URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

martedì, maggio 02, 2006

Breve in cronaca

"Elohim - disse Abraham – tu hai occhi di notte e voce di eserciti in battaglia. Il tuo nome ha rumore di oceano, le tue parole sorgono ad abbreviare la notte. Prendi allora la sabbia e fanne mare, e inondami le vene di spade e luce".
"Abraham – disse Elohim – tu vieni a me a ogni nuova oscurità e sempre la tua ricerca trova il mio cospetto. Con ogni lettera del mio nome tu mi evochi. Io mi abbevero alla sete che hai di me".
"Elohim – disse Abraham – tu mi sei padre, e dio. Io ti scelgo come casa e come cammino del mio passo. Io ti desidero perché mi hai fatto a tua somiglianza. Solo tu sai di cosa ho bisogno".
"Abraham – disse Elohim – io ti conosco fin dal tempo in cui mi hai chiamato. So la tua anima, e possiedo ciò che placa la sete. Ma in cambio mi offrirai un sacrificio".
"Elohim – disse Abraham – tu solo sai perché ogni notte grido il tuo nome oscuro. Dammi la pace che chiedo, e avrai il sacrificio".
"Abraham – disse Elohim – grande è il bisogno che hai di me, grande il sacrificio che mi porterai. Io ho veduto il figlio tuo, Isaac, e mi sono compiaciuto di volerlo. Tu me lo offrirai, posandolo nelle mie mani, e io lo accetterò".
"Elohim – disse Abraham – tu sei ogni cosa, e io nulla. Tu possiedi i mondi, e io non sono niente. Ma questo sacrificio non ti appartiene. Non lo farò, neppure per te che mi sei padrone e dio, neppure se il bisogno che ho di te adesso mi riempie di fuoco gli occhi e mi spezza ossa e pensiero e vita".
"Abraham – disse Elohim – se tu non officerai il sacrificio, io non ascolterò la tua preghiera, nasconderò il mio volto e non avrai la luce che vince il freddo del corpo e della mente".
"Elohim – disse Abraham – io conosco che senza te non ho vita, né aria il mio respiro. Ma mio figlio no, mio figlio mai, mio figlio è per me più di me stesso, più di un dio notturno e di eternità breve. E per proteggerlo alzerò la mia mano su di te, la mano che stringe la lama, la lama che porta oscurità. Conoscerò allora se un uomo che uccide dio è meno di un uomo, o più d’un dio".
"Abraham – disse Elohim – tu non lo farai. Io sono il signore dio tuo, e non avrai altro dio all’infuori me".

Elohim allora convocò il tuono nella mano destra per incenerire il cuore di Abraham. Ma il piccolo uomo era già presso dio, e lo colpì agli occhi perché non lo guardasse nell’animo, e lo colpì alla lingua perché non pronunciasse il suo nome, e infine alla gola, perché non respirasse più.
Poi Abraham abbracciò il corpo immenso e immobile di dio, e lo baciò piangendolo per una notte che fu lunga come tutte le notti dall’inizio del mondo.

Sui giornali del giorno dopo, solo poche righe raccontarono del tossico che aveva ucciso e seviziato il proprio pusher in fondo a un vicolo, vegliandolo poi fino al mattino.
Ignoti i motivi del gesto.

(ci sono poi altri modi di rileggere il mito)


affrancato e spedito da Effe | 01:01 | commenti (34)

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