente, in un parco cittadino, ho visto – lo giuro, quasi – un vecchietto, invalido di guerra, in abbigliamento tecnico e sedia a rotelle che si faceva spingere a buona andatura dal badante rumeno.
E non era nemmeno tanto sudato.
Il vecchietto, dico.
Che il rumeno, invece.


affrancato e spedito da Effe | 08:44 | commenti (24)

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