Il Grande Fratello?
Si chiama Splinder
Inorridisco.
S’alzi alto il grido, si denunzi lo scandalo, s’affilino l’arme e ci si accinga alla pugna.
Il fatto ha dell’incredibile, per la sua invasività.
Mi è stato rivelato (una soffiata, che altro?) che, nella pagina del Profilo di ogni blogger ospitato su Splinder, è riportato l’elenco degli ultimi 20 commenti, in ordine di tempo, vergati dal blogger stesso nell’universo splinderiano.
Come altro chiamarla, questa, se non una mappatura dei movimenti del singolo all’interno della blogosfera?
Il blogger viene spiato, osservato, guatato, pedinato, seguito.
Controllato.
C’è tutto: link al blog commentato, link al post, giorno e ora del commento.
Qualunque troll, o capufficio, o amante geloso, può verificarne l’attività commentatoria e mettere al blogger il sale sulla coda.
Si dirà: ma il commento è un fatto comunque pubblico.
Sì, però.
Anche il cammminare per strada è un fatto pubblico, ma come vi sentireste ad essere perpetuamente spiati da una telecamera che permetta ad altri di conoscere ogni sosta che fate davanti a un negozio (e a quel negozio in particolare), ogni parola che scambiate con un passante, ogni azione che andate a compiere lontano da casa vostra?
Ecco, la situazione è infatti quella.
Si dirà (ancora?): esiste comunque la possibilità di deselezionare l’opzione, oscurando la mappatura dei commenti.
Ma andava fatto l’esatto inverso, da parte del Sig. Splinder.
Questa opportunità doveva essere semmai messa a disposizione degli esibizionisti, e non inserita di default e, soprattutto, senza segnalazione preventiva, all’interno di ogni blog.
Possibile che non ci sia mai un Rodotà, magari anche di seconda mano, quando serve?
Per intanto, sappiate che ieri vi ho spiati, ho saputo quel che avete fatto e detto, tutto e ogni cosa.
So dove abitate.
Il prossimo avvertimento sarà una testa di cavallo mozzata tra le lenzuola.