URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

mercoledì, settembre 21, 2005

Di cosa parliamo quando parliamo di felicità


Si domanda Isabella, nei commenti al post sottostante: Perché non c’è mai speranza? (suppongo intenda: per i personaggi e nelle storie che si disarticolano qui).

Sempre nei commenti, e ora qui, provo a spiegarmi.

Quel che ci è possibile è proprio e solamente indagare il dubbio, l'imperfezione, quel qualcosa che manca alla sua stessa definizione.

Possiamo rasentare margini, tentare impossibilità.

Possiamo porre domande.

Quanto a speranza e felicità, questi sono, per come mi pare, sentimenti non narrativi (Bombay qui celia ma non troppo, richiamando Emil Cioran).

La felicità è un solido a superficie continua, conchiuso in se stesso, e non offre appigli per essere raccontata, né spiragli per essere veduta.

Non ha margini, non ha punti limite. E’ un sentimento completo in sé, che per questo non ha bisogno di andare verso altro e altri. In questo senso, è un sentimento ottuso (Giorgioflavio si domanda se esista la felicità intelligente). 

Per come è sostanziata, la felicità (che per qualche processo non chiaro sono andato sostituendo definitivamente alla speranza della domanda iniziale) non si può raccontare, né sarebbe interessante farlo. 

Non tutti, legittimamente, condividono questa prospettiva.

E allora vi sfido, lettori ribaldi ed estatici, all’elenco del libro che, a vostro insindacabile giudizio, riesce a raccontare la felicità (si badi: non che procura felicità alla lettura; io sono felice leggendo Sartre, per dire).

Qualcuno di voi ha già dato, e inizio in calce un elenco che aggiornerò con le vostre auguste citazioni. 


Per una bibliografia della felicità


Ariosto, Orlando Furioso (
Demetrio)

Malet, La vita è uno schifo (Bombay)

Paul Watzlawick, Istruzioni per rendersi infelici (Giocatore)

Ada Boni, Il talismano della felicità, (SenzaQualità)

Queneau, I fiori blu (Sphera)

Bufalino, Argo il cieco, ovvero i sogni della memoria (Colfavoredellenebbie)

Elpidio Jenco, Cenere azzurra (Fricat)

Nietzsche, Così parlò Zarathustra  (Gardenia)

Jorge Amado, Dona Flor e i suoi due mariti, e Teresa Batista stanca di guerra (manginobrioches)

Eggers, L'opera struggente di un formidabile genio (alice121)

Epicuro, Lettera sulla felicità (a Meneceo) (Ushuaia)

Porter, Pollyanna (riccionascosto)

Emily Dickinson, Tutte le poesie (Gemisto)

Morante, L'isola di Arturo (Ecate)
Proust. Á la recherche du temps perdu (Antonio Bois)
Mordechai Richler, ll mio biliardo (Squonk)
Tom Robbins, Half Asleep in Frog Pajamas (Diamonds)
Arundhati Roy, Il dio delle piccole cose (Medicineman)
Luke Rhinehart L'uomo dei dadi (Anonimo)
Jean-Marie Gustave Le Clézio, L'inconnu sur la Terre (Keroppa)
Leonard Cohen, Il gioco preferito (diderot)
Aldo Nove, La più grande balena morta della Lombardia (girlfrommars)
Walt Whitman, Foglie d'erba (CuloDritto)
Antonio Moresco, Viaggio in Argentina (Sicilia)
Eric-Emmanuel Schmitt, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (blulu)
Weisbecker, Cosmix bandidos (eddiemac)
De Sade, La filosofia nel boudoir (giorgioflavio)
Calvino, Marcovaldo / Palomar (PProserpina)
Will Ferguson Felicità® (copiascolla)
La Costituzione della Repubblica Italiana (Max SdC)
Ellroy, American Tabloid (anchorless)
Rabelais, Gargantua e Pantagruele (Tez)
Carver, Una cosa piccola ma buona (tratto da Cattedrale) (fuoridaidenti)
Ariosto, Orlando Furioso (La Lipperini)
Tahar Ben Jelloun, Lo Scrivano (SciallieVentagli)

affrancato e spedito da Effe | 09:12 | commenti (86)

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