URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

giovedì, maggio 26, 2005

L’arte dell’ermeneutica
(dellermeche?)

Ho sostenuto, in codesto e altri luoghi, che la scrittura non deve arrendersi al quotidiano e alla dimensione meramente cronachistica (descrivere il nostro tempo).
La scrittura deve attingere anche (ho detto anche, va bene così?) un livello astorico.
Non negherete infatti che i Grandi Libri abbiano un evidente valore archetipico.
Ho parimenti sostenuto, e non per accampare interpretazioni metafisiche, che la scrittura spesso precede il reale, gli dà forma, coglie una prospettiva del possibile e l’attira a sé, facendola essere.
Dubitate?
Malfidati.
Ebbene, oggi ho incontrato Tonio (che non si chiama Antonio).
Non è frequente incrociare autoarticolati di quelle dimensioni dalle parti del centro storico. Le stradine barocche certo non si confanno al passaggio di tali autosauri.
L’ho riconosciuto subito.
Tonio rispettava in pieno l’iconografia del camionista: baffone spiovente fino-al-mento-senza-però-il-pizzetto-alla-Lech-Walesa, canotta colorata, spalle ampie e tatuate (in tinta con la canotta, una finezza da dandy).
La cabina di guida era sobriamente tappezzata di altarini religiosi e laici.
Tale la sopresa, che non ho potuto fare a meno – e qui siamo già nell’ambito della realtà – di sollevare la mano dal manubrio della motocicletta per un timido cenno di saluto.
Tonio ha risposto con un quarto di sorriso (d’accordo, poteva anche trattarsi di un tic nervoso, ma supponiamo che).
Mentre l’autotreno mi passava davanti, i nostri sguardi si sono incrociati, e lui ha fatto un cenno con il capo, come di assenso.
Credo mi abbia riconosciuto anche lui.
Dappoiché tra personaggio e facitore del personaggio c’è sempre un profondo pudore, dato dalla breve ma intensa intimità un tempo condivisa, non c’è stato quasi altro.
Ma quel quasi è stato straordinario.
Però so già che non mi credereste mai, e quand'anche giurassi mi dareste dello spergiuro supponendo una mia misitificazione ad usum blogghini, se ora vi dicessi quale musica proveniva dal finestrino abbassato.


affrancato e spedito da Effe | 09:36 | commenti (32)

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