URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

lunedì, maggio 09, 2005

Un Golpista alla Fiera del Libro (e su Radio2)
La fredda cronaca - e pensare che faceva caldo

Torino, venerdì 6 maggio, ore 15.00.
Un facinoroso si appropinqua all’ex stabilimento industriale del Lingotto per realizzare una pericolosa operazione: dissimulare tra i libri esposti alla Fiera i volantini della rivista sacripante!, luogo di scritture che appaga e non si paga.
Ai cancelli d’ingresso, la Security adocchia subito la grossa borsa nera (terroristic style) che il Golpista porta a tracolla.
"Una bomba" sorride il Golpista all’uomo della sicurezza, che risponde al sorriso e cede il passo.
Il nostro uomo si avvicina al Banco Principale delle Informazioni, costruito ad anello; chiede alla hostess di un’inesistente casa editrice e mentre la malcapitata compulsa il ponderoso catalogo, egli fa il giro dell’anello depositando generose mazzette di volantini ad agio dei visitatori.
E’ il momento dell’azione. Il Golpista stringe nelle pugna manifestini a diecine.
Cadono vittime, in rapida successione, gli stand di Minimum Fax, Stampa Alternativa, Fandango, Scuola Holden, Newton & Compton.
Alla Feltrinelli il colpo è fin troppo facile, e il nostro uomo è alla ricerca del brivido: si avvicina alla cassiera ipnotizzandola, e sgancia un malloppo di volantini proprio di fianco alla cassa, in posizione di protesta simbolica contro il caro-prezzi.
Non si concede tregua, il Golpista, e si catafionda dentro allo stand Mondadori, dove una ventina di volantini vengono occultati tra le pagine interne di altrettanti Piperno, a guisa di ammonimento per i suoi lettori.
Stessa sorte toccherà poi allo stand di Fazi con le copie di Melissa P (girlfriend di Fazi junior, mi dicono), ma qui l’intento nei confronti dei lettori sarà dichiaratamente punitivo.
Fanucci, editore che intima "Non speditemi manoscritti se non raccomandati da agenzie letterarie" riceve la dose di manifestini più massiccia nella storia del volantinaggio.
Durante una breve pausa, il Golpista incrocia un omone travestito da frate cappuccino, con saio e sandali d’ordinanza. Comprende trattarsi di un altro facinoroso che, ostentando i simboli della povertà, protesta contro i prezzi dell’editoria (46 pagine di testo di Agota Kristof costano 10 euro, Piperno vien via con più di 17 euro).
Il Golpista scoprirà troppo tardi che alla Fiera c’è davvero uno stand di autentici frati cappuccini. Per il momento, saluta il fratone con una pacca sulle spalle; il religioso risponde con un basito "Sempre sia lodato".
Riprende l’azione. Einaudi respinge ben tre tentativi di volantinaggio, i suoi standisti sono automi addestrati alla guerriglia urbana (Giulio – parlandone da vivo – ritengo questa una sfida personale che raccoglierò).
Seguono altre azioni coronate da successo.
Palomar (quello di Laura Immaginaria di Zop, impegnato a firmare autografi a centinaia) è l’unico editore che accetta spontaneamente di esibire i volantini in piena vista nel proprio stand, sia ode e gloria.
Ma è giunta l’ora del Momento Situazionista.
Sono le 19.00. Dalla Fiera viene irradiata la trasmissione radiofonica Caterpillar (Radio2), un cult condotto dagli ardimentosi Cirri e Solibello.
È l’ultima puntata del loro concorso semiserio Poeti per Posta. Una folla di poeti emaciati fa ressa in attesa di poter declamare in diretta le proprie operette.
Il Golpista verga alcuni versi immortali lì per lì, sul retro di un volantino sacripantico.
Armato di gomiti larghi e di sorriso innocente, supera la ressa poetica e si deposita lieve sul palco.
Durante i convenevoli, piazza a sorpresa la citazione di "sacripante!, la prima rivista letteraria on line scritta dai blogger".
Dopo uno scambio faceto di schermaglie, i conduttori pretendono la poesia.
Il Golpista, ormai esausto per la lunga giornata di contro-editoria, imposta la voce e declama versi indimenticabili.

"Questa – introduce egli – è una poesia moto introspettiva, molto interiore. E infatti si intitola


FUORI
sottotitolo Il Monsone"

Piove.
Piove piove.
Piove piove piove piove.
Piove.
In effetti,
piove parecchio.


affrancato e spedito da Effe | 09:37 | commenti (52)

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