URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

mercoledì, febbraio 01, 2006

Il Libro delle Rinunce

E invece non erano giorni, e neppure mesi.
Da oltre un anno ormai l’intera pianura era sangue e creta e polvere.
Nuvole come linee brevi si addensavano a volte, brulicavano, cedevano, si scioglievano senza un lamento. Niente pioggia, solo pensieri secchi che restavano a terra, schiacciati da un sole bianco.
La casa di seu Bastiano era all’argine di un fiume ormai dimenticato. Se ne stava, seu Bastiano, seduto a piedi scalzi, triturando con il coltello una treccia di tabacco da poco prezzo, per farne fili di fumo.
Seu Bastiano, gli dicevano allora, la terra non ha acqua, le bestie non hanno acqua, gli uomini non hanno acqua.
Allora seu Bastiano traeva da sotto la panca il Libro, e lo apriva sul tavolo alto, in modo che chi stava di fronte non avesse permesso di leggere.
Intingeva la cannuccia nel calamaio, e poi diceva Cosa volete? A cosa rinunciate?
Vogliamo pioggia, e d’acqua colmi i pozzi, rispondevano, e rinunciamo a un sogno di fine notte, alla lite tra fratelli e al primo giorno d’autunno.
Seu Bastiano scriveva tutto nel Libro, con lenta fatica. Nel silenzio ronzante si sentiva la punta della cannuccia graffiare la carta.
Ho scritto nel Libro, ho scritto le parole, e se otterrete quel che avete chiesto, ricordatevi del patto.
Veniva allora il giorno seguente, e un’aria scura. Piovve per tre giorni, inondando la pianura e le case e gli stabbi.
Allora andavano alla casa sull’argine, che veniva ora leccata da lingue liquide e fangose e da carcasse e nidi di rami.
Seu Bastiano, dicevano, i fiumi coprono campi e pascoli, le bestie muoiono, gli uomini muoiono.
Che cosa volete, a cosa rinunciate? chiedeva seu Bastiano.
Vogliamo tempo buono e campi grassi, e rinunciamo alla vendetta, al terzo bicchiere d’acquavite e ai pensieri su Antonia la maestra elementare, ma solo nei giorni pari e se non c’è mercato.
Allora seu Bastiano annotava tutto, e il Libro custodiva richieste e rinunce, e vincolava tutti e per sempre.
E così, ogni volta che il minore dei figli era a letto per una malattia senza nome, o la giovenca non dava più latte, o il padrone dell’emporio non faceva credito, allora qualcuno andava alla casa sull’argine, e chiedeva e rinunciava, e il patto si faceva giuramento dentro al Libro.
Venne un giorno Isaias Carinha, tagliagole di foresta, spergiuro e baro.
Seu Bastiano, disse, m’insegue Oracio Bittencourt, giovane, bello e gendarme, che ha carabina nuova e mira buona e cavalla baia. Ha giurato per ogni santo d’uccidermi e riscuotere così la taglia. Domando la sua vita di prima mattina.
A cosa rinunci?
chiese seu Bastiano.
Rinuncio al tramonto nella selva, al ricordo dell’amico lontano e a uccidere voi, se il desiderio non verrà esaudito.
Seu Bastiano scrisse tutto sul Libro. Mentre Isaias tornava alla macchia, seu Bastiano riprese a sminuzzare la treccia di tabacco con la lama del coltello.
Poche ore più tardi, lo raggiunse Oracio Bittencourt, giovane e bello e gendarme.
Inseguo Isaias Carinha, scomunicato e bandito. Chiedo la sua vita sulla riva del fiume. Rinuncio alla prossima notte con la moglie del giudice, ai sospiri notturni e a uccidervi, se il desiderio non verrà esaudito.
La sua rinuncia venne scritta nel Libro, subito dopo quella di Isaias.
Li trovarono entrambi sulla riva del fiume, morti per carabina nuova e per coltello di prima mattina.
E c’era poi Vitória, che cucinava in casa di seu Bastiano.
Vitória era arrivata da lui bambina, tre anni prima. Ora il suo corpo aveva odore di preda, e i suoi passi facevano rumore di bosco, e i suoi occhi erano color della battaglia.
Seu Bastiano era vecchio, ma si sorprese a sognare di Vitória, innocente e colpevole.
Un giorno lei gli parlò.
Vorrei conoscere cos’è felicità.
A cosa rinunci, domandò seu Bastiano, e la voce non voleva uscire.
A quello che comandate voi, rispose remissiva e con pericolo.
Seu Bastiano restò per un momento con la cannuccia sospesa sul Libro, poi chiuse le pagine in un arco lento.
Felicità è non rinunciare a niente. Domani andrai via di qui.
Il giorno dopo la portò alla stazione, le comprò un biglietto e la fece partire verso la costa, dove seu Bastiano aveva una sorella con due figlie da marito.
Senza Vitória, seu Bastiano s’ammalò di rinuncia.
Molte volte aprì il Libro, deciso a riportarsela indietro. Ma poi posava la cannuccia e nascondeva il libro sotto la panca.
Morì di lontananza, infine, e di un sogno.
La casa restò sull’argine, e il Libro nella casa.
Vi abitò di lì a breve un nipote che seu Bastiano s’era scordato d’avere.
Faceva freddo, e non c’era paglia in casa per accendere il fuoco sul braciere. Il nipote trovò allora il Libro, e ne aprì la prima pagina.
Era bianca e profonda e vuota.
E anche la seconda, era bianca.
E la terza, e tutte le altre ancora.
Il nipote strappò i fogli e li usò per accendere un fuoco breve, senza alcun rimpianto.

Fuori pioveva, un po'.


affrancato e spedito da Effe | 00:47 | commenti (56)

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