URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

giovedì, giugno 09, 2005

Succede (e meno male)

Succede che l’italo-guru Joseph G. Granieri riprenda su BlogNotes il post herzoghiano Se quel bloggèr io fossi, scritto a proposito del ruolo dei blog letterari.
Succede poi che, in seguito al pezzullo granierico, si verifichi uno scambio di mail tra i due loschi figuri e una nota agit-prop della blogosfera, tale LaLipperini.
Parte di quella corrispondenza campeggia ora sul blog (letterario, eh) Lipperatura.
Aggiungo, oltreacciò, che il mio suggerimento circa il recensire di Libri Inediti o Mai Scritti era stata gentilmente segnalato anche da Marsilio Black.
Intanto, mi piace sottolineare ancora una volta come solo un mezzo come il blog consenta, nel giro di così poco tempo, un tale scambio pubblico (nel senso di: aperto anche a contributi altri) di idee e posizioni.
Dappoiché mi avanza qualche risposta non data, approfitto della gentile ospitalità che mi concedo.

Caro GGG, lei contesta il determinismo di quel manifestuccio, sostenendo che la rete è il posto di tutti, dove tutto può (può, e non deve) essere. Come darle torto? Epperò, Mr. G, il ragionamento vale per qualunque considerazione riguardante il web (e non solo). Non vogliamo, scendendo dal generale ed empireo al particolare e letterario, provare a individuare nuove strade? Perché non tutte le strade sono uguali, qualcuna rischia di essere senza uscita.

Antonio Montanaro, nei commenti al post su BlogNotes, dice di essere contro ai miei manifesti contro. Caro Antonio, i manifesti devono avere carattere minimamente oppositivo, perché per accodarsi allo status quo non c’è mica bisogno di manifestare, è sufficiente il silenzio. Epperò la mia posizione non è contro, ma in alternativa all’esistente. Quel che già c’è non mi è sufficiente, non mi accontenta. Il blog stesso, per me, è alternativa, è nuovo spazio, nuove possibilità. In rete si può osare più che altrove, si può addirittura essere " provocatori in senso borgesiano" (cit. Guru Granieri). Dunque, se osar si può, osar si deve.

Caro Squonk (sempre nei commenti a BlogNotes) McSweeney’s è un’esperienza che ritengo troppo lontana dalla realtà dell’italica blogpalla, i mie obbiettivi erano più a portata di obice (che vuole, siam provinciali).

Cara LaLipperini, ha ragione, quando si iniziò a parlare di Perceber, il libro non era ancora stato pubblicato, e lei sostiene che neppure si sapesse se lo sarebbe mai stato, ma su questo bisognerebbe far confessare Giulio Mozzi con uso di pentotal. In effetti, l’avvenuta pubblicazione finale un minimo sospetto di "operazione di marketing" sull’operato precedente lo fa sorgere. Ma diciamo che la direzione è quella.
Piccoli Libri.
Libri Mai Pubblicati.
Libri Mai Scritti (questi ultimi senza dubbio, i migliori, ma è cosa che devo aver già detto)


affrancato e spedito da Effe | 11:21 | commenti (43)

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