Intervista-shock a Loredana Lipperini
(clamorose rivelazioni)
tutto quello che avreste sempre voluto sapere, e non avete mai osato chiedere
Abbiamo esitato a lungo, indecisi circa l’opportunità di dare alle stampe quanto segue.
Il contenuto dell’intervista è estremamente forte, in alcuni casi addirittura destabilizzante per l’intero ambito editoriale.
Certi aspetti reconditi andrebbero forse sottaciuti, anche in considerazione dei rapporti già tesi tra giornalisti e blogger.
Ma infine ha prevalso il senso del dovere, e il rispetto del diritto all’informazione.
Si pubblica tutto in versione integrale, quindi, e senza pecette (tanto poi si sa la fine che fanno), pur consapevoli del fatto che il mondo, da oggi, non sarà più lo stesso.
Chi, dove e perché
Lei: sorride da sotto il celebre caschetto. Risponde a migliaia di telefonate, in contemporanea e con traduzione simultanea in otto lingue. Sorride anche mentre parla con un interlocutore alemanno usando un oscuro dialetto della bassa Sassonia (il che, è risaputo, richiede notevoli equilibrismi maxillo-facciali)
Lui: avendo equivocato sul luogo d’appuntamento, percorre circa 28 miglia marine a piedi e di corsa (temperatura 38 gradi Celsius, umidità del 128%) e raggiunge Lei con un principio d’asma.
La location: nel cuore (indeciso tra barocco e liberty) della capitale sabauda, presso un caffè semi-storico, sotto i portici che conducono al lungofiume. A 15 centimetri dal dehors sferragliano in continuazione vecchi tramvai. I due suggono un improbabile cocktail color verde-mentadent, sconsigliabile come aperitivo, ma una vero toccasana come collutorio gengivale.
Lo scopo dell’incontro carbonaro è un’intervista a carte scoperte.
Lui: Loredana Lipperini! Per prima cosa scaviamo nel torbido della sua esistenza: costringe anche i parenti più prossimi a chiamarla LaLipperini?
Lei: No, a loro concedo di chiamarmi confidenzialmente Lippa (ma è chiaro che sto mentendo)
Lui: Loredana Lipperini! Dati i suoi molteplici interessi, lei è spesso in giro per il mondo. Tocca quindi con mano, durante i suoi viaggi, esempi differenti di cultura e di arte. Ma nel frattempo, a proposito di arte (culinaria), chi cucina a casa sua?
Lei: Mio marito, naturalmente, ed è un ottimo cuoco
Lui: E per forza, se vuole sopravvivere al digiuno. Loredana Lipperini! Tra rivoluzione e restaurazione, tra libri di destra e di sinistra, occorre prendere posizione. E allora le chiedo:
Marzemino o Sciacchetrà? Pasta alla Norma o Pastiera Napoletana? Briscola parlata o Chemin de ferre?
Lei: Marzemino, senz’altro. Pasta alla Norma, ma solo perché la Pastiera fa ingrassare, altrimenti... E infine briscola, sì.
Lui: Suppongo che presto avrà notizie dall’Anonima Alcolisti. Le ricordo inoltre che il gioco d’azzardo è reato. Loredana Lipperini! Lei è considerata un intellettuale di riferimento (ho scritto intellettuale intendendolo al maschile, andrà bene?) del nuovo corso della blogosfera. Un ruolo di cui è difficile esser degni. Per verificare la sua conoscenza dell’opera omnia dei maîtres-à-penser del passato: chi ha vinto il Festival di Sanremo del 1997?
Lei: Mi dichiaro gravemente impreparata. E poi quell’anno ero all’estero. O forse c’era stata un’invasione di cavallette, ora non ricordo.
Lui: Loredana Lipperini! Giudicare non l’artista ma l’arte, e non la giornalista per via del giornale. Si dia dunque un giudizio come ballerina di tango.
Lei: Ah! Pessima, in verità.
Lui: Loredana Lipperini! Come ogni persona che si è fatta da sé, immagino che i suoi inizi siano stati difficili. Erano tempi, presumo, in cui era necessario arrangiarsi per sopravvivere in attesa di momenti migliori. Quand’è stata l’ultima volta che ha scippato una vecchietta all’uscita dall’ufficio postale?
Lei: Nel 68’, credo. A maggio. Un periodo caldo.
Lui: Eh, brava lei, citiamo solo i reati prescritti. Loredana Lipperini! Come mediatrice culturale, dovrebbe sentirsi in dovere di impedire la morte della poesia, che pare essere in stato precomatoso. Adesso, non si limiti a generiche dichiarazioni di apprezzamento per il verso. Lo faccia. Il verso, dico. Dell’upupa. Nella stagione della muta.
Lei: (ingolla un’oliva comprensiva di nocciolo d’ordinanza, pur di non rispondere)
Lui: Adesso non faccia così. In effetti, però, se era la stagione della muta… Loredana Lipperini! Siamo in odore di premi letterari, ormai è quasi stagione. Si sbilanci in una previsione. Chi vincerà lo scudetto 2006?
Lei: La Roma, ovviamente.
Lui: Seee, come no, lei legge troppi fantasy, per il suo lavoro. Loredana Lipperini! Per quanto riguarda il suo blog, quanto tempo impiega ogni giorno a scrivere da sola tutti quei commenti che poi firma falsamente su Lipperatura con nomi di ignari scrittori di genere?
Lei: Tutta la giornata e parte della notte.
Lui: Cos’è, pubblicità occulta alla famigerata Antologia notturna? Loredana Lipperini! Lei è un’esperta di musica classica, e sull’argomento ha scritto testi imprescindibili. Le risulta che con il termine "mutismo" si indichi la propensione dei direttori d’orchestra a chiudersi in se stessi? (d’accordo, questa era una domanda di riserva)
Lei: La propensione, piuttosto, a rinchiudere gli altri e a buttare via la chiave. Ma questo non lo scriva, eh.
Lui: No, no, si figuri. Loredana Lipperini! Lei ritiene che, tra tutte le interviste che ha concesso, questa sia l’intervista migliore e definitiva, nel senso che, visti i contenuti, non si sogna nemmeno di concedermene altre, in futuro?
Lei: Gliene concederò ancora, proprio perché questa è stata la migliore.
Lui: Tanto lo so che dice così a tutti. Scusi, la mangia tutta quella tartina?
(Lunedì, 30 Maggio 2005)