'Na tazzulella 'e cafè
Tutto ha inizio qui, con la discussione intorno alla corretta preparazione del Marocchino (non fatevi ingannare: cacao in polvere, caffè espresso, crema di latte , ancora cacao in polvere: il tutto rigorosamente in bicchierino di vetro da punch. Alcune versioni apocrife chiedono che il bicchierino venga preventivamente spalmato di nutella. Trattasi evidentemente di un’aberrazione - cui occorre cedere, ogni tanto).
Dice poi il signor Ricambi Originali che a Roma i baristi mica han tempo da perdere con simili pretese; al massimo preparano un caffè macchiato e via.
Ma come, non han tempo da perdere?
La tazzina di caffè è un'esperienza collettiva e diacronica, è il momento ultimo di un percorso assai lungo, che inizia forse con un Imam yemenita (pur se la Coffea Arabica è originaria dell’Etiopia), e prosegue con la raccolta, la torrefazione, la miscela di qualità diverse per forza e acidità, e si fonde con la durezza dell’acqua utilizzata, con la temperatura di servizio, il tipo di zucchero e la capacità della macchina di erogare l’espresso (che scandalo: la macchina per l’espresso è invenzione meneghina, anziché partenopea).
Non parliamo poi del cacao necessario alla preparazione del Marocchino, perché allora occorre anche ricordare la bevanda cara agli dèi degli Incas, la conquista della foresta brasiliana a colpi di fucile da parte dei colonnelli fazendeiros e delle loro bande di sicari, João Guimarães Rosa e Gabriella garofano e cannella.
Alle corte: bere un caffè, o un Marocchino, non è esattamente facile come bere un bicchier d’acqua.
(nella prossima puntata, le meraviglie del Bicerin)
aggiornamento con il caffè mattutino d'oggi: il suddetto signor Ricambi Originali segnala questa raccolta di fotografie e video in bianco e nero sulla coltivazione del caffè, e sulle vite che ne derivano (foto e video di Sebastião Salgado, e pazienza se c'è lo sponsor di settore)
secondo caffè: diamine, anche Blulu segnala questo ricco esperimento fotografico sulle tazzulelle 'e cafè (deprivate di sponsor)