S’io fossi Dio
(decalogo)
1) S’io fossi Dio (e non v’è prova del contrario), col piffero che ve lo farei festeggiare d’inverno, il Natale, che ogni volta mi fate stare nudo nella greppia, e dopo ho certi attacchi di sinusite che lo so solo io.
2) S’io fossi Dio aprirei una nuvoletta - giusto la sera del 24 dicembre, poco prima della mezzanotte, quando siete già tutti gonfi di cenone e chiacchiere, e avete la bava alla bocca al pensiero dei regali che vi toccherà scartare - e dal cielo direi “Contro-ordine, compagni: questa volta il Natale lo festeggiamo a ferragosto, così Babbo Natale ne approfitta per fare le sabbiature”.
3) S’io fossi Dio, di fronte alle vostre ostinate e insistenti richieste di miracoli, miracoli, miracoli, smoccolerei un po’ e poi direi: “Non chiedetevi cosa Dio può fare per voi, chiedetevi cosa voi potete fare per Dio, che qui son duemila anni che sgobbo al minimo sindacale. E versatemi almeno i contributi, evasori della peggior risma”.
4) S’io fossi Dio non andrei in vacanza sul Mar Rosso, o alle Maldive, o in uno di quei posti che raggiungi in diciotto giorni di viaggio, per poi ritrovarti in mezzo ad altri duemila italiani vocianti. No, me ne andrei invece in un posto isolato, che so, in Patagonia, così se tiro giù qualche santo e qualche madonna, quando non mi viene il Sudoku, non c’è subito un cardinale nei pressi che mi fa le pulci e mi vuole confessare.
5) S’io fossi Dio andrei da qualcuno di quegl’alti prelati che passeggiano tronfi e pasciuti nelle celebrazioni in mio nome, gli chiederei come mai non li ho mai visti nelle fabbriche chiuse dall’oggi al domani, e nei vicoli dove i ragazzi mischiano inferni in vena, o tra quelli per cui morire di fame non è un modo di dire. Prenderei poi i loro anelli e i simboli della loro condizione, e li porterei al Monte dei Pegni (chissà che non ci escano anche i soldi per la lavastoviglie nuova).
6) S’io fossi Dio, vorrei trovare chi ha stabilito che le cose belle della vita debbano per forza fare male. Darei allora dispensa a tutti di bere, di fumare e far l’amore, che poi il paradiso sarebbe ben questo, o no?
7) S’io fossi Dio, non pagherei il pedaggio in autostrada, parlerei forte in biblioteca, non rispetterei file e divieti. Un po’ d’animo, gente mia, che cos’è questa vita così ordinata e noiosa?
8) S’io fossi Dio, vi avvertirei prima: “Guardate, per quella cosa della resurrezione dei corpi, e della felicità eterna, eccetera - sapete di cosa parlo, no? - ebbene, non è che ci sia proprio una garanzia. Comunque, alla soddisfazione del cliente ci tengo: nel peggiore dei casi vi restituiamo i soldi, oppure, in sostituzione alla Vita Eterna, vi mandiamo una settimana in vacanza a Riccione. Mezza pensione. Due stelle.
9) S’io fossi Dio, entrerei di notte nelle stanze dei Potenti della Terra, a tirar loro i piedi, a farli cadere dal letto, a spaventarli nel sonno fino alle lacrime con un sonoro “Buh!”. Che anche se piangono loro, una volta tanto.
10) S’io fossi Dio, quando alla sera, inginocchiati accanto al vostro lettino, con mani giunte e occhietti al cielo levate con voce querula la vostra prece, e lo fate tutti insieme a milioni, in tutto il mondo, impedendomi il sonno del giusto, ecco, allora aprirei la solita nuvoletta per urlarvi giù da basso: “Ehi, voialtri, qui c’è gente che domattina deve alzarsi presto per andare a lavorare. Andate a letto, lazzaroni”.
E che diamine, uno la pazienza non ce la può mica avere eterna.
(questo vaudeville fa parte della raccolta natalizia Un post sotto l'albero, promossa da quel flemmatico manigoldo di sir Squonk)