URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

martedì, luglio 19, 2005

Specificità del blog: la scrittura post mortem

Si è spesso detto, in senso non positivo, che la scrittura digitale sarebbe effimera e impermanente (l’impermanenza è poi concetto da rivalutare, ma non qui e adesso).
In effetti si dicono spesso sciocchezze, parlando di quel che non si conosce.
Non è difficile confondere l’essenza transeunte e mai definitiva della scrittura elettronica, con la sua presunta aleatorietà.
Al contrario, le parole in rete restano, circolano, si amplificano, rieccheggiano.
Blog cancellati e non più esistenti continuano nella loro immanenza, recuperabili con la Wayback Machine.
Ma non solo.
Ha fatto clamore il caso di Ciro Milani, giovane blogger che ha illustrato per mesi, sul blog, il suo progetto di suicidio - progetto che poi ha realizzato saltando da un parapetto.
Ancora oggi, dopo giorni dalla sua morte, il blog viene aggiornato dai post che WordPress ha in memoria, programmati per comparire post mortem.
Con nessun altro mezzo questo sarebbe stato possibile; neppure gli inediti cartacei, a volte scoperti anni dopo la morte del loro autore, appaiono paragonabili, perché l’inedito ha necessità di un agente esterno, per essere ritrovato, identificato e pubblicato (ovvero censurato e nascosto).
Qui, invece, la scrittura si ritrova e si pubblica da sola.
Al di là del giudizio etico (o estetico, come dice Mantellini) sulla vicenda, è meraviglioso e terribile pensare che la nostra scrittura digitale è così poco effimera da potersi disvelare in rete, certo grazie a noi, ma anche senza di noi.


affrancato e spedito da Effe | 11:16 | commenti (75)

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dipinto da buba