Di apparenti apparizioni Non avevo intenzione di riferirlo in pubblico.
Ci sono momenti, nella vita di un uomo, che vanno meditati in solitudine.
Ma poi ho pensato che, quando scriveranno la Sua apologia, saranno importanti i
dove e i
quando (tacendone il
perché).
E dunque.
Nell'anno di Splinder 2003, alle 12.45 circa di giovedì 20 novembre, Egli si manifestò alla comunità sabauda.
Essi lo videro da lontano, ed Egli camminava a un metro da terra (i maligni dicono ottanta centimetri) circonfuso da un alone di luce verdina al neon (per una questione di costi, si suppone).
Ma essi, pur vedendolo, non credettero.
- Ti dico che è Lui.
- Ma no, dai, non vedi che ha la barba?
- A me ricorda Mannoni, quello di Primo Piano.
- Ma no, Mannoni ha i capelli ricci, e poi qui Raitre neppure la prendiamo.
E mentre la comunità disquisiva di auditel e di programmi dell'accesso, Egli li guardò, ed ebbe pietà di loro, e pensò: "
Darò loro un segno della mia potenza".
Ed Egli disse "
Io sono la via, la verità e l'apocrifo".
Ma essi non credettero.
Ed Egli disse: "
Io sono comparso a tutta pagina sul Foglio".
Ma essi ancora non credettero.
Ed Egli disse: "
Io ho brandito l'attizzatoio, porca miseria!".
Ma essi, tuttavia, non credettero, che già una volta erano rimasti scottati con quella cosa del milione di posti di lavoro.
Ed Egli, prima di mandarli a quel paese, tentò un'ultima volta. Levò le mani al cielo (subito uno stormo di piccioni del Duomo lo circondò alla ricerca di becchime) e disse:"
Coazione, Virato, Ammuina".
Ed essi allora credettero perché, senza alcun dubbio, quella era parola di
Gonio