Il blog è la continuazione della grullaggine con altri mezzi
(chi ha occhi per intendere)
Poniamo ora che vi sia un bel signore, dai modi arguti e dal fascino brizzolato.
Uh, com’è simpatico, fa il disinvolto, con la sua favella vernacolare.
(Bravo! Grazie!)
Un autentico gentiluomo di campagna come non ce n’è.
E’ conviviale e buono per ogni stagione, piace a tutti, eccome, uomini e donne, ma certo, grandi e piccini, come no - soprattutto ai piccini.
Oh, come l’imbonisce!
Oh, come l’irretisce!
Poi, sul far di sera, si ritira nella sua stanzuccia, e pigia sulla tastiera.
Sì, perché il gentiluomo ci ha un blog, non l’avevo detto?
Eh già, ha questo vizio solitario.
E sul suo blog, appena può, si maschera da giustiziere (il mantelluccio invero è un po’ gualcito, e la calzamaglia l’ha comprata d’occasione e gli segna un po’ i fianchi, ma insomma), e dice male d’un personaggio bellowiano – all’uopo aveva già sguinzagliato, in passato, un suo risibile scherano, ma senza apprezzabili risultati.
Quel personaggio gli rappresenta il peggiore dei mondi possibili, dice.
Perché mai?
Signor mio, e chi può dirlo?
E’ così, e il perché saranno ben fatti suoi – qui però, mossi a compassione, cerchiamo di motivarne l’acrimonia almeno con valenza retroattiva.
Ed ecco che, dopo aver a lungo compulsato i tastini, l’elastico della calzamaglia si fa davvero troppo stretto per essere tollerato ancora.
Il piacione torna allora a indossare i consueti pantaloni di fustagno, e subitamente la baldanza gli si smorza, e il coraggio per la pugna viene meno.
Il personaggio bellowiano replica per le rime, ma pur sempre di rimessa, e il gentiluomo che fa?
Lo banna sul suo blog.
Per chi non fosse avvezzo alla terminologia, l’atto del bannare corrisponde, nel mondo oldmediatico, all’agguato del cecchino che s’apposta sui tetti e pensa, mirando sulla piazza: Ecco, così, alle spalle, una schioppettata (morale).
Bum.
Perché il gentiluomo non sa – ma non potevate spiegarglielo prima? - che la rete è luogo pubblico, in cui è legittima la critica, il pregiudizio, la caricatura, financo la canagliata – e infatti - ma di tutto questo bisogna esser poi disposti a render conto.
Chi è pusillanime e tremebondo, resti al chiuso del suo bel cascinale a intagliare bastoni da passeggio.
Per giocare al sicario, se proprio lo si trova divertente, occorre averci anche l’animo, non basta far la faccia torva, che qui non ci si spaura punto.